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6 marzo 2008
 
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Per una scuola non ideologica

di Carlo Cerofolini - 26 febbraio 2005

Per quanto riguarda la scuola, per porre un argine al relativismo culturale - che ultimamente ha portato alla farsa della negazione delle nostre radici, con il tentativo della rimozione dei crocefissi e dell'eliminazione dei presepi - ed a chi scambia le aule per una sezione di partito, o per la succursale di un sindacato o per casa propria, sarebbe opportuno almeno che ogni scuola adottasse un codice etico di comportamento, per riuscire a combattere queste distorsioni. Un codice avente queste finalità andrebbe inserito nel Piano dell'Offerta Formativa (POF), che è un patto d'onore fra la struttura scolastica, gli allievi e le famiglie. I punti salienti potrebbero essere benissimo, in buona parte, enucleati dal documento conclusivo stilato dalla Commissione Ministeriale per lo studio del Codice Deontologico dei Docenti, voluta dal Ministro Moratti. In altre parole i docenti - oltre saper ben insegnare per obbiettivi e metodi ed essere consci di esercitare un potere "asimmetrico" verso gli allievi - dovrebbero essere obbligati a:

  1. essere imparziali;
  2. saper infondere fiducia e speranza;
  3. escludere ogni discriminazione;
  4. diventare dei punti di riferimento;
  5. promuovere l'autonomia individuale e la coscienza di appartenere ad una società globale, senza tuttavia dimenticare la nostra cultura e civiltà nazionale;
  6. rispettare il pluralismo delle idee e quindi far conoscere agli allievi i diversi punti di vista (fondati e completi) sulle questioni trattate;
  7. tener presente che la libertà d'insegnamento e d'espressione, che sono garantiti rispettivamente dagli articoli 33 e 21 della Costituzione, trovano, per i pubblici dipendenti o in senso estensivo per chi esercita un servizio pubblico, limiti e precisazioni nell'articolo 97 - che parla del dovere all'imparzialità del pubblico dipendente - e nel 98 - dove si afferma che i pubblici dipendenti sono al servizio della Nazione (cioè di tutti e non di una parte) - della Costituzione stessa.

Nell'attesa di una disposizione nazionale che vada in questa direzione, sarebbe auspicabile che le Regioni attribuissero, a consuntivo, adeguati finanziamenti extra alle scuole che autonomamente nel POF recepiscano e poi rispettino nella pratica quanto sopra. Il controllo potrebbe essere, al momento, demandato agli ispettori ministeriali, operanti presso gli uffici scolastici regionali.

! Carlo Cerofolini
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Ragionpolitica, periodico on line n.98 del 26/2/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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