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A che punto arriva l'odio per Berlusconi...di Giovanni Vagnone - 4 marzo 2005 Breaking news[...] E' di questa mattina la notizia della morte di otto attivisti del Movimento Sociale per la Liberazione del Paese (MSLP), avvenuta durante un'esecuzione sommaria nella periferia di Torino. I sobborghi della città sono sull'orlo di una guerra civile: la guardia cittadina dell'ordine, istituita per emergenza dai comitati spontanei leghisti, è l'ultimo baluardo dello Stato civile all'anarchia uscita dai centri sociali. Non si hanno più notizie di quanti prima avessero un ruolo negli incarichi istituzionali locali. Anche le forze dell'ordine fanno fatica a penetrare nel quartiere di San Salvario, nel Centro della città, per arrestare gli assassini che hanno giustiziato gli attivisti pare dopo essere stati attaccati dai loro pitbull in un assalto al supermercato Auchan. Si seguono piste di finanziamento per la rivoluzione dai principali crocevia terroristici internazionali, fondamentalismo islamico in primis. Questo è solo l'ultimo degli aggiornamenti da quando l'Italia, a seguito dell'omicidio Berlusconi, è stata dichiarata area ad alto rischio dall'Unione Europea, e da quando a seguito dell'emergenza gli scontri si susseguono senza sosta. «La nostra è l'ultima autodifesa prima del crollo nell'assoluta anarchia» ha dichiarato uno dei leader della guardia cittadina dell'ordine. «Dopo alle rapine a mano armata, alle requisizioni proletarie di merce e interi appartamenti, la cittadinanza s'è trovata priva di ogni tutela» ha poi continuato. «A nulla sono valsi i tentativi civili delle parti moderate di riportare un minimo d'ordine, siamo stati costretti a fare quel che facciamo»[...]. Io scherzavo, e loro?Non sono completamente impazzito, ma sono le prime idee che avrei voluto inserire nel sequel di un romanzo che ho trovato... Era da un po' che non mi infilavo in una libreria Feltrinelli, e devo ammettere che la mia vecchia fornitrice di libri, sotto casa, non è davvero al passo coi tempi. Qui il benvenuto me l'hanno dato scaffali e scaffali, addirittura uno intero dedicato a trattatelli anti-Berlusconi, a partire dai risvolti economici per arrivare alle gaffes mondane, roba da far impallidire anche la Fnac. Però nulla di nuovo su quel fronte: nel supermercato del libro di sinistra, li avevo già visti qualche tempo fa. E poi si sa, la cultura tende a sinistra, ormai da tempo. La satira è di sinistra, così come la novellistica più di successo italiana. Dicevano le malelingue che avere una tessera del Pci negli anni '70 fosse di grande aiuto per affacciarsi al mondo dell'editoria, ma non so se sia vero... Facevo di queste riflessioni, senza essere per nulla stupito, quando un titolo in particolare, e non nella sezione "propagandistica" (come mai non si parla mai di par condicio in libreria?) ha catturato il mio sguardo distratto: titolo che qui non riporto per non fare ingiusta pubblicità all'emergente autore. Alla mente subito la rappresentazione teatrale olandese «Killing Berlusconi» su cui avevo scritto qualche tempo fa un articolo: una creazione di dubbio gusto, nata dalla scarsa conoscenza della nostra situazione interna ad opera di un gruppo di "attori" in cerca di pubblicità facile (e con l'effetto di creare espressioni imbarazzate nel pubblico, reduce dal recente omicidio Van Gogh). Poi la lettura del retro copertina del ritrovato meraviglioso... Fino a che punto arriva l'odio per BerlusconiChe la sinistra odi il premier più efficace che la controparte abbia mai avuto lo sappiamo. Che se non ci fosse stata Forza Italia, creazione di un uomo solo, dopo Tangentopoli l'Italia sarebbe finita in chissà quali bramose mani, lo sappiamo anche. Che i comunisti avessero metodi poco consoni, e seguissero dai centri sociali alle sedi Ds corsi di indottrinamento tali da portare dei pivellini a tirare un cavalletto in testa a Silvio, e tutti gli altri a pregare (Dio? Lenin? Allah? Chi pregano i comunisti d.o.c.?) che Silvio morisse male, su qualche strada buia, è di patrimonio comune saperlo. Ma che pubblicassero anche quello che formalmente dovrebbe essere un «giallo di denuncia sociale», così esplicitamente, non ce l'aspettavamo. Almeno la chiamassero «fantapolitica», giacché la definizione di giallo per cosa si giustifichi (l'assassino sappiamo benissimo chi è, e l'omicidio è in ultima pagina) non lo capiamo. Cattivi-maestri delle Brigate Rosse, siete stati dei pivellini, abbiamo qui un nuovo artista, tra l'altro alla sua seconda pubblicazione (dopo un molto più interessante e meno "sparato lì", perdonatemi l'umorismo un po' noir, romanzo sul mondo del calcio), pronto per illuminarci con un capolavoro: la storia di Ettore, un neolaureato in storia, di famiglia modesta, che in piazza della Scala a Milano attende l'arrivo del Presidente del Consiglio con una pistola in tasca e nella testa un piano per freddarlo. L'ultima pagina, scusatemi lo spoiler, si conclude con il volto terrorizzato di un Berlusconi conigliesco che si rende conto troppo tardi di quel che succede, e del dito ormai contratto sul grilletto che nella foga non può più ritirarsi. Un colpo, un altro, come in una gangster story, e poi il punto finale. La motivazione e la partenza per tutto questo cosa sarà mai? - ci potremmo chiedere. Semplice: «il calvario dei lavori interinali, malpagati, dequalificanti e senza alcuna certezza». E' ovvio che esistono solo per colpa delle politiche del nostro Presidente, e soprattutto che, se non ci fossero, tutto andrebbe meglio. Da disoccupato non dequalificato e non sottopagato, sotto un governo Prodi, il povero Ettore non avrebbe mai pensato a questo gesto estremo, che invece gli eventuali 5 euro netti all'ora con ritenuta d'acconto lo spingono a decidere, dopo averlo privato di ogni dignità. (E pensare che ho lavorato anch'io come interinale... come mi sento sporco). La storia d'amore con Allegra, poi, è una chicca che non vorremmo mai perderci: classica borghesotta avvenente, che passa le sue giornate in un centro sociale e lo travia; lui innamorato, lei che ha bisogno di vedere che lui è vicino e prova la sua stessa rabbia in un gruppo clandestino di estrema sinistra. Poi lei è più ricca, ne sa di più del mondo, quindi il sufflato diabolico dell'omicidio parte ovviamente dalla donna (che colse la mela proibita!) e che soprattutto non era proletaria ma solo comunista convertita. Attendendo una sinistra ragionevole...Insomma, la trama fa acqua da tutte le parti, e l'unica forma di realismo è la più drammatica: il fatto che la sinistra, anche moderata, continui a convogliare tutto il disagio esistenziale e concreto di molti individui in una fitta ondata di odio collettivo nei confronti di un uomo che, nello scenario politico, è sì atipico, ma anche democraticamente eletto; e che si presenta come la punta di diamante del liberalismo made in Italy che può essere al massimo una soluzione su cui si può discutere, ma non un problema. Tutto questo mentre noi continuiamo a sperare, e pregare, per una sinistra che sia un valido interlocutore, una valida controparte, nel dibattito per la gestione di un paese come il nostro. Ormai siamo fermamente convinti che i più veri sostenitori di una politica seria e bipartisan siamo proprio noi di Forza Italia, tanto odiati, che non riusciamo a ravvisare gli estremi della democrazia in un centro sociale armato, che sogna di uccidere chi la pensa diversamente (o semplicemente, chi pensa...). Tutto questo, aspettando le regionali tra uno spot svedese ed uno spettacolo a teatro, magari in Olanda.
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Ragionpolitica, periodico on line n.99 del 4/3/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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