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Libertà ed efficienza nell'informazione al pazientedi Waldemar Ingdahl - 4 marzo 2005 Il ruolo tradizionale dei governi europei, dal 1900 ad oggi, è stato quello di fornire un servizio sanitario ai cittadini. Ora siamo in un momento cruciale di cambiamento per i sistemi di sanità in Europa. Il primo campo in cui procedere con riforme è nel sistema di registrazione e regolamentazione che esiste per i farmaci. Il primo sintomo dei cambiamenti in atto si è verificato solo di recente. La Corte di Giustizia Europea, a Lussemburgo, ha monitorato attentamente la situazione svedese. Il governo della Svezia ha, da più di trent'anni, il monopolio della vendita al pubblico dei prodotti farmaceutici. L'unico posto in cui gli svedesi possono acquistare le loro medicine è nei punti vendita gestiti dal governo, sia per prodotti soggetti a ricetta medica sia per quelli a vendita libera. La socializzazione delle farmacie venne decisa come compensazione politica quando il governo social-democratico non riuscì a socializzare tutte le case farmaceutiche in Svezia. I consumatori avevano meno potere politico rispetto ai produttori. I consumatori svedesi, da allora, hanno dovuto sopportare un servizio difettoso, prezzi decisi centralmente senza nessuna concorrenza e frequenti scandali nel monopolio di governo. Ciò, probabilmente, cambierà ora che l'Avvocato generale Philippe Léger ha suggerito lo smantellamento del monopolio proprio alla Corte di Giustizia Europea. Il verdetto è previsto per un futuro molto prossimo. Anche se il monopolio del governo sulla vendita al dettaglio è presente solamente in Svezia (parlando di Europa, naturalemte. Perché nel resto del mondo anche i governi di Paesi come Cuba, Libia e Corea del Nord esercitano questo tipo di monopolio), molti Paesi europei hanno regolato con rigore sia le prassi di introduzione sul mercato dei prodotti da parte delle case farmaceutiche sia la stessa produzione di questi prodotti. Una delle ragioni principali per giustificare queste regolamentazioni rigorose è il voler aiutare i pazienti. Il paziente, infatti, è considerato come poco coscienzioso nel decidere su come, quando e dove scegliere i propri farmaci. Perché il consumatore è in grado di fare le proprie scelte in base agli annunci pubblicitari quando compra un'automobile, l'alimento che mangia ed i suoi sistemi di assicurazioni, ma non quando si parla di medicina? Gli analgesici che contengono il paracetamolo possono essere rischiosi quanto le medicine di prescrizione. Le regolazioni e gli avanzati test, necessari per le medicine di recente sviluppo, in molti casi hanno contribuito a rendere i farmaci e le terapie più sicuri, ma ne hanno anche elevato i costi. Il problema principale delle regolazioni è la loro tendenza a dare, sul mercato, vantaggi artificiali alle grandi corporazioni farmaceutiche. Non molte aziende, infatti, hanno la capacità di aspettare il prodotto che possa compensare tutti i progetti falliti. Non è sorprendente che le aziende incitino i medici a prescrivere i loro prodotti (in certi casi pure offrendo tangenti), poiché per loro è vietato comunicare in modo diretto con quello che dovrebbe essere il loro cliente naturale, il paziente. Negli anni 60 il tempo necessario per sviluppare una nuova medicina era di circa tre anni. Oggi è di circa dieci o dodici anni, principalmente a causa dei test rigorosi che ne regolano l'approvazione. Tutte le grandi ditte farmaceutiche in difficoltà cercano di trovare quei pochi prodotti di successo che permettano loro di pagare i costi enormi che si sono sobbarcate con gli esperimenti falliti. È molto probabile che ricerca e sviluppo di nuovi farmaci sarà più costosa in avvenire. La preoccupazione principale dei politici oggi è che sia il progresso farmacologico sia i mercati liberi potranno causare un gravoso innalzamento dei costi per la sanità. Proprio per arrestare questa tendenza, i politici regolano il mercato farmaceutico con norme più restrittive e moderano le linee di riferimento delle medicine che possono essere rese disponibili. Il passo seguente sarà di aumentare il controllo sul medico e sulle medicine che esso può prescrivere o meno al paziente, eliminando così quelle più costose e consentendo soltanto farmaci generici, tutto in nome del taglio dei costi. I sistemi europei della sanità sono principalmente finanziati dalle tasse. Ciò costringe le autorità sanitarie a puntare sui costi anziché sui i benefici. Ci sono sempre zone che necessitano tagli. Ciò sta diventando una ricerca inutile e, a lungo termine, gli ospedali europei non avranno più la capacità necessaria a soddisfare le esigenze della popolazione invecchiata del continente. Altra preoccupazione per i burocrati ed i medici sarà, inoltre, la sempre maggiore conoscenza dell'internet da parte del paziente. Esso potrà andare dal medico già provvisto di numerose informazioni sulla propria malattia e sulle alternative di cura che gli sarebbero offerte in altri Paesi dell'Unione Europea. Molti vedono questo come un problema, anche se andrebbe piuttosto inteso come uno sviluppo molto positivo: meglio che i pazienti siano informati sulle loro condizioni di salute. Il fatto è che, in futuro, il paziente informato diventerà ancor più indipendente e questo permetterà ai sistemi sanitari di concentrasi sui benefici anziché sul taglio dei costi. Ma, perché ciò possa verificarsi, dovrebbe stabilirsi sul mercato farmaceutico dell'Unione Europea un flusso libero delle informazioni fra le agenzie di sanità, le ditte ed i pazienti, e questo si potrà avverare solo rimuovendo i divieti di annunci pubblicitari sui farmaci. La Svezia è un caso in cui l'Unione può agire al meglio, liberalizzando i mercati ed aumentando la scelta del consumatore, attraverso la Corte di Giustizia Europea che ha il potere di forzare i governi ad aprire questo mercato importante. La questione è se il resto dell'Europa seguirà questa tendenza positiva. Waldemar Ingdahl Waldemar Ingdahl è direttore di Eudoxa (Stoccolma, Svezia) |
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Ragionpolitica, periodico on line n.99 del 4/3/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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