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Capolavori del Guggenheim. Il grande collezionismo da Renoir a Warholdi Paola Di Giammaria - 12 marzo 2005
Tutto cominciò quando l'industriale di origine svizzera Solomon Guggenheim, sposato con Irene Rothschild, conobbe la giovane pittrice Hilla Rebay, che divenne ben presto la consulente artistica dei coniugi, accompagnandoli durante il 1929 nel primo di una serie di viaggi in Europa alla scoperta degli ateliers degli artisti. Trent'anni dopo, nel 1959, sarebbe stato inaugurato sulla Fifth Avenue il Solomon Guggenheim Museum, geniale creazione dell'architetto Frank Lloyd Wright.
La mostra si apre con i capolavori realizzati nel periodo compreso tra Impressionismo e post-impressionismo. Tanti i nomi: Manet, Renoir, Monet, Cezanne, Van Gogh, Bonnard. Spiccano Davanti allo specchio di Manet, Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore realizzato da Monet nel 1908, Gli artiglieri di Rousseau e Paesaggio con neve di Van Gogh. Si prosegue con il neo-impressionismo di Seurat e il Picasso pre-cubista del ritratto di Fernande con mantiglia nera del 1905-1906. L'itinerario testimonia la passione di Peggy per le varie fasi del Cubismo, con opere di Braque (Violino e tavolozza), Leger e Delaunay (Sant-Sèverin n. 3 del 1909-10). Si arriva così all'astrattismo di Mondrian e al futurismo italiano con Balla, di cui si può ammirare Velocità astratta+rumore, forse parte di un trittico andato perduto. L'interesse dei Guggenheim non si limitava, infatti, alla sola arte prodotta a Parigi, ma ai contemporanei sviluppi in Italia, Russia, Olanda, Gemania, con acquisizioni di opere di Chagall, Marc, Klee e Kandinsky, del quale Solomon a partire dal 1929 acquistò 150 opere direttamente nello studio del maestro russo al Bauhaus di Dessau, dove lo aveva accompagnato la Rebay. La Metafisica e il Surrealismo sono documentati dai capolavori della quinta sala, dovuti a maestri come De Chirico, Ernst, Delvaux, Dalì, Tanguy, Mirò.
E poi l'arte americana, una delle passioni di Peggy Guggenheim, con i lavori di protagonisti come Rothko, Motherwell, Sam Francis, Pollock: tra le opere di quest'ultimo, maestro dell'Action Painting, figura Grigiore d'Oceano, uno degli ultimi grandi lavori dell'artista americano. Chiudono il percorso il Neo-Dada e la Pop Art: da Robert Rauschenberg e Jasper Johns a Roy Lichtenstein e Andy Warhol, con l'autoritratto del 1986, realizzato da Warhol un anno prima della morte. Paola Di Giammaria Notizie utili"Capolavori del Guggenheim. Il grande collezionismo da Renoir a Warhol" |
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Ragionpolitica, periodico on line n.100 del 12/3/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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