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Capolavori del Guggenheim. Il grande collezionismo da Renoir a Warhol

di Paola Di Giammaria - 12 marzo 2005

Van Gogh: Paesaggio con neveCinquanta artisti e ottantadue capolavori per ripercorrere la storia dell'arte dalla seconda metà dell'Ottocento alla fine del Novecento e, insieme, l'avventura di due grandi e lungimiranti collezionisti: è la mostra ospitata a Roma presso le Scuderie del Quirinale, con i capolavori raccolti da Solomon e Peggy Guggenheim, zio e nipote che nel secolo scorso diedero vita a due straordinarie raccolte private diventate poi il nucleo di tre importanti musei a New York, Bilbao e Venezia. "Capolavori del Guggenheim. Il grande collezionismo da Renoir a Warhol", questo è il titolo dell'iniziativa che vede per la prima volta riunite nella stessa sede opere collezionate dai due Guggenheim insieme ad altre confluite nei musei da loro fondati e provenienti dalle raccolte Thannhauser, Nierendorf, Panza di Biumo.

Tutto cominciò quando l'industriale di origine svizzera Solomon Guggenheim, sposato con Irene Rothschild, conobbe la giovane pittrice Hilla Rebay, che divenne ben presto la consulente artistica dei coniugi, accompagnandoli durante il 1929 nel primo di una serie di viaggi in Europa alla scoperta degli ateliers degli artisti. Trent'anni dopo, nel 1959, sarebbe stato inaugurato sulla Fifth Avenue il Solomon Guggenheim Museum, geniale creazione dell'architetto Frank Lloyd Wright.

Renoir: Donna con pappagalloLa nipote Peggy, figlia del fratello Benjamin, e protagonista della vita culturale parigina negli anni Venti, costituì ben presto una propria collezione seguendo i suggerimenti di Marcel Duchamp. Moglie di Max Ernst, raccolse inizialmente opere d'arte astratta e surrealista per poi rivolgersi all'arte americana, essendosi trasferita negli Stati Uniti nel 1941 a causa della Seconda Guerra Mondiale. In America scopre l'arte di Mark Rothko, Robert Motherwell e, soprattutto, di Jackson Pollock, che proprio grazie al sostegno economico della facoltosa collezionista muove i primi passi sulla scena artistica internazionale. Alla fine della guerra, la Guggenheim si stabilisce a Venezia, in quel Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, oggi sede del museo a lei intitolato.

La mostra si apre con i capolavori realizzati nel periodo compreso tra Impressionismo e post-impressionismo. Tanti i nomi: Manet, Renoir, Monet, Cezanne, Van Gogh, Bonnard. Spiccano Davanti allo specchio di Manet, Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore realizzato da Monet nel 1908, Gli artiglieri di Rousseau e Paesaggio con neve di Van Gogh. Si prosegue con il neo-impressionismo di Seurat e il Picasso pre-cubista del ritratto di Fernande con mantiglia nera del 1905-1906. L'itinerario testimonia la passione di Peggy per le varie fasi del Cubismo, con opere di Braque (Violino e tavolozza), Leger e Delaunay (Sant-Sèverin n. 3 del 1909-10).

Si arriva così all'astrattismo di Mondrian e al futurismo italiano con Balla, di cui si può ammirare Velocità astratta+rumore, forse parte di un trittico andato perduto. L'interesse dei Guggenheim non si limitava, infatti, alla sola arte prodotta a Parigi, ma ai contemporanei sviluppi in Italia, Russia, Olanda, Gemania, con acquisizioni di opere di Chagall, Marc, Klee e Kandinsky, del quale Solomon a partire dal 1929 acquistò 150 opere direttamente nello studio del maestro russo al Bauhaus di Dessau, dove lo aveva accompagnato la Rebay.

La Metafisica e il Surrealismo sono documentati dai capolavori della quinta sala, dovuti a maestri come De Chirico, Ernst, Delvaux, Dalì, Tanguy, Mirò.

Warhol: autoritrattoCome volgendo le pagine di un manuale di storia dell'arte, al secondo piano delle Scuderie è presentata la produzione degli anni Trenta di Picasso e Mondrian, per poi arrivare al dopoguerra con Lazlò Moholy-Nagy, Alexander Calder, all'informale di Dubuffet, e proseguire con Giacometti, Hartung, Jorn, Appel. Un confronto suggestivo è quello tra il Coccodrillo del Niger di Mario Merz e le Cinture di Richard Serra, un ponte tra Italia e Stati Uniti che comprende anche un omaggio di Serra all'arte povera dell'artista italiano.

E poi l'arte americana, una delle passioni di Peggy Guggenheim, con i lavori di protagonisti come Rothko, Motherwell, Sam Francis, Pollock: tra le opere di quest'ultimo, maestro dell'Action Painting, figura Grigiore d'Oceano, uno degli ultimi grandi lavori dell'artista americano.

Chiudono il percorso il Neo-Dada e la Pop Art: da Robert Rauschenberg e Jasper Johns a Roy Lichtenstein e Andy Warhol, con l'autoritratto del 1986, realizzato da Warhol un anno prima della morte.

Paola Di Giammaria

Notizie utili

"Capolavori del Guggenheim. Il grande collezionismo da Renoir a Warhol"
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio - Roma
Tel. 06.39967500
Orario: 10-20; venerdì e sabato 10-22.30
Biglietto d'ingresso: intero 9 euro, ridotto 7,50 euro, scuole 4 euro
Dal 3 marzo al 5 giugno 2005

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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