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Voti a perdere, Enrico Bertolino si candida a sindaco

di Luciano Gandini - 26 marzo 2005

Enrico Bertolino - per chi non lo conoscesse, basti citare due delle trasmissioni più famose che lo hanno visto protagonista: Le Iene su Italia 1 e Super Convenscion su RaiDue - sta portando in giro per i teatri italiani la sua ultima fatica: Voti a perdere, scritto dallo stesso protagonista con Fabio Bonifacci e Andrea Zalone per la regia di Gabriele Vacis.

Il comico si fa letteralmente in due in questo spettacolo: diventa, infatti, Luigi Berto e Pietro Lino, candidati sindaci dei due poli, in una città di fantasia che somiglia tanto a quella in cui va in scena lo spettacolo. Due candidati con la stessa faccia, ma diversi in tutto. Bertolino segue a ritmo battente una campagna elettorale che procede con la suspense di una partita di calcio e con un attenzione maniacale ai sondaggi e alle percentuali. Pietro Lino, candidato per il PDSUSD, acronimo del "Partito Delle Sinistre Unite Stavolta Davvero", riceve per ogni problema che nasce durante la campagna elettorale un fax del consulente "Klaus", a botte di 12.500 euro per foglio. Luigi Berto, del centro destra, ha a sua disposizione, invece, il "Kit" del candidato, con tanto di manuale e gadget assurdi.

Nella prima metà dello spettacolo è il candidato del centro destra ad essere avanti nei sondaggi. Pietro Lino, infatti, non riesce a comunicare, si perde negli slogan e nel vocabolario tipico di una sinistra distante dai problemi dei cittadini, fatto di "costituenti", "piattaforme programmatiche", "partecipazione". In un fuori onda di un'emittente locale è, però, il candidato del centro destra a rovinare il suo abissale vantaggio: si lascia andare a commenti decisamente troppo sopra le righe sui propri concittadini e sull'avversario. E' l'ora della riscossa del candidato che sembrava spacciato. E a forza di comizi, colpi bassi e nuovi sondaggi lo spettacolo va avanti con la sinistra che promette piste ciclabili e la destra che si fa garante di nuove infrastrutture.

A Luigi Berto, dopo la figuraccia rimediata con il fuori onda, non gli rimane che adottare una tecnica "alla Raffaele Costa". Denuncia tutti gli sprechi dell'amministrazione uscente, ovviamente di centro sinistra: consulenze, appalti e manifestazioni decisamente troppo costose. Il comico si lascia andare ad alcune battute: «ma qui lo conoscete Raffaele Costa? Era un liberale, doveva far parte del Governo, ma hanno preferito fargli fare il sindaco di Cuneo». Al di là dello svarione - Costa è il Presidente della Provincia di Cuneo e non il sindaco -, accade raramente che dalla bocca di un comico graffiante come Enrico Bertolino escano parole che, anche se ironiche, danno atto ad un politico della bontà delle sue battaglie.

Non chiedetevi, però, chi vincerà tra Berto e Lino, gli ultimi sondaggi li danno 50 a 50, un testa a testa tra due candidati che nel corso dello spettacolo si assomigliano sempre di più. A teatro alla fine dello spettacolo, un'urna offre agli spettatori il sacrosanto diritto di votare il proprio sindaco: un vero e proprio "exit poll". Su EnricoBertolino.com i risultati dello spoglio città per città. Una satira graffiante sulla politica nel nostro Paese che, accade raramente, colpisce a 360 gradi, senza particolare astio verso questo o quello schieramento.

! Luciano Gandini
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