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Regione Lombardia, riformismo realizzatodi Roberto Formigoni - 26 marzo 2005 Il filo conduttore, in tutte le riforme della Regione Lombardia, è l'unione della libertà e delle garanzie. La libertà non riduce i diritti civili, ma al contrario li esalta. La libertà di scelta non diminuisce la qualità, ma al contrario la sospinge. «Oggi la gente che può permetterselo acquista la possibilità di scegliere sulla sanità e l'istruzione. Chi non può permetterselo, non sceglie. Questo è ingiusto e deve essere cambiato. Aumentare la scelta significa rafforzare l'equità e l'opportunità, non indebolirla». A dirlo è Alan Milburn, stretto collaboratore di Tony Blair e responsabile della campagna elettorale laburista. Proprio grazie a posizioni di questo tipo l'esperienza britannica del New Labour e di Tony Blair è la strada che meglio incarna questo riformismo non ideologico, non appiattibile su uno schieramento. Le riforme avviateEcco allora alcuni esempi di riforme particolarmente incisive per la vita delle persone: Sanità: in Lombardia da qualche anno il cittadino può scegliere dove curarsi, con tempi certi, costi contenuti e per molte categorie totalmente assenti; Ancora più riformismo per il futuroLe riforme hanno funzionato. Cosa occorre perché funzionino ancora di più? Che il protagonismo sociale cresca e aumenti le risposte ai bisogni sociali. Troppi anni di assistenzialismo, di statalismo, di un welfare state pervasivo (pure utile in passato) hanno reso meno reattive le energie della società. Abbiamo iniziato una terapia di riabilitazione che è necessariamente lunga, ma che alla fine permetterà alla società lombarda di tornare a muoversi liberamente. Anche l'istituzione deve svolgere questa riabilitazione, perché deve ragionare a partire dal primato alla persona, della famiglia, della società. La società esprime bisogni e tentativi di risposta, l'ente pubblico deve offrire il quadro di riferimento, verificare, controllare, evitare gli abusi. Insomma, la sussidiarietà realizzata produce un processo virtuoso che esalta al tempo stesso la responsabilità dei cittadini e quella dell'ente pubblico. Le riforme del futuroScuola: rimettere in moto le energie per far crescere il capitale umano: bisogna rompere gli schemi, togliere la ruggine ad ingranaggi che possono ancora funzionare al meglio; Casa: vogliamo passare dalla tutela del mattone alla tutela della persona. La nuova mobilità sociale riaprirà entro pochi anni il discorso degli affitti, ma anche l'oggi pone un'urgenza: quella di dare un'abitazione decorosa a chi ne ha bisogno. C'è un disagio sociale diffuso, in cui si intrecciano problemi relativi alle trasformazioni sociali (immigrazione, mobilità sociale nuova degli studenti che non hanno un alloggio dignitoso). Il problema della casa è interessante e nuovo perché è specchio di un cambiamento che è sociale e della persona. Qui il tema del riformismo non può che incontrarsi con quello della bellezza: non basta dare un tetto, ma se si ha a cuore la persona ci vuole un tetto decoroso e il più possibile accogliente e bello. In questi ultimi 3 anni abbiamo costruito 10.000 nuovi alloggi: ma sappiamo che ne servono 100.000, perché per tutti gli anni '80 è stato totalmente trascurato il problema. Rilanceremo l'housing sociale, creeremo le premesse per spingere chi può farlo, specie gli immigrati, a costruire la propria casa con forti agevolazioni; Ambiente e governo del territorio: non possiamo fare un progetto pensato nel chiuso dell'ufficio. Come si vince l'ingorgo? Come si combatte l'inquinamento? Non certo con uno schema che organizza la vita di tutti. Sono i cittadini che possono vincere la scommessa dell'inquinamento: l'istituzione può mettere in moto il processo, non colpevolizzando, non infliggendo punizioni, ma premiando chi si vuole impegnare. ConclusioneIl riformismo oggi non sta da una parte sola. I riformisti sono quelli che pensano alla dinamica della società come ad un processo dall'alto verso il basso, come mobilitazione di tutte le forze, le energie, le passioni, le volontà. Esiste un'area che è tanto del centro-destra quanto del centro-sinistra, che pensa alla società dal basso verso l'alto. Questa è la Lombardia che mi piace e a cui mi rivolgo, per costruire quel grande progetto riformista che potrà cambiare non solo la nostra Regione, ma tutta l'Italia. Roberto Formigoni |
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Ragionpolitica, periodico on line n.102 del 26/3/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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