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I molti vantaggi degli OGMdi Carlo Cerofolini - 2 aprile 2005 Riguardo alla demonizzazione che, particolarmente in Italia, viene portata avanti nei confronti degli OGM (organismi geneticamente modificati, diversi studiosi però dicono «migliorati») e che tanto assomiglia a quella già vista per il nucleare e per i termoutilizzatori per i rifiuti, con i bei risultati (negativi) a tutti noti, è bene evidenziare come invece, secondo studi fatti da esperti di chiara fama, risulterebbe che questi OGM portano molti vantaggi per gli uomini e per l'ambiente. Nel dettaglio (cfr. www.ncfap.org) l'adozione su vasta scala di biotecnologie vegetali in Europa su otto colture (mais, barbabietola, patata, pomodoro, frutta a nocciolo, colza, riso, frumento), in modo da renderli resistenti - a seconda dei casi - ad insetti, funghi, virus ed erbicidi porterebbe, se confrontato con le pratiche tradizionali, oltre ad un costo minore, ai seguenti benefici (in parentesi ci sono i dati riferiti all'Italia):
Per il mais in particolare, se la superficie coltivata attualmente con questo cereale fosse, sempre in Europa (Italia), mediamente per il 41% (50%) a mais Bt - che è un OGM resistente agli insetti (piralide) - annualmente si avrebbe un aumento di reddito netto per gli agricoltori di 248 (107) milioni di euro e di produzione di 1,9 (0,6) milioni di tonnellate, con una diminuzione però di 52.600 (1.100) Kg di fitofarmaci. Oppure stessa produzione di quella odierna ma con una significativa diminuzione sia della superficie coltivata - a tutto vantaggio proprio della cosiddetta impronta ecologica, tanto cara agli «ambientalisti» - sia dell'uso dei tanto deprecati fitofarmaci. Per il grano duro poi va detto che nei laboratori del CNR della Magliaccia il prof. Scarascia Mugnozza negli anni ‘50 unì un tipo di grano messicano con uno nazionale e lo sottopose ad un bombardamento di raggi gamma, provenienti da fonte radioattiva, che venne modificato geneticamente ed ottenne il grano duro detto «Creso». Si noti che un tale tipo di intervento sul Dna dei vegetali è molto più invasivo e sconvolgente e dai risultati non prevedibili rispetto a come ora si opera con le tecniche di ingegneria genetica, che sono mininvasive e mirate. Da allora la pasta italiana fatta con grano duro usa la varietà «Creso» - che è OGM a tutti gli effetti - ed è esportata in tutto il mondo, senza che, a parte chi ha interessi commerciali contro, nessuno, compresi i fautori dell'OGM free, abbia nulla da ridire e soprattutto senza aver avuto nessun danno a esseri viventi ed alle colture (contaminazioni). Anzi la pasta è proprio alla base della dieta mediterranea che, a parere di molti scienziati, sembra allungare notevolmente la vita. Infine, ma non ultimo, per rassicurare va detto che gli OGM sono pure più sicuri - perché molto più studiati, controllati e monitorati e quasi esenti da micotossine cancerogene, come il mais Bt - dei prodotti tradizionali e di quelli «biologici». Inoltre, per inciso, è bene sapere che nei Paesi sottosviluppati si fa essenzialmente agricoltura biologica, con i tragici risultati di quantità (molto scarsa) e qualità (pericolosa) che ben conosciamo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.103 del 2/4/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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