|
|||||||
|
|
Frank Miller Sin Cityrecensione di Riccardo Meynardi - 12 aprile 2005 Frank Miller è il fumettista americano. Nato nel Maryland nel 1957, ha firmato alcune tra le più grandi saghe fumettistiche sia di casa Marvel sia DC. Tra queste si possono leggere Batman e Daredevil, storie di due protagonisti non troppo diversi tra loro che Miller ha contribuito a plasmare, apportando grandi novità sia alle trame sia ai personaggi. È da Daredevil, ad esempio, che nasce Elektra, un'eroina a cui sarà poi dedicata una serie di cui sarà lei stessa protagonista principale. Si può parlare della carriera di Miller sinteticamente solo in maniera incompleta: è troppo lungo l'elenco dei suoi lavori degni di nota per essere racchiuso in poche righe. Per cui bisogna concentrarsi sui lavori che l'hanno reso unico ed irripetibile, sia come sceneggiatore sia come disegnatore. In specifico è necessario parlare di Sin City.
Un'altra peculiarità di questi racconti è quella di non avere un vero protagonista, un eroe che ritorna all'inizio di ogni episodio e ci permette di seguirlo fino alla fine di esso. La vera protagonista è la città, con i suoi criminali, le sue belle donne, la sua corruzione. Basin City è il nome attribuitole dalle carte geografiche; Sin City, città del peccato, è il diminutivo con cui usano chiamarla i suoi abitanti. La città è l'antieroe, è un luogo contro cui lottare, un contenitore di persone stanche e contaminate dalla sua perversione. Nelle storie di Fank Miller le persone, gli uomini e le donne, i brutti ceffi e chi cerca giustizia, i cattivi ed i meno cattivi passano. La città, invece, rimane e si rende protagonista facendo da contenitore malsano ad azioni e persone che magari cercano un po' di riscatto o di fare almeno un qualcosa di positivo nella loro sporca vita.
I colori non sono del tutto assenti. Miller ha deciso di risaltare la figura delle varie femmes fatales che appaiono durante la narrazione vestendole con abiti di colori marcati, senza sfumature e resi sgargianti solo da tutto il bianco e nero che li circonda. In una bella edizione di Hell and Back - a Sin City love story, si ha una buona porzione di un episodio interamente a colori: non è una sperimentazione, l'autore sa benissimo che solo il bianco ed il nero possono raffigurare le sue storie. Queste tavole colorate servono a Miller a rappresentare una serie di tormentati incubi e visioni di Wallace, personaggio principale del racconto. Come dire: "caro lettore, qui non sei a Sin City. Sei con Wallace nella sua mente sotto effetto di droga. Sei immerso nelle sue visioni e nelle sue paure. Stai lottando con lui per riacquistare il senso della realtà". E quando Wallace riacquista il senso della realtà, i colori e le sfumature svaniscono. Si torna a Sin City, la città del bianco e del nero secco, in cui o si è bianchi o si è neri. In conclusione abbiamo a che fare con dei racconti a volte un po' troppo superficiali per ciò che riguarda la trama, ma di grandissimo impatto grafico, che sicuramente rappresenta l'aspetto migliore di Sin City. Disegni non sempre chiari che rendono il fumetto non facile. È una lettura non per tutti, ma per i molti che vogliono provare un genere diverso, espresso in maniera unica, con il vantaggio di poter trovare, in un solo volume, l'inizio e la fine di un racconto.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail Sin City
IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.107 del 30/4/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||