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Cimabue a Pisa. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto

di Paola Di Giammaria - 15 aprile 2005

E' una sequenza mozzafiato di capolavori la mostra Cimabue a Pisa. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto, che si tiene fino al 25 giugno presso il Museo Nazionale di San Matteo a Pisa. L'iniziativa costituisce la prima tappa di un progetto triennale di grandi esposizioni dedicate alle origini della pittura cristiana in Occidente: dopo Pisa, infatti, la mostra giungerà a Roma nel Braccio di Carlo Magno in Piazza San Pietro.

E se le origini della pittura sacra coincidono con le origini della pittura italiana, il Duecento pisano rappresenta un primo passo verso la ricerca dell'identità storica e artistica italiana. Si dice che la pittura italiana nasca con Cimabue, ma a Pisa fin dagli inizi del Duecento fioriscono altri pittori che rinnovano l'arte basandosi come lui sulla grande tradizione bizantina. Giunta Pisano, il più originale tra loro, ebbe fama larghissima e diede impulso al cambiamento di corso della pittura in tutta Italia. Egli introdusse nella pittura i sentimenti, come richiedeva anche la nuova spiritualità di San Francesco.

Cimabue, con la sua pittura raffinatissima, trovò ispirazione in Giunta e nei suoi prosecutori, lavorò molto a Pisa, dove morì nel 1302 mentre eseguiva il mosaico dell'abside del Duomo, unica sua opera documentata. Già allora si imponeva anche a Pisa la nuova arte di Giotto, che si ispirava direttamente alla classicità, anche secondo le interpretazioni che ne offrivano le sculture di Nicola Pisano e di Arnolfo di Cambio. Oltre cento le opere esposte, realizzate nell'arco di un secolo per Pisa che, nel Duecento era uno dei centri più importanti per la diffusione della contemporanea arte bizantina, dati i rapporti commerciali, politici e militari che la città toscana aveva istituito con quell'area. Ed è nelle botteghe pisane del XIII secolo che vengono sperimentati linguaggi nuovi destinati ad influenzare l'intera storia dell'arte italiana.

La rassegna presenta capolavori provenienti dal territorio pisano e altri oggi conservati in musei e collezioni internazionali: tra queste la Madonna in trono con Bambino e Santi e la Flagellazione di Cimabue, conservate rispettivamente nella National Gallery di Londra e nella Frick Collection di New York: si tratta di un dittico, recentemente attribuito a Cimabue, che torna in Italia dopo secoli e per la prima volta viene ricomposto e presentato al grande pubblico. Intorno all'inedita ricomposizione del dittico di Cimabue, vengono presentate, per la prima volta, tutte le preziose icone conservate nelle chiese del territorio pisano, insieme alla raccolta del Museo, unica al mondo per ricchezza di fondi oro.

Altri inediti sono il Crocifisso del Cleveland Museum of Art con la firma frammentaria di un sinora ignoto Michele di Baldovino e il terminale di Croce dipinta del Museu de Bellas Artes di Rio de Janeiro. Dalla Gemäldegalerie di Berlino provengono due tavolette di Deodato Orlandi, dal Lindenau-Museum di Altenburg un'altra tavola del pittore pisano-lucchese, opere che per la prima volta vengono ripresentate in Italia dopo la loro dispersione, mentre dai Musei Vaticani il Dossale con San Francesco e storie di Giunta Pisano. Da chiese e musei italiani provengono il monumentale Polittico double face di Giotto del Duomo di Firenze, la Madonna col Bambino e storie mariane del Museo del Bargello, il Dossale con San Verano di Pèccioli e storie da Brera e il Polittico di Memmo di Filippuccio del Palazzo Arcivescovile di Oristano.

Una sezione è dedicata alle arti applicate e alla miniatura, con pezzi straordinari come la Croce reliquiario in cristallo, i Corali e gli Exultet miniati provenienti dalle chiese di San Nicola, San Francesco, Santa Caterina e dal Duomo di Pisa, e la serie di sigilli in bronzo delle Confraternite e della città di Pisa in gran parte inediti e oggetto di recenti restauri.

Il percorso espositivo prosegue idealmente nel territorio con la visita di chiese ed edifici storici, a partire dalla Cattedrale, con i mosaici di Cimabue nel catino absidale. La tappa romana della mostra vedrà un ampliamento dell'arco cronologico all'XI secolo e tratterà non solo della pittura pisana ma della contemporanea arte romana.

Paola Di Giammaria

Cimabue a Pisa. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto
Pisa, Museo Nazionale di San Matteo, Piazza San Matteo in Soarta
Tel. 050/581057; 050/926515
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19
Ingresso: intero Euro 8,00; ridotto Euro 6,00; biglietto cumulativo col Museo di San Mattero Euro 10,00
Fino al 25 giugno 2005
www.cimabuepisa.it

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Ragionpolitica, periodico on line n.105 del 15/4/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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