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Quando l'Enterprise ci porterà a fare un giro nello spazio...di Giovanni Testa - 15 aprile 2005 Il primo di febbraio dell'anno 2003 fu una data funesta per la NASA e per l'industria aerospaziale in genere. La distruzione, durante il rientro nell'orbita terrestre, dello Shuttle Columbia ha profondamente modificato l'orientamento dell'ente spaziale americano nei confronti dei viaggi spaziali: nonostante la nuova e lungimirante politica del Presidente Bush diretta verso l'esplorazione di Marte, non sono più state lanciate missioni di particolare importanza e la sicurezza è oramai divenuta un'ossesione. Sean O'Keefe, direttore della NASA, promuove una politica di grande ricerca scientifica e tecnologica diretta al completamento della spedizione sul pianeta rosso, ma pare evidente oramai che lo scenario, il businness, dei viaggi orbitali turistici e a basso costo stia attirando sempre di più gli investitori privati. La data di partenza del volo verso Marte è ancora sconosciuta proprio perché siamo nell'emozionante processo in cui la tecnologia necessaria è in fase di progettazione. Invece, i mezzi per compiere brevi lanci oltre l'atmosfera del nostro pianeta sono disponibili e perfettamente collaudati. Nell'autunno scorso il progetto SpaceShipOne, diretto dall'ingegnere Burt Rutan e finanziato dal co-fondatore di Microsoft Paul Allen, è riuscito nell'impresa di essere la prima missione completamente sviluppata con personale e capitali privati, a compiere un viaggio orbitale attorno alla Terra. Certamente la NASA può sempre affermare che loro compivano tali sorvoli trenta anni fa, ma il vero successo è appunto che Rutan e i suoi tecnici ci siano riusciti da soli e soprattutto con un budget cospicuo, circa venti milioni di dollari, ma comunque sia limitato. Fortunamente questa esperienza non termina qui! Sir Richard Branson ne è sicuramente rimasto molto colpito perché ha velocemente ingaggiato lo staff di SpaceShipOne per iniziare a lavorare sul progetto Virgin Galactica. Sir Richard è uno degli uomini più ricchi del pianeta e il suo Virgin Group si occupa di moltissimi settori: dalla discografia alle compagnie aeree ai videogames, ma probabilmente è vero che ancora mancava qualcosa di talmente audace e rivoluzionario da lasciare un segno nella storia dell'uomo. Tra circa tre anni decollerà la sua prima nave, chiamata non casualmente VSS Enterprise, che pemetterà ai passeggeri paganti a bordo di godersi una affascinante gita fuori dall'atmosfera terrestre. Il prezzo del biglietto sarà inizialmente sui centocinquantamila Dollari e il viaggio durerà solamente qualche ora: innegabile che sia decisamente caro, ma non si prevede una carenza di clienti e, se questo azzardo avrà successo, il costo è destinato a calare. Vi è, invece, un'altra Enterprise che rischia ora di rimanere ferma negli hangar. Sto parlando della celebre astronave della serie televisiva Star Trek, la cui ultima serie è stata improvvisamente cancella dalla sua emittente americana UPN. Il telefilm attualmente in onda è il quinto nell'universo di ST e si intotola proprio Enterprise. In Italia è trasmesso la domenica sera su La7 e narra le vicende della prima nave spaziale costruita dal governo terrestre capace di esplorare lo spazio profondo e avere numerosi "primi contatti" con razze aliene. Già la mitica serie originale, con il Capito Kirk e il Signor Spock, venne cancella una volta, ma la massiccia compagna di protesta messa in atto dai fans convinse i produttori a realizzarne un'altra stagione. Anche questa volta, molti anni dopo, i "trekkies" si sono mobilitati grandemente per supportare il loro show preferito: è stato creato un sito web, www.trekunited.com, e addirittura una società, la TrekUnited Inc., per raccogliere fondi destinati a finanziare il continuamento del telefilm. Apparentemente potrebbe sembrare una impresa ridicola e quasi un capriccio puerile, ma in realtà è molto seria e ben motivata, a dimostrare tutto questo è il fatto che a pochi giorni dall'apertura della raccolta fondi, tre donatori anonimi abbiano contribuito con ben un milione di Dollari ciascuno alla causa e altri 150.000 siao stati inviati da fans sparsi per il mondo. Questa alta somma di denaro ha suscitato un vivo interesse nella Paramount, l'azienda cinematografica che possiede il marchio, la quale sembrerebbe ora intenzionata migrare lo show su un'altra rete anziché cancellarlo. Assieme a questa incredibile donazione, è giunta anche una lettera. Questa, fa sapere il responsabile della campagna Tim Brazeal, è stata inviata dai tre ignoti sostenitori i quali spiegano come loro lavorino all'interno dell'industria aerospaziale e siano particolarmente interessati ad una continuazione di Star Trek: come anche moltissimi altri colleghi, devono il loro impegno in questo particolare campo al fatto che, da giovani, fossero appassionati delle avventure e dei viaggi interstellari dell'Enterprise. E' evidente quanto siano strettamente correlati questi due fatti. L'iniziativa di Sir Richard è quanto di più rischioso ci sia, ma al contempo racchiude in sé un tale poteziale di progresso da lasciare senza fiato. Certamente, la sicurezza dei passeggeri e il rischio di un incidente saranno sempre fattori importantissimi nella scommessa della Virgin, poiché se mai si verificherà qualche problema dalle conseguenze tragiche la pubblicità negativa sarà molto forte. Ma chi può decidere dove sia il limite tra sicurezza, desiderio di esplorazione e conoscenza? Parimenti, l'industria aerospaziale è interessata a Star Trek perché questo è una fonte di ispirazione per molti ed è in grado di trasmettere un messaggio positivo riguardo al futuro dell'umanità. In ultima analisi si può affermare che le navi destinate ai viaggi spaziali, e la tecnologia loro necessaria, siano quanto di più avanzato ci sia e possano essere definite come l'oggetto ultimo della ricerca scientifica. Sono molti i progetti umani rivolti verso le stelle. SETI@home è uno dei più famosi programmi di calcolo distribuito e si pone lo scopo di analizzare l'enorme massa di dati che compone il "rumore di fondo" delle onde radio provenienti dallo spazio, captato dagli osservatori astronomici, nella speranza di trovare tracce di un'intelligenza aliena. Per fare questo ogni utente di computer può scaricare sul suo terminale un semplice programma che utilizza la potenza di calcolo non sfruttata del processore per compiere complessi calcoli i cui risultati saranno trasmessi via internet al quartier generale di SETI@home per venire analizzati. E' facile immaginare come una singola macchina, per potente che sia, non potrà mai eguagliare la velocità di migliaia di chip che lavorano sinergicamente verso un comune obbiettivo. Sono molti in verità i programmi di distributed computing che possono essere scaricati e installati, ma tra tutti questi é SETI quello che ha avuto, negli ultimi cinque anni, il maggior successo. Probabilmente per lo stesso motivo per cui Star Trek ha avuto un tale seguito di fans in tutto il mondo, pur essendo solamente un programma televisivo, e il programma spaziale di Branson è così affascinante. La possibilità di rivolgere il nostro sguardo verso l'ignoto e le stelle più lontane, tendere verso nuovi mondi da conoscere sono richiami troppo forti per l'uomo che, anche se lentamente, non può fare a meno di provare a raggiungerli. Inoltre, ed è una conseguenza che reputo molto importante e altrettanto sottovalutata, molte delle tecnologie create per permettere i voli spaziali possono convertirsi in preziosi strumenti per migliorare la vita sulla terra. Ne sono un semplice esempio gli strumenti di analisi medica, le nuove leghe iperleggere, ma al comtempo resistenti, e gli studi compiuti sui laser che vengono applicati su banali lettori CD come su scanner ottici. Fin dove arriverà Virgin Galactica o se il progetto di colonizzare Marte si realizzerà in tempi ragionevoli non è dato saperlo, ma è certo che la migliore chance per raggiungere un obbiettivo sia di preparsi puntando anche più in alto del bersaglio e cercando di espandere l'informazione il più possibile. Giovanni Testa |
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Ragionpolitica, periodico on line n.106 del 22/4/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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