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6 marzo 2008
 
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"...il fin la maraviglia"

Riscoprire Roma barocca alla Fondazione Accorsi di Torino

di Sara Franchino - 22 aprile 2005

Il Sei ed il Settecento romani: due secoli che vedono la capitale, oltre che cuore della cristianità, fulcro della cultura europea. In quegli anni Roma si impone quale caput mundi dell'occidente, acquisendo un aspetto grandioso, che esalta il potere e la centralità della Chiesa. Non solo grazie ai grandi cantieri, ma anche per lo sfarzo quotidianamente esibito dalle famiglie della nobiltà e dagli alti ranghi ecclesiastici. Le cerimonie religiose, le feste pubbliche e private fitte scandiscono il calendario, mentre i ceti aristocratici non perdono occasione per ostentare la propria agiatezza ed eleganza. L'aria che si respira è aulica, densa di fasto e finzioni, di voglia di stupire ed impressionare.

Ad illustrare un veridico e corrispondente spaccato di quegli anni è oggi la Fondazione Pietro Accorsi di Torino, dove recentemente è stata inaugura una mostra elegante e raffinata che, con rigorosa attinenza storica, fotografa quella realtà sotto differenti angolazioni, evidenziandone sfaccettature ed aspetti contrastanti; palesandone grandiosità e contraddizioni. "...il fin la maraviglia" - Splendori di Corte e scena urbana tra Sei e Settecento dalle collezioni del Museo di Roma, questo il titolo dell'esposizione, frutto di una sorta di gemellaggio col Museo di Palazzo Braschi a Roma, che ha prestato alla nota fondazione torinese un'importante selezione di pregiate opere.

Una mostra dall'allestimento curato nel minimo dettaglio che, come dalle pagine introduttive del catalogo spiega il direttore del Museo Accorsi, Alberto Cottino, «propone dunque una riflessione su un mondo dalle forme, dai rituali e dalla quotidianità molto lontano dal nostro odierno, ma in fondo vivo per gli aspetti più intimi del vissuto: e forse proprio per questo estremamente affascinante».

Si tratta, in effetti, di un «un viaggio virtuale», così come lo definisce il medesimo direttore, dove tra stampe e dipinti, costumi d'epoca e vere e proprie "chicche", quali portantina Braschi, il visitatore è portato a compiere uno straordinario salto nella storia, per trovarsi a passeggiare per le vie di una Roma di tre, quattro secoli addietro. A vivere le manifestazioni e gli eventi del "Gran Teatro di Roma" barocca, a cui pretesto trovavano ragione le occasioni più svariate: dalle feste consuete, alle «visite in città di stranieri illustri»; dalla nascita di eredi al trono e dall'elezione di nuovi sovrani, alle canonizzazioni ed ai rituali previsti nel corso degli anni giubilari.

Così si è, per esempio, chiamati a prendere parte alla Cavalcata di Pio VI per il possesso - «felicissimo» - di San Giovanni in Laterano del 1775 (stampa su seta di Giovanni Girolamo Frezza) e, ancora a ritroso sino al 1735, a partecipare al Corteo funebre di Maria Clementina Sobieski (acquaforte di Rocco Pozzi e Giovanni Paolo Pannini).

Si ha, dunque, l'occasione di ammirare le grandiose macchine, come quella eretta in piazza Apollinare in occasione dei festeggiamenti per elezione di Ferdianndo II nel settembre del 1619, o quella allestita in piazza Navona per la nascita del Delfino di Francia nel febbraio del 1662. Quelle per la vittoria di Eugenio di Savoia contro i Turchi di Belgrado, 1717, ed in piazza Colonna per Massimiliano d'Austria raffigurante la Fucina di Vulcano; o l'apparato in Trinità dei Monti sempre per la nascita del Delfino di Farncia.

L'iter immaginario prosegue, poi, dinnanzi alle acqueforti di François Collignon (Carro della Fama; Squadrerie di fanti e cavalieri che partecipano al torneo organizzato in occasione della Giostra del Saracino e i due Carro a forma di nave con musici e ninfe) ed alla veduta di insieme realizzata del medesimo Collignon unitamente all'ideatore di quella manifestazione Andrea Sacchi, a plaudire e mirare i carri costruiti per la Festa del Saracino del 25 febbraio del 1634 in piazza Navona. Ancora si ha la possibilità di assistere ai più amati intrattenimenti popolari come la Girandola, di cui è visibile una raffinata incisione di Jean Louis Desprez e Francesco Piranesi, appunto Girandola a Castel Sant'Angelo, o, attraverso differenti raffigurazioni, la Chiena.

In fine, potenzialmente indossati gli incantevoli abiti femminili, robe à la française, o viceversa le preziose marsine maschili da cerimonia esposti, si avrà l'occasione di essere ospiti del principe Rospigliosi alla sua Festa notturna per il ritorno delle mozzatore del 13 ottobre 1748 (dipinto, olio su tela, di Johan Reder). Di camminare nel giardino di palazzo ad osservare da un lato l'impostato atteggiarsi compito aristocratico, dall'altro il divertimento smodato della servitù. Oppure, di fronte agli Spaccati di interno di Andrea Francesco Nicoletti, di trascorre una serata tipo in casa Carafa, visitando i diversi ambienti del palazzo di famiglia, a partire dal piano nobiliare, ove è in corso di svolgimento un ricco banchetto, sino a scendere nelle rimesse.

! Sara Franchino

"...il fin la maraviglia". Splendori di corte e scena urbana tra Sei e Settecento dalle Collezioni del Museo di Roma.
Torino, Museo Accorsi (via Po 55), 25 marzo/3 luglio
Orari: da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00, giovedì ore 10.00 - 23.00
Ingresso: museo e mostra 8 euro - ridotto 6,5; solo mostra 6,50 euro - ridotto 5
Catalogo: Omega Editore, Torino

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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