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La Torre di Davos, totem urbano della modernitàUn prisma di vetro di ventisei piani sulle Alpi Svizzere dominerà la montagna celebrata da Thomas Manndi Riccardo Forte - 29 aprile 2005
Il progetto, approvato nell'agosto scorso dal Consiglio comunale con una maggioranza schiacciante (tredici voti contro uno), ha tuttavia scatenato aspre polemiche. L'esito della consultazione popolare - i cittadini sono stati chiamati a pronunciarsi sulla modifica del piano urbanistico di zona necessaria all'insediamento del complesso - appariva, infatti, tutt'altro che scontato, e i risultati finali ne hanno dato ulteriore conferma: i voti favorevoli al progetto hanno prevalso di stretta misura, 1985 contro 1825, in un rapporto percentuale del 52% contro il 48%. La vicenda prende ufficialmente avvio all'inizio del 2004, allorché gli imprenditori Pius App e Erich Schmid rilevano lo storico albergo di lusso Schatzalp, la mitica residenza dell'alta borghesia mitteleuropea della Belle Époque citata nel 1924 da Thomas Mann ne La Montagna Incantata. L'ambizioso progetto prevede il recupero della struttura ricettiva e l'edificazione, nelle immediate adiacenze del fabbricato, di nuovi volumi a uso residenziale e alberghiero, nell'ottica di un potenziamento complessivo dell'attività turistica della zona, finalizzato altresì al recupero dell'area adiacente degli sport invernali di Strela, in disuso da tempo. Il progetto, opera degli architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron, ha sancito una svolta epocale nel panorama alpino elvetico; il totem-icona della torre, un prisma di vetro che si eleva a 105 metri di altezza, assume una valenza simbolica doppiamente dirompente, segnando un vero e proprio momento di rottura all'interno di un contesto culturale fortemente conservatore, ancora essenzialmente legato a una visione costruttiva di tipo tradizionale. Il senso della coraggiosa provocazione architettonica lanciata dagli architetti di Basilea è racchiuso nei dati tecnici e nella dimensione finanziaria dell'operazione: la costruzione, di 26 piani, ospiterà appartamenti e un hotel di lusso. L'investimento di questa colossale operazione, che dovrebbe completarsi entro il 2010, prevede un budget di spesa complessiva di quasi 140 milioni di euro, 110 dei quali sono destinati alla costruzione della torre, mentre i restanti trenta finanzieranno il recupero dell'antico Hotel Schatzalp. La vendita degli appartamenti servirà a coprire l'onere finanziario.
Le solide argomentazioni sostenute dagli architetti - la torre è la tipologia insediativa più semplice ed economica sul piano gestionale, ecologicamente sostenibile, e consente altresì di preservare l'integrità paesaggistica del territorio, evitando l'insediamento invasivo di piccole e anonime unità abitative a tre o quattro piani - non hanno tuttavia convinto l'ampia schiera di detrattori. Già a partire dal mese di marzo 2004, i membri della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio avevano inoltrato un formale ricorso. Ad essi si è aggiunta, in ordine di tempo, la categoria dei commercianti, preoccupati che il rivoluzionario skyline della torre potesse arrecare un danno all'immagine turistica della cittadina, con conseguente diminuzione degli introiti. Al di là dei consueti interessi corporativi e delle miopi resistenze di parte, colpisce in questa circostanza la determinazione e la lungimiranza di una classe politica all'altezza del proprio ruolo, che mostra di essere pienamente consapevole del valore culturale e delle potenzialità (in termini di indotto economico e di flussi turistici) che tale insediamento è in grado di esprimere e garantire nella lunga durata, favorendo, come hanno ricordato gli stessi artefici del progetto, «il passaggio da idilliaco villaggio alpino a moderno centro montano». Per la sua straordinaria forza espressiva - puro oggetto estetico isolato nella natura - l'"archi-scultura" futurista di Herzog e De Meuron oltrepassa la scala architettonica, ed è destinata a rappresentare, negli anni a venire, il simbolo e il segno urbano distintivo della città di Davos.
Didascalie illustrazioni1,2 - Davos, torre per albergo e appartamenti - arch.i Jacques Herzog e Pierre de Meuron, 2004 (fonte web www.schatzalp.ch) 3 - Edifici a torre a Sestrière (a sinistra) e a Salice d'Ulzio (a destra) costruiti negli anni 1934-1937 dall'Ing. Vittorio Bonadé-Bottino. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.107 del 30/4/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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