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numero 280
6 marzo 2008
 
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Forza Italia Giovani al fianco degli Stati Uniti

di Pietro De Leo - 5 maggio 2005

Il movimento dei Giovani di Forza Italia ha una propria storia. Fatta di una base ben solida, l'affermazione della libertà. Per questo la vicinanza con il popolo americano non è una semplice etichetta, ma è una radice. Anche quest'anno, quindi, una delegazione, guidata dal Coordinatore Nazionale Simone Baldelli, il 25 aprile ha deposto una corona al sacrario militare americano di Nettuno. Non è stato solo un "grazie", ma è stata l'occasione per affermare una consapevolezza storica: grazie alle migliaia di caduti alleati oggi possiamo dirci popolo libero, prima dal nazifascismo, e poi dalla minaccia del comunismo che, ormai è verità storica, facendo leva sul consolidato PCI, voleva fare dell'Italia un' aggiogata succursale del regime sovietico.

Con lo stesso spirito, il movimento ha partecipato con un'altra delegazione il 2 maggio, sempre a Nettuno, alla commemorazione del sessantesimo Victory Day, il giorno della fine della seconda guerra mondiale, alla presenza del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, il Ministro della difesa Antonio Martino, e l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Mel Sembler. Questo avvenimento cade proprio nel mezzo delle polemiche per le conclusioni della duplice inchiesta sulla morte di Nicola Calipari.

E' chiaro che il miglior scopo per affrontare la difficoltà della vicenda è un incrollabile volontà di raggiungere un accertamento oggettivo dei fatti. In poche parole, l'amore per la verità. Una verità autentica, non quella fasulla e che maschera esigenze di parte, sbandierata da chi, in questo momento, a sinistra non perde occasione per ribadire le proprie, arrugginite, tesi secondo cui l'Italia sarebbe subalterna agli Stati Uniti e il ritiro delle truppe dal suolo iracheno dovrebbe avvenire immediatamente e senza condizioni.

L'alleanza che lega l'Italia agli Stati Uniti è un'alleanza più forte di tutte le tragedie, perché si basa sulla consapevolezza di essere parte di un'unica cultura, che vuole portare la democrazia dove c'è violenza ed oppressione, e non ci sta a far vivere i propri figli sotto la spada di Damocle della minaccia terroristica, che disorienta e inibisce l'economia, la cultura, condiziona persino il modo di pensare degli uomini.

Il rapporto tra molti Paesi Europei e gli Stati Uniti non è mai stato facile. E' stato troppo spesso viziato dalla "sindrome del liberato". I Paesi, infatti, che sono stati liberati dal flagello nazifascista hanno sempre vissuto verso l'America un complesso di inferiorità che ne ha condizionato le scelte politiche mettendo talvolta a rischio quella che avrebbe dovuto essere un'Alleanza naturalmente duratura.

Ebbene, l'Italia questa "sindrome" non la conosce ed è stata e sarà sempre vicina agli Stati Uniti per vincere le sfide che la storia ha lanciato e lancerà al mondo libero. Ormai è scritto nel patrimonio genetico delle nostre due società, dei nostri due popoli, e Forza Italia Giovani, in questi giorni, l'ha dimostrato un'altra volta.

! Pietro De Leo
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Ragionpolitica, periodico on line n.108 del 7/5/2005
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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