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Seattle non è la forza nuova ma la mecca dei terroristidi Gianni Baget Bozzo - tratto da del 23 gennaio 2002 Caro direttore, pubblicando, un'intervista a Toni Negri, sul suo giornale, lei ha reso un servizio al suo pubblico, ha offerto la visione della saldatura dei terrorismi. Ed infine questa la mia tesi fondamentale: non vi è che un unico terrorismo che parte dalle Brigate Rosse e giunge ad Alqaeda. E' il risultato della scissione del razionalismo dalla rivoluzione, e quindi dall'abbandono del nesso, comunista ortodosso o socialdemocratico, tra la Rivoluzione e lo Stato. Non ho ancora letto "Impero", ma ho letto tutto Toni Negri a suo tempo e trovo nell'intervista le stesse cose dette nei giorni dei "fuochi" padovani con identiche parole. Come ho scritto, e vedo la tesi sostenuta anche ne "le Nouvel Observateur", il terrorismo di Bin Laden non è propriamente islamico, anche se usa l'avversione islamica al cristianesimo per crearsi un supporto di massa. Bin Laden non ha nulla che fare con l'Islam ortodosso, sia sunnita che shiita: lo prova il fatto che i migliori combattenti contro Bin Laden siano stati musulmani. Il Papa non ha capito la situazione quando ha ritenuto di associare l'Islam in quanto tale alla lotta contro il terrorismo. Bin Laden nasce in Occidente: nasce nell'incrocio a tra il wahabismo saudita, il miglior alleato americano nel mondo arabo e l'emigrazione islamica occidentale. Il filone antioccidentaleislamico Bin Laden lo eredita dal filone antioccidentale dell'Occidente di cui Toni Negri è stato uno dei maestri. Il terrorismo antioccidentale è un album di famiglia, è l'evoluzione culturale del filone rivoluzionario dopo che la fine del comunismo in Russia ha reso improponibile il nesso tra rivoluzione e Stato. La nuova linea antioccidentale è una modifica radicale del marxismo (lo fu anche il comunismo leninista) ed il ritorno al filone anarchico. Il terrorista islamico di Bin Laden è diventato prima uno sradicato dell Occidente e poi uno sradicato dall'Islam: lo prova la biografia degli attentatori delle due torri. Tutto ciò che si gioca nel mondo è interno all'Occidente. L'Islam non c'entra. Da cristiano esulto per la liberazione dei cristiani pakistani dalla sharia imposta loro nell'80 dal dittatore Zia Ul Haq: e perché questo grande libertador che è il generale Musharaff, è un militare di sua maestà britannica. Che nessun giornale cattolico abbia rilevato la notizia mostra quanto siano cattolici i giornali cattolici. E Musharaff ha fatto questo perché America, Russia e Cina hanno deciso di chiudere di comune accordo la questione afghana. Solo la politica, quando vuole, è liberatrice. Porto Alegre è ora la Mecca della nuova anarchia e lo sarà del nuovo terrorismo ci vuol poco a prevederlo. E che fa la sinistra europea? Corre a ricevere la benedizione del sindaco trotzkjstadi Porto Alegre, naturalmente nella sede dell' università cattolica. E la sinistra italiana che ha perso con i governi Prodi e D'Alema la carta occidentale, cerca ora la folle che le mancano nelle masse no global. Con ciò essi si allontanando dall'Europa dall'Occidente, dal governo. Noi genovesi pagheremo per il viaggio delle nostre istituzioni a Porto Alegre. Posso ben essere felice che Pericu sia il primo nella lista di Porto Alegre. Scegliendo i no global, la sinistra sceglie la via dell'uscita dalla politica, tradisce l'eredità antiterrorista di Enrico Berlinguer e di Guido Rossa. Mi compiaccio ancora con lei, direttore, per l'ospitalità concessa a Toni Negri. Mi viene in memoria il giorno in cui un suo predecessore mi mostrò la prima lettera di Moro dal carcere delle BR indirizzata a Cossiga e impostata al Secolo. La storia continua, il Secolo XIX è sempre nella storia.
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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