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numero 280
6 marzo 2008
 
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Le grandi citazioni di Ayn Rand

di Stefano Magni (a cura di) - 21 maggio 2005

«Chiamatelo fato o ironia, ma sono nata, tra tutti i Paesi della Terra, in quello meno adeguato per una sostenitrice dell'individualismo.» (Alan Paxton: Ayn Rand, A Sense of Life, Gibbs Smith, Layton 1998)

«L'uomo - ogni uomo - è un fine in sé, non un mezzo per i fini altrui. Egli deve esistere solo per amore di se stesso e mai sacrificarsi per gli altri, né sacrificare gli altri per lui. Il perseguimento del proprio interesse personale e della propria felicità è il più alto scopo morale della vita di un uomo» (a cura di Harry Binswanger, The Ayn Rand Lexicon, New American Library, New York 1991)

«Non si tratta di scegliere tra il sacrificio di sé e il dominio sugli altri, ma tra indipendenza e dipendenza (...) L'egoista è colui che ha rinunciato a servirsi in qualsiasi forma degli uomini, che non vive in funzione loro, che degli altri non fa il primo motore delle proprie azioni, dei propri pensieri e desideri, che non ripone in essi la fonte della propria energia (...) L'uomo può essere più o meno dotato, ma ciò che resta fondamentale è il grado di indipendenza al quale è giunto, la sua iniziativa personale (...) L'indipendenza è il solo metro con cui si possa misurare l'uomo. Ciò che un uomo fa di sé e da sé e non ciò che fa o non fa per gli altri (...) Il primo diritto dell'uomo è quello di essere se stesso e il primo dovere dell'uomo è il dovere verso sé stesso. Principio morale sacro è quello di non trasferire mai sugli altri lo scopo della propria vita. L'obbligo morale più importante dell'uomo è compiere ciò che desidera a condizione, prima di tutto, che quel desiderio non dipenda dagli altri" (La fonte meravigliosa, Corbaccio, Milano 1996)

«La più piccola minoranza al mondo è l'individuo. Chiunque neghi i diritti dell'individuo non può sostenere di essere un difensore delle minoranze» (a cura di Harry Binswanger, The Ayn Rand Lexicon, New American Library, New York 1991)

«Il diritto alla vita significa che un uomo ha il diritto di sostenersi in vita per mezzo del proprio lavoro (al livello economico raggiungibile dalle sue capacità) e non significa che gli altri debbano fornirgli quanto gli è necessario per sopravvivere (...) Il diritto alla libertà di parola significa che un uomo ha il diritto a esprimere le proprie idee senza temere il pericolo della soppressione, dell'interferenza o di azioni punitive da parte dello Stato, ma non significa che altri debbano fornirgli una sala per conferenze, una stazione radiofonica o una tipografia per esprimere tali idee (...)Il diritto al lavoro non esiste: quello che esiste è il diritto alla libertà di scambio, cioè il diritto di accettare il posto di lavoro se un altro decide di offrirlo. Analogamente non esiste il diritto alla casa, bensì solo il diritto alla libertà di scambio, ovvero il diritto di costruire o di acquistare una casa.» (La virtù dell'egoismo, Liberilibri, Macerata 1999)

«Le dittature sono fuori legge. Ogni Nazione libera aveva il diritto di invadere la Germania nazista e, oggi, ha il diritto di invadere la Russia sovietica, Cuba o qualsiasi altra gabbia di schiavi. Che una Nazione libera scelga di farlo o meno, è una questione del suo interesse, non di rispetto di diritti inesistenti di una gang al potere. Non è un dovere di una Nazione libera, liberare altre Nazioni a costo di sacrificarsi, ma una Nazione libera ha il diritto di farlo, quando e se sceglie di farlo.» (La virtù dell'egoismo, Liberilibri, Macerata 1999)

«(Il capitalismo) è un sistema in cui gli uomini si rapportano gli uni agli altri non come vittime e carnefici, non come padroni e schiavi, ma come mercanti, attraverso lo scambio volontario per il mutuo beneficio. E' un sistema in cui nessun uomo può ottenere qualcosa ricorrendo alla forza fisica e nessuno può dare inizio alla forza fisica contro gli altri» (Introducing Objectivism, in The Voice of Reason, New York 1989)

«Lo skyline di New York è un monumento il cui splendore non è eguagliato dal alcuna piramide o palazzo. Ma i grattacieli americani non sono stati costruiti con fondi pubblici, né per scopi pubblici: sono stati costruiti dall'iniziativa, dall'energia e dal benessere di individui privati per realizzare profitti personali.» (La virtù dell'egoismo, op. cit.)

«...e così tu pensi che il denaro sia alla radice di tutti i mali? Ti sei mai chiesto quali sono le radici del denaro? Il denaro è un mezzo di scambio, che non può esistere se non esistono le merci prodotte e gli uomini capaci di produrle. Il denaro è la forma materiale del principio che se gli uomini vogliono trattare l'uno con l'altro, devono trattare scambiando valore con valore. Il denaro non è lo strumento dei miserabili, che ti chiedono il tuo prodotto con le lacrime, né dei pescecani, che te lo tolgono con la forza. Il denaro è reso possibile solo dagli uomini che producono. E' questo che tu chiami male?» (La rivolta di Atlante, Garzanti, Milano 1958)

«L'uomo non può sopravvivere nel tipo di stato di natura che gli ecologisti prospettano. Per sopravvivere l'uomo deve scoprire e produrre tutto ciò di cui ha bisogno, cioè deve trasformare l'ambiente in cui vive ed adattarlo alle sue necessità. La natura non l'ha attrezzato ad essere lui ad adattarsi all'ambiente come fanno gli animali. Dalle culture più primitive alle civiltà più avanzate, l'uomo ha dovuto crearsi le cose. Il suo benessere dipende dal suo successo nel produrre. Anche la più primitiva tribù umana non può sopravvivere senza quella presunta fonte di inquinamento che è il fuoco. E non è solo un simbolo che il fuoco sia stato la ricchezza degli Dei che Prometeo portò all'uomo.» (a cura di Harry Binswanger, The Ayn Rand Lexicon, New American Library, New York 1991)

«Se mi chiedete di nominare la più orgogliosa distinzione degli Americani, sceglierei - perché contiene tutte le altre - il fatto che sono stati loro a creare la frase ‘fare soldi'. Nessun altro popolo e nessun'altra nazione aveva mai usato prima quelle parole; gli uomini avevano sempre pensato alla ricchezza come ad una quantità statica - da ereditare, chiedere, rubare, dividere o ottenere come favore. Gli Americani sono stati i primi a capire che la ricchezza deve essere creata. Le parole ‘fare soldi' contengono l'essenza della moralità umana. Eppure queste furono le parole per le quali gli Americani furono condannati dalla cultura dei continenti dei pescecani. Ora il credo dei pescecani vi ha convinti a considerare le vostre più grandi conquiste come un marchio di infamia, la vostra prosperità come una colpa, gli industriali come delinquenti e le vostre meravigliose fabbriche come il prodotto di un lavoro di schiavi, frustati come quelli delle piramidi d'Egitto. Il farabutto che dice di non vedere alcuna differenza fra il potere del dollaro e quello della frusta, dovrebbe imparare la differenza sulla sua stessa schiena.» (La rivolta di Atlante, Garzanti, Milano 1958)

Stefano Magni (a cura di)

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Ragionpolitica, periodico on line n.110 del 20/5/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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