Alan Moore
La Lega degli straordinari Gentlemen
recensione di Riccardo Meynardi - 21 maggio 2005
I due volumi più straordinari di Alan Moore. Non v'è dubbio alcuno che, dalla collaborazione tra Mr Alan Moore, «novelliere del Northamptonshire di fama mondiale, celebre per le sue narrazioni verbali e fumose affabulazioni» e Mr Kevin O'Neil «il Donatello da due denari», sia nata un'opera che può essere facilmente etichettata come "d'arte". Sfogliando le pagine edite dalla ben nota e giustamente pubblicizzata America's best comics, si ha la netta impressione che tutto fili via in modo perfetto. Leggendo ed osservando attentamente pagine di questo "periodico" illustrato per ragazzi, la prima e netta impressione diventa marcata certezza: ogni cosa è rigorosamente a suo posto e la narrazione scorre che è un piacere, conditata com'è di brividi e risate.
Innanzi tutto, la qualità della stampa e dell'impaginazione sono ottime. Questo particolare, apparentemente irrilevante, può assolutamente diventarlo quando si spendono la non trascurabile cifra di trentadue Euro, esattamente sessantunomilanovecentosessanta Lire, considerando il vecchio conio. Copertina, contro copertina e, con i primi mirabolanti disegni, si è già immersi in quell'atmosfera vittoriana che accompagna il lettore durante tutto l'incredibile avventura. La presentazione degli autori e della trama è molto ironica e divertente, infarcita da aggettivi ormai in disuso, ma che all'inizio del Novecento attiravano vivamente l'attenzione dei passanti, strillati dagli strilloni agli angoli delle strade. Fin dall'inizio del racconto si può apprezzare l'impaginazione regolare dei disegni che, associata alle scelte cromatiche dell'amatissimo "Arciduca dell'arcobaleno" Mr Benedict Dimagmaliw, scandisce in modo realmente gradevole alla vista ed all'intelletto le varie fasi della narrazione. I due volumi sono completati da ricche e curiose appendici che raccolgono graditissime e sorridenti sorprese.
La scelta dei personaggi e le loro peripezie sono ricche di humor inglese. Sono tutti protagonisti di grandi romanzi della letteratura d'oltremanica, scelti tenendo in considerazione il fatto che «l'Impero britannico ha sempre trovato difficoltà a distinguere tra i suoi eroi ed i suoi mostri». E così abbiamo Mina Murray, personaggio stocheriano di una nobiltà e fermezza d'animo senza pari, animata da un coraggio, una fierezza ed una determinazione da far ribollire il sangue per l'invidia ai più nobili gentlemen d'Inghilterra. Il Capitano Nemo, ammiraglio valoroso del Nautilus, ammette che «se lavora per i britannici, è perché non si sente nemmeno più indiano». Né indiano, né britannico, ma intanto la sua correttezza lo porta a rispondere alla richiesta d'aiuto dell'Inghilterra ed esserle fedele fino all'ultimo (o quasi!).
C'è Allan Quaterman, strabiliante personaggio di H. R. Haggard. Ironico, divertente e distratto, un cacciatore d'elefanti che nei territori africani è sempre riuscito a levarsi dai pasticci. Un personaggio talmente affascinante che non può non piacere. Ci sono il Dr. Jekyll ed Edward Hyde. Quando il primo si trasforma nel secondo sembra un mostro incontrollabile. Ma anche un gigante sanguinario e bestiale come il tremendo Hyde può rendersi utile, a suo modo, e trasformarsi in eroe. Tutto il contrario si può dire di Hawley Griffin: carogna era (quando l'hanno acchiappato nel collegio femminile) e carogna è rimasto (quando è diventato traditore). Nonostante ciò, Griffin l'uomo invisibile, per buona parte del racconto ha fatto parte della schiera degli eroi, dei gentlemen che hanno combattuto contro terribili extraterrestri sbarcati sulla terra con l'intento di evaporarne le popolazione. Non c'è dubbio che La Lega degli straordinari Gentlemen lasci trasparire un'abbondante dose di fiducia ed ottimismo nei confronti dell'umana specie, sempre in grado di superare le situazioni più difficoltose e drammatiche, di riparare ai propri errori, di cambiare rotta o di perseverare quando necessario.
Il racconto è coronato da colpi di scena, comparse di personaggi illustri, lotte per la conquista di Londra e per la sua difesa, di situazioni dilettevoli o tremende, di risate e momenti romantici e momenti difficili. Detto questo e letta l'interessante narrazione ad immagini per ragazzi, «non dobbiamo dimenticare i tanti punti moralmente istruttivi di questo racconto: prima di tutto, le donne non fanno altro che scenate. Secondo, i cinesi sono brillanti, ma malvagi. E per concludere, il laudano, assunto con moderazione, fa bene alla vista e previene i calcoli renali».
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Riccardo Meynardi |
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