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Le celebrazioni viottiane, ovvero come promuovere la nostra culturadi Sara Franchino - 21 maggio 2005 Maggio del 1775, Fontanetto Po, un piccolo paese tra le risaie della bassa vercellese. Proprio lì esattamente duecentocinquant'anni fa nasceva Giovan Battista Viotti, il celebre violinista e compositore, artefice di innovazioni di straordinaria importanza ed attualità ancora oggi. Come ampiamente risaputo, furono infatti proprio Viotti ed i liutai di quel periodo ad introdurre l'arco attualmente in uso, accompagnando alla pensione quello ricurvo. Viotti, la cui produzione è forse ancora poco nota al grande pubblico, si annovera dunque tra i grandi musicisti internazionali del suo tempo, nonostante un'esperienza di vita estremamente travagliata. Tuttavia più che addentrarsi in un discorso storico-artistico sull'indiscutibile importanza musicale e sul valore tecnico-virtuosistico del celebre musicista, preme in questo periodo accentrare l'attenzione sulle celebrazioni viottiane, trionfalmente aperte la scorsa settimana con tre appuntamenti di altissimo livello, che hanno visto come protagonisti tra i più grandi interpreti e direttori del panorama mondiale. Celebrazioni che finalmente tributano a Viotti il meritato omaggio nelle sue terre natali, recuperando le dimenticanze passate, grazie ad una intelligente operazione culturale, promossa ad ampio raggio dalla Provincia di Vercelli e dai Comuni di Vercelli e Fontanetto, diretta non solo ad un qualificato e raffinato target di esperti ed intenditori, ma a coinvolgere anche un pubblico più vasto, oggi giorno purtroppo sempre meno avvezzo ad ascoltare musica classica. Celebrazioni che continueranno nel corso dell'intero anno con un susseguirsi di appuntamenti all'aperto, nelle chiese, nei teatri, in onore di una delle più rappresentative figure della storia della musica piemontese, italiana ed europea, «esecutore impareggiabile» e validissimo insegnante, esponente insigne della tradizione violinistica piemontese ed anche capace di influenzare attraverso i sui allievi la scuola francese ed indirettamente quelle dell'est europeo. Richiamando l'interesse ed il plauso di riviste specialistiche, come Amadeus e Il Giornale della Musica, una settimana fa nel Vercellese si è così ufficialmente aperto questo, che potremmo definire un vero e proprio "iter di rivisitazione e festeggiamento viottiano". Ecco dunque che l'11 maggio ad inaugurare quello che lo stesso violinista ha prospettato per il futuro come un possibile «grande festival internazionale», è stato Uto Ughi, accompagnato dall'Orchestra Camerata Ducale, univocamente riconosciuta come in assoluto la più qualificata al mondo in materia di musiche viottiane, diretta dal maestro Guido Rimonda. Successivamente è giunto Salvatore Accardo, che ha iniziato il suo tour vercellese giovedì a Varallo, per poi proseguirlo venerdì col suo quartetto d'archi (formazione cerata nel 1992 dal maestro, che si definisce un "amante folle" della musica da camera) nella Parrocchiale di Fontanetto Po. Cioè nel luogo e nel giorno in cui due secoli e mezzo prima Viotti veniva battezzato, in un'atmosfera commovente e fortemente emozionante. A chiudere "la settimana della nascita" è stato lo stesso Accardo, nel capoluogo di provincia, nella magica cornice di Sant'Andrea, dove, accompagnato dalla Camerata Ducale, ha eseguito il Concerto 22 di Viotti, la composizione viottina probabilmente più celebre e frequentata. E proprio Accardo, a coronamento delle manifestazioni si è fatto promotore di un appello alle istituzioni: quello di riportare a "casa" il violino del grande musicista, che ora, molto probabilmente si trova negli Stati Uniti. Il programma delle celebrazioni viottiane, come sopra anticipato, proseguirà comunque durante l'anno, con altri eventi. Con una serie di iniziative che nel loro complesso valorizzano la storia e la tradizione locali, investendo sulla cultura intesa come continuità con il nostro passato, come consapevole valorizzazione di un impareggiabile substrato storico, che continuamente, si riflette nel nostro quotidiano (basti solo pensare alla ricchezza del patrimonio artistico-monumentale italiano in cui in ogni momento, in ogni città, paese, borgo, senza magari neppure farci caso, ci imbattiamo). Un passato incredibilmente affollato di musicisti, pittori, artisti, poeti e letterari, nei cui confronti purtroppo palesiamo spesso troppo poco il nostro orgoglio, che nobilitano e glorificato il nostro Paese, rendendolo senza dubbio unico al mondo quanto ad amenità artistica e creativa.
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Ragionpolitica, periodico on line n.110 del 20/5/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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