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Scuola: le sinistre temono la Riforma Morattidi Carlo Cerofolini - 27 maggio 2005 Premesso che attualmente, contrariamente a quello che si crede e si dice, la scuola non è né un motore di promozione sociale né offre risultati di qualità, ma anzi amplifica vecchie ingiustizie ed antichi privilegi, come risulta anche dai seguenti dati:
In conseguenza di ciò un profondo cambiamento della scuola è oramai indispensabile. Nonostante questo è quanto mai singolare che le sinistre ed i loro alleati siano pregiudizialmente contrari alla riforma della scuola targata Moratti, che cerca di ovviare a queste storture e che per contrastarla mettano in essere ogni mezzo: dalle menzogne alla disinformazione, ai movimenti di piazza con in prima fila pure i bambini, ecc... Come dire, il fine (sbagliato) giustifica i mezzi (scorretti). I motivi di tanto livore sono essenzialmente due. Il primo motivo risiede nel fatto che loro - i "progressisti" - in ben cinque anni di governo non sono riusciti ad effettuare, nonostante l'impegno profuso, alcuna riforma della scuola e sull'altare di questa hanno pure bruciato il loro Ministro dell'Istruzione Berlinguer. Riforma, quella Berlinguer, che comunque andava cambiata, in virtù della modifica del Titolo V della Costituzione (istruzione e formazione professionale di competenza delle regioni), fortemente voluto dal precedente governo, e successivo a quella riforma; senza poi contare le forti e quasi insormontabili difficoltà applicative della stessa, dovute alle cosiddette onde anomale: sovrapposizione di classi (new-old) dal 2007 al 2013, dovute alla diminuzione di un anno del ciclo scolastico berlingueriano completo (12 anni anziché 13) e di cui si sono accorti solo alla fine (sic). Inoltre questa riforma avrebbe portato sia alla perdita di circa cinquantamila posti di lavoro per gli insegnanti sia a mille ore di lezione per gli studenti e pure ad un caos didattico organizzativo per l'innaturale travaso di docenti di elementari e medie. Cosa che la riforma Moratti assolutamente non fa. Il secondo motivo - forse il più dirompente - è che la riforma Moratti dà finalmente libertà alle famiglie di scegliere, fra vari progetti educativi, con possibilità di scelta fra 27, 30 e 40 ore di orario scolastico settimanale, quello che più si confà alle proprie esigenze, nonché di avere per i propri figli un percorso di istruzione veramente personalizzato, con l'istituzione del portfolio e del docente tutor, oltre la facoltà di iscriverli "precocemente" alla scuola materna ed elementare. Infine le famiglie avranno - se andrà avanti il programma della CdL - la possibilità di far frequentare ai loro figli le scuole paritarie private, senza insormontabili ostacoli economici; ciò in attuazione dell'art. 3 della Costituzione («E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale») e che, di fatto, realizzerebbe pure il famoso melting-pot (fusione) fra classi sociali diverse, tanto caro - solo a parole evidentemente - alle sinistre. Le sinistre ed i cattosinistri, infatti, sono in definitiva fautori di uno stato etico e di una scuola pressoché unica e di stato che, in teoria, dovrebbe offrire a tutti comunque lo stesso tipo di istruzione, anche se la bassa qualità dei risultati e la dispersione scolastica in progress, oramai certificano il fallimento di questo modello ed esigono nuove vie, facendo però con questo rivoltare nella tomba Gramsci e Don Milani. Non per nulla Gramsci diceva che una scuola solo statale portava all'affermarsi della dittatura e che non era nell'interesse dei giovani, e soprattutto delle classi meno abbienti, avere una scuola facile; mentre Don Milani affermava che una scuola statale non era un progresso rispetto a quella privata e inoltre che niente era più ingiusto che fare parti eguali fra diseguali (come fa la scuola attuale). In compenso però, con la loro visione massificante e statalista, i "progressisti" farebbero felice il defunto Ministro fascista dell'Educazione Bottai, quando nel 1942 appunto diceva che si sarebbe andati sempre più verso una scuola unica e di stato.
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Ragionpolitica, periodico on line n.111 del 27/5/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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