RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Star Wars episodio III: la vendetta dei Sith

di Francesco Natale - 3 giugno 2005

Lo abbiamo aspettato per quasi trent'anni e finalmente è arrivato. Il «prequel conclusivo» - spero perdonerete l'apparente ossimoro - più atteso della storia del cinema ha fatto il suo trionfale ingresso nelle sale cinematografiche lo scorso 20 Maggio, balzando immediatamente in cima alla classifica dei film più visti. E...non ha deluso le aspettative! Se La minaccia fantasma e L'attacco dei cloni erano viziati da talune scelte stilistiche che non sono andate giù ai «die hard» fans di Lucas (pur restando a mio giudizio due ottimi film), qui le cose cambiano. Radicalmente.

La dimensione simpaticamente pupazzesca e infantile di Episodio I, così come quelle nuances di drammino adolescenziale stile Tempo delle Mele di Episodio II, svaniscono completamente, per lasciare nuovamente spazio all'epos e alla coralità drammatica che avevano contraddistinto la prima, eccezionale trilogia, in particolare L'impero colpisce ancora. Se questa inversione di rotta fosse già stata stabilita da George Lucas o sia invece il frutto delle critiche che i primi due episodi della nuova trilogia hanno ricevuto non ci è dato saperlo e, francamente, poco ce ne importa. A noi quasi trentenni, che associamo tutte le fasi significative della nostra crescita (infanzia, adolescenza, età adulta) alle magiche note del main theme scritto e orchestrato dall'immenso John Williams, interessa il risultato. E, al riguardo, non possiamo che dirci soddisfatti.

La trama ruota intorno al personaggio di Anakin Skywalker e alla sua progressiva conversione al Lato Oscuro della Forza, l'aspetto più sottilmente demoniaco e seducente di questa strana energia mistica che permea tutto l'Universo. Egli, Cavaliere Jedi, ha segretamente sposato Padme, ex regina del pianeta Naboo, ora membro del Senato della Repubblica. La loro relazione deve essere tenuta segreta, in quanto ai Jedi non è consentito di sposarsi, così come sarebbe disdicevole per una Senatrice avallare apertamente una violazione così grave del Codice Jedi. Padme inoltre è incinta.

Nel frattempo continuano gli scontri con le armate di droidi dell'esercito separatista, fantoccio abilmente manovrato dal Maestro dei Sith (i Jedi oscuri) Darth Sidious, apparentemente guidato dal Conte Dooku (l'immortale Christopher Lee) e dal Generale Grievous, una strana entità biomeccanica. La Repubblica, impastoiata dallo strapotere dei burocrati e prigioniera del proprio gigantismo, non è in grado di affrontare da sola l'emergenza, e si rivolge così ai Cavalieri Jedi, addestrati nelle vie della Forza e da millenni guardiani della Repubblica, per sconfiggere l'esercito separatista.

La guerra sembra volgere in favore della Repubblica, ma proprio in quel momento Anakin scopre la vera identità del Maestro Darth Sidious e, dopo il comprensibile shock, si fa da lui irretire. Per amore di Padme, inizierà il doloroso cammino sulla via del Lato Oscuro, che, uno dopo l'altro, gli strappera tutti gli affetti: il suo amico e mentore Obi Uan Kenobi, sua moglie Padme, il Maestro Yoda, capo dell'ordine dei Cavalieri Jedi.

Nel frattempo l'esercito dei cloni, alla cui nascita assistiamo in Episodio II, riceve da Darth Sidious l'ordine di applicare la direttiva segreta numero 66, che prevede lo sterminio dei Cavalieri Jedi. Ma il Maestro Yoda e Obi Uan Kenobi riescono a salvarsi e decidono, per quanto loro possibile, di tentare disperatamente di porre fine al dominio del Signore Oscuro dei Sith. Yoda cercherà inutilmente di uccidere Sidious, mentre Kenobi si recherà sul pianeta lavico Mustafar per battersi con Anakin, colpevole di avere sterminato i giovani allievi dell'Accademia Jedi...

La Repubblica è ridotta ad un cumulo di macerie e i Jedi vengono annientati col tradimento: viene proclamata la nascita del primo Impero Galattico il cui imperatore sarà proprio Darth Sidious, al quale il Senato non è più in grado di opporsi, sconvolto dalla menzognera notizia che i Jedi hanno cercato di rovesciare la Repubblica e di prendere il potere. La resa dei conti tra Anakin e Kenobi è drammatica e struggente ad un tempo.

Il Lato Oscuro si è ormai impossessato del giovane Skywalker e lo spinge a formulare piani per divenire signore assoluto dell'Universo, meditando egli di rovesciare il suo nuovo maestro Darth Sidious. Accecato dall'ira ritiene Padme colpevole di averlo tradito, avendo ella inconsapevolmente condotto Obi Uan su Mustafar, e la ferisce mortalmente. Il duello tra Anakin e Kenobi, entrambi abilissimi nell'uso della spada laser, l'arma caratteristica dei Jedi, dura oltre 12 minuti ed è magistralmente realizzato. Si concluderà con lo smembramento di Anakin, il cui cupo grido d'odio finale rivolto a Kenobi aleggerà per sempre sulle laviche distese di Mustafar.

Avvertendo che il suo nuovo allievo è in pericolo l'Imperatore Darth Sidious si reca su Mustafar e recupera la carcassa storpia e bruciata di Anakin, in cui si ostina a permanere una scintilla di vita. L'impianto di protesi biomeccaniche e lo scafandro nero che i droidi medici gli applicano trasformeranno Anakin nel temuto Darth Vader (Fener, nella poco spiegabile traduzione italiana...), il braccio destro dell'Imperatore che incontreremo nella prima trilogia. Padme, prima di morire darà alla luce due gemelli, Luke e Leila, i quali verranno separati alla nascita per proteggerli e tenere all'oscuro sia il padre che l'Imperatore della loro esistenza.

In quest'opera sembra che Lucas sia tornato alla felicità espressiva che lo ha contraddistinto in gioventù. C'è una essenzialità di fondo nella narrazione, quasi a voler sottolineare con l'assenza di fronzoli la profonda drammaticità degli eventi narrati. Lo spessore psicologico dei personaggi, più che da pletorici e farraginosi dialoghi da «pappa del cuore» (in stile Ridley Scott, per intenderci) viene trasmesso dalle loro azioni e reazioni, dal loro modo di rapportarsi alla realtà. E' uno stile unico, che risulta teatrale ma non barocco e che fa immedesimare lo spettatore, il quale, pur conoscendo gli esiti finali della storia, spera fino in fondo che qualcosa cambi, che il protagonista si ravveda. E' straordinario come Lucas riesca a tenere col fiato sospeso una platea che all'80% conosce già da anni gli eventi narrati in Episodio III.

Certo, qualche calo di stile c'è: chi si aspetta la perfezione o un remake fantascientifico di "Quarto Potere", resterà deluso. Ma il cinema di Lucas va oltre la fantascienza, e blindare Star Wars in questo filone cinematografico risulta ingiustamente riduttivo. Il successo della sua saga non deriva, come qualche mediocre cineasta italiano ha commentato, dallo strapotere degli effetti speciali hollywoodiani e dalla illimitatezza delle risorse economiche su cui può contare il cinema americano. Lucas scrive delle belle storie, facendo leva su archetipi ancestrali, quali il cavaliere, la «Quest» o ricerca, la seduzione del male che assume caratteri luciferini, sottili, ambigui, mai apertamente negativi, la lotta tra le due realtà oggettive contrapposte di bene e male, la redenzione, sempre possibile attraverso la strada, segnata da tormento e contrizione, del pentimento.

La «Forza» stessa, intesa come «religione del vivente», non è né dualista né assimilabile alla «religione del sé» di stampo new age. E' una «Forza», appunto, preterumana, superiore, di cui possiamo conoscere le vie, ma non riscriverle a nostro uso e consumo. Il Lato Oscuro, più che un aspetto integrante e costitutivo della «Forza», è l'elemento che sottintende sempre l'esistenza del libero arbitrio: non si è costretti a fare il bene, o fare il bene non rappresenta una scelta scontata, bensì una scelta difficile, spesso sacrificante e dolorosa. Il Lato Oscuro, come ben dice Yoda ne L'impero colpisce ancora, è la via più facile. Quando il Maestro Yoda parla di colui che «Riporterà equilibrio nella Forza», non si riferisce ad un equilibrio dualistico taoista: per Lucas, e la prima trilogia ce lo conferma, l'equilibrio comporta l'estirpazione del male e il trionfo del bene, che esiste non in quanto definizione in negativo del male, ma come categoria assoluta.

Con questo vogliamo appiccicare a Lucas l'etichetta di oggettivista radicale o di «post-cristiano intergalattico»? No, assolutamente. Credo semplicemente che uno dei segreti del suo successo dipenda proprio dal fatto che egli sa toccare la nostra sensibilità naturale, lo strato più profondo del nostro io, quello non viziato dalle mondane contingenze, quel piccolo stagno ove nuotano liberi draghi, fate, cavalieri, dei, mostri ed eroi che rappresentano metaforicamente la nostra aderenza ad una concezione positiva del mondo, scevra da elucubrazioni introspettive fini a se stesse sulla natura del Male e del Bene e sulle possibili interazioni che tra queste categorie possono o meno intercorrere.

Devo dire a questo proposito che i pastrocchi nostrani (ma non solo) incentrati su scafisti, prostitute, amori più o meno saffici e banalità da sessantottini in fregola ci hanno veramente stufato: Star Wars rappresenta davvero una ventata di aria montana di fronte a questo mefitico frescume da obitorio.

In conclusione non posso che dirmi felice per la partecipazione di Episodio III al Festival di Cannes: qualora avesse vinto, sarebbe stata la prima volta da anni che a vincere la Palma d'Oro sarebbe stato un film...

! Francesco Natale
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.112 del 3/6/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata