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6 marzo 2008
 
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Docenti di storia moderna: 15 a 1. Altro che Regionali!

di Paolo Della Sala - 17 giugno 2005

Le sinistre amano la scuola pubblica perché, in questo modo, le loro idee vengono portate avanti e sono finanziate col denaro altrui. Si sono tenuti, nelle scorse settimane, gli esami per l'assunzione di 16 docenti per le cattedre di Storia Moderna negli Atenei italiani. Come ognuno sa, la cattedra di Storia Moderna è "politica", in essa si forma l'opinione del giovane universitario elettore di oggi e di domani.

Dai concorsi sono usciti "vincenti" ben 15 docenti di "sinistra". Solo uno su sedici si rifaceva alla Scuola di un De Felice, solo uno non veniva dalla Fondazione Gramsci et similia... I docenti "di sinistra" sono, per intenderci, quelli che da decenni cancellano l'esistenza di 35.000 morti militari dell'Esercito italiano nella guerra civile contro il nazifascismo dopo il 1943, lasciando spazio per pianti e rievocazioni politiche soltanto ai 35.000 combattenti partigiani caduti nel tragico epilogo della Seconda guerra mondiale. Gli accademici di sinistra sono quelli, per intenderci, che dimenticano i 600.000 militari italiani che rifiutarono di aderire alla RSI e, per questo, vennero internati e uccisi nei lager tedeschi. La loro storiografia omette di ricordarci che ci furono divisioni ebree a combattere a fianco degli Alleati, mentre in Italia e Yugoslavia combatterono divisioni di waffen SS arabe a fianco dei nazifascisti, guidate dal Gran Mufti' di Gerusalemme, probabile parente di Arafat, alleato e amico di Hitler e Mussolini, che lo armarono e finanziarono.

I nostri docenti "pluralisti" hanno sempre dimenticato il contributo e i morti angloamericani, brasiliani, australiani... tutti caduti per la libertà. Dimenticano di dirci che una parte della Resistenza (che ebbe 100.000 partecipanti in tutto, meno dei 300.000 ufficialmente registrati) approfittò della guerra per fare strage del clero, in particolare in Emilia e Romagna (si veda sul sito: www.mascellaro.info). Insegnano che la Resistenza l'hanno fatta i comunisti, invece di dire che l'hanno fatta soprattutto (anche quantitativamente) cattolici e liberali. Dicono solo la parte di verità che più conviene loro (se non il falso) e lo fanno nelle Università di Stato, pagati da tutti i cittadini, alla faccia del pluralismo. Va avanti così da sempre. Perché "loro" hanno davvero vinto la guerra: la guerra civile tra due tipi di fascismo, quello internazionalista e quello nazionale.

Certamente, l'assunzione di altri quindici docenti allineati su sedici segna una débacle quasi peggiore delle regionali, di cui si disconosce la gravità e si ignora persino l'esistenza.

! Paolo Della Sala
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Ragionpolitica, periodico on line n.114 del 17/6/2005
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