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numero 280
6 marzo 2008
 
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Orientamenti per un'architettura sostenibile

di Michela Tognetti - 1 luglio 2005

Il progetto di Lucien KrollI fondamenti disciplinari della bioarchitettura sono intimamente connessi al concetto di sviluppo sostenibile, di quell'esigenza cioè, oramai improcrastinabile, tesa a conciliare lo sviluppo demografico del pianeta con la salvaguardia delle risorse ambientali (aria, acqua, suolo), allo scopo di assicurarne l'integrità alle generazioni future. Concretizzare nel settore delle costruzioni l'esigenza di uno sviluppo sostenibile è cosa complessa e ancora più complesso è fare architettura sulla base di questo concetto. L'urgenza di porre in atto questo approccio metodologico non è tuttavia ancora avvertita in modo diffuso. Forse non tutti colgono che gli impegni di Kyoto hanno una grande influenza sulla gestione del territorio, l'urbanistica e l'architettura. La bioarchitettura è certamente un architettura "sostenibile", poiché si confronta con il contesto naturale e ambientale del sito, considerando gli effetti che i processi costruttivi e insediativi possono avere sul territorio e sul suo sviluppo. Tale processo di avvale di logiche di risparmio energetico e di gestione nel tempo dell'organismo edilizio, legata alla durabilità dei materiali a partire dal ciclo produttivo fino al possibile riutilizzo e smaltimento. Non bisogna dimenticare, infatti, che il settore edilizio produce oltre 40 milioni di tonnellate di scarti all'anno e tra questi una buona parte è costituita da plastiche, legno, vetro e da una straordinaria varietà di componenti edilizie che, grazie ad una demolizione selettiva, potrebbero essere recuperate e riutilizzate quasi integralmente. La valutazione del ciclo di vita dei materiali per edilizia può aiutare l'industria a valutare i benefici di processi innovativi e i progettisti a mettere a confronto materiali che offrono le stesse funzioni, ma con un diverso impatto ambientale.

Alcuni scattiPer quanto riguarda il risparmio energetico, già nel giugno del 1996, a Istanbul, durante la conferenza di Habitat II, sono stati definiti i termini per l'applicazione del concetto di sviluppo sostenibile nel settore delle costruzioni. L'architettura ha una grande influenza in quest'intento, il settore delle costruzioni insieme alla gestione degli edifici è, infatti, responsabile di quasi un terzo delle emissioni dannose. Una diminuzione dei consumi d'energia di ogni singola unità abitativa corrisponderebbe ad una considerevole riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas "serra". I Paesi scandinavi, così come la Germania e la Svizzera, hanno adottato norme sul riscaldamento degli edifici volte a ottenere risparmi di energia; la Francia, sebbene non fosse tra le nazioni europee più sensibili alle tematiche di ecologia urbana, negli anni'90, per opera del Ministero della Casa, ha avviato un ambizioso e inedito programma per la realizzazione sperimentale di alloggi, al fine di concretizzare i concetti di sviluppo sostenibile. In Francia, dove l'energia elettrica è prodotta dal nucleare, la consapevolezza della considerevole influenza del settore delle costruzioni nelle emissioni di anidride carbonica (17,5 %) e nei gas serra (26,5 %) ha attivato interessanti politiche di sostenibilità ambientale. In particolare, con la procedura HQE, Haute Qualitè Enviromentale, deliberata dal Ministero della Casa, vengono riunite in una lista di esigenze da soddisfare ben 67 prescrizioni ambientali in un ordine volutamente non gerarchico, in modo che nessuna di esse, considerata singolarmente, diventi preponderante rispetto alle altre. Gli obiettivi HQE si possono suddividere in quattro sezioni: eco-costruzione, eco-gestione, comfort, salute. Il programma del Ministero della Casa ha riscosso un tale successo che nel 1992 tale direttive sono state estese ad alcuni progetti pilota per i licei. Nel 1997, la regione Pas-de-Calais ha deciso di sperimentare la procedura HQE, ed è stato bandito un apposito concorso per la progettazione del liceo Jacquard a Caudry, un comune di 15.000 abitanti nel Nord Est della Francia. Nell'agosto dello stesso anno il progetto è stato affidato al vincitore del concorso, l'architetto belga Lucien Kroll, probabilmente la figura professionale che a livello internazionale riesce a individuare meglio i rapporti tra architettura e società, tra sperimentazione tecnologica e ecologia. L'architetto si è trovato a dover progettare su un'area periferica di 41.200 mq. in aperta campagna ai margini della città.

Lucien Kroll, nell'intento riuscito di fare dialogare architettura e ambiente, riducendo il più possibile ciò che esiste di "artificiale" nel segno lasciato dal costruito, organizza, intorno a una corte rettangolare aperta, tutti gli edifici destinati alle diverse funzioni: uffici amministrativi, aule didattiche, sala polivalente, biblioteca, ristorante, mensa. Il risultato fianle è la creazione di un piccolo "borgo" per 800 studenti e 100 insegnanti, nel quale ogni edificio presenta caratteristiche dissimili per forma e materiali che individuano le diverse specializzazioni funzionali. In relazione all'applicazione della procedura HQE prevista dal bando, l'architetto ha lavorato molto nella scelta dei materiali e delle lavorazioni, al fine di garantire il minor impatto ambientale possibile nelle differenti fasi della produzione, del trasporto, della posa e dello smaltimento. È stata prevista, inoltre, la possibilità di trasformare le aule in abitazioni su due livelli attraverso la demolizione dei solai, garantendo così "la flessibilità", uno dei principali tra i 67 obiettivi richiesti al progetto dal bando di concorso. La demolizione selettiva dei solai favorisce lo smontaggio e l'integrità del materiale costruttivo da avviare al riciclo o al riutilizzo. Interessante da segnalare è l'organizzazione di una prima raccolta differenziata dei rifiuti di cantiere nel luogo delle pricipali lavorazioni. Alcuni scatti

Nelle fasi progettuali, l'ecogestione ha occupato un ruolo egualmente significativo: per ottenere la realizzazione di un complesso a basso consumo energetico, l'architetto ha puntato molto sull'orientamento solare degli edifici. Le elevate prescrizioni di comfort visivo hanno portato all'aumento delle superfici vetrate e all'adozione di elevati spessori di isolamento delle murature. Anche i "tetti verdi" hanno contribuito ad un buon isolamento estivo e invernale su ben 2.800 mq di coperture. L'uso di lampadine a basso consumo, di rilevatori di presenza nei corridoi e l'installazione di un sistema di controllo con sensori in grado di bilanciare il rapporto tra luce naturale e luce artificiale contribuiscono a garantire il massimo di efficienza e risparmio per quanto riguarda l'illuminazione di tutto il complesso. Per riscaldare gli edifici si è optato per una caldaia a condensazione alimentata a metano. L'alto rendimento è dovuto ad un sistema di controllo automatizzato che gestisce il fabbisogno energetico a seconda delle reali esigenze. Una sequenza di pannelli solari sul tetto della sala mensa garantisce l'acqua sanitaria alle cucine per almeno la metà del fabbisogno. Per assicurare comfort estivo, si è puntato molto sul sistema di ventilazione (l'aria fresca è captata ad una distanza di 20 metri dell'edificio e convogliata a 2 metri sottoterra dove si ha una diminuzione della temperatura dell'aria a contatto con il terreno). Analogamente, si è provveduto alla messa in opera di particolari accorgimenti per la raccolta dell'acqua piovana e il suo riutilizzo per i servizi igienici e l'irrigazione degli spazi verdi.

A seguito dei risultati conseguiti con il progetto del Liceo di Caudry, terminato nel 2000, ben altri dieci interventi sono in fase di progetto e di realizzazione. ha dimostrato con il suo lavoro che l'alta qualità ambientale HQE è non solo fattibile, ma riproducibile. L'architetto non si è limitato unicamente a cercare soluzioni alle tante prescrizioni ambientali del bando, ma è riuscito a ottenere quello che raramente avviene in architettura: una mirabile sintesi creativa tra esigenze tecniche, elevate performances ecologiche, comfort e qualità della vita.

! Michela Tognetti

Didascalie illustrazioni

  1. Caudry (Francia), complesso scolastico - arch. Lucien Kroll. A sinistra, pianta del primo piano; a destra sezioni trasversali.
  2. Caudry (Francia), le aule scolastiche del plesso scolastico. In alto, la facciata sud; in basso, la facciata est.
  3. Caudry (Francia): in alto, veduta della piazza dalla strada. In basso, i prospetti degli uffici amministrativi.

Fonti bibliografiche ed iconografiche:

  • www.indire.it
  • www.laterizio.it
  • www.reteambiente.it
  • www.archimagazine.com
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