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Nella mente del serial killerdi Federica di Bartolo - 4 agosto 2005 Dopo «Nightmare on Elm Street IV: The Dream Master» e il grande successo «The Long Kiss Goodnight», il regista Renny Harlin torna nelle sale cinematografiche con un nuovo emozionante film «Nella mente del serial Killer». Prodotto dalla Eagle Pictures, è una coproduzione di Gran Bretagna, Olanda, Finlandia e Stati Uniti, ed è tratto da un racconto di Wayne Kramer che è anche il suo sceneggiatore insieme a Kevin Brobin. Fra gli interpreti un eccezionale Val Kilmer, accanto a lui Christian Slater, che abbiamo già incontrato in film del calibro de «Il nome della Rosa» e «Tucker: The Man and His Dream» di Francis Ford Coppola; quindi James Todd Smith già LL Cool J. vincitore di due Grammy Award e un NAACP Image Award. Il film appartiene al genere thriller investigativo, la cui linea conduttrice è l'idea di poter entrare nella mente dell'assassino, o comunque cercare di tratteggiarne la personalità, per poterlo così fermare. Metodologia questa, che viene realmente seguita dai reparti investigativi di tutto il mondo e che richiede un'attenta analisi del luogo dove è accaduto il delitto; una serie di fasi che ormai tutti conoscono, grazie alle varie serie televisive, non ultima "CSI". Qui, in particolare, siamo alle prese con ben sette promettenti giovani agenti della «grande» FBI, che cercano di diventare dei «tracciatori di profili psicologici» e per farlo devono superare varie prove, proposte dal loro addestratore Jake Harris (Val Kilmer). Harris non è il tipico agente del FBI e, a causa dei suoi metodi poco ortodossi, è ora costretto ad insegnare e a curare queste giovani menti, cercando di far loro capire come si lavora sul campo, attraverso esperienze, ricreando le scene di vecchi delitti, che i così detti «cacciatori di menti» dell'organizzazione governativa hanno già risolto. Qui questo gruppo di promettenti «tracciatori psicologici», specializzati in diversi campi, è alle prese con la prova finale: un'intera settimana di «reclusione» in un'isola disabitata al largo delle coste della Carolina, usata dalla marina per vari esperimenti, in cui dovranno lottare contro un serial killer ossessionato dal tempo, chiamato «Il Burattinaio», insieme a loro un nuovo collega appena arrivato dalla squadra Omicidi di Filadelfia. Il tempo scorre, e a rendere ancor più realistica e spaventosa la prova, è il fatto che non si tratta solo di un'esercitazione, ma di una vera lotta per la sopravvivenza, perché fra loro c'è un vero serial killer, che gioca come il gatto con i topi, decimandoli uno dopo l'altro. Si fa strada, inevitabilmente, il sospetto fra loro, perché ognuno ha un lato oscuro, una motivazione per uccidere e lentamente si scopre che, nonostante tutto il tempo passato insieme, nessuno conosce l'altro veramente. La tensione cresce e così l'attenzione dello spettatore, che osserva le varie trappole che l'assassino propone. Chi sarà il vero omicida, il pazzo? Perché lo fa? cosa lo spinge? Qual è la sua psicologia? Queste sono le domande che vengono mano a mano proposte dai cacciatori di menti. Il ritmo del film è veloce, decisamente accattivante, nonostante che a volte le trappole proposte siano alquanto prevedibili, ma resta il fatto che, in una situazione del genere, sarebbe difficile per chiunque essere così lucidi da prevedere il tranello, studiato apposta per questa o quella persona, facendo leva sui suoi istinti, le sue debolezze o i punti di forza. Nonostante la brutale serie di omicidi, c'è però da rilevare che l'occhio del regista non si dilunga mai in maniera ossessiva sull'aspetto macabro dell'omicidio, perché ciò che gli interessa è mostrare i meccanismi della mente umana. In sintesi il film è decisamente accattivante, anche se ricorda molto da vicino il libro giallo di Agatha Christie: «Dieci piccoli indiani», poi diventato un film con la regia di Renè Clair.
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Ragionpolitica, periodico on line n.121 del 4/8/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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