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numero 280
6 marzo 2008
 
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Robert Spencer

The Politically Incorrect Guide to Islam (and the Crusades)

L'Islam visto senza alcun timore reverenziale

recensione di Giovanni Vagnone - 25 agosto 2005

Tempo addietro, nella recensione di un saggio di Paul Berman, uomo della sinistra moderata statunitense, avevamo analizzato aspetti dell'Islam quale organizzazione che aveva imparato dall'Occidente e dal nichilismo occidentale la pratica del terrorismo così come oggi è diffuso, globalizzato e portato alle estreme conseguenze. Ora ci spingiamo più in là, grazie al libro di uno studioso americano, Robert Spencer, direttore della Jihad Watch e membro della Free Congress Foundation, oltre che autore di numerose pubblicazioni e di moltissimi articoli sul tema: stiamo parlando di The Politically Incorrect Guide to Islam (and the Crusades), testo in cui approfondisce la sua materia con l'intento di mettere in luce l'essenza dell'Islam, contro ogni appiglio che ancora oggi, dopo l'evidenza violenta e tragica dei fatti, i progressisti ed i buonisti europei (ma anche statunitensi) si ostinano ad ignorare. E' citando versetti coranici, è con la conoscenza maturata in anni di studi ed ereditata da una famiglia islamica, che Spencer divide in due macro-parti la sua trattazione: nella prima metà si tratta di Islam, demolendo ogni luogo comune politically correct che nel girotondismo arcobaleno è stato così tanto ripetuto da diventare quasi anche un nostro pregiudizio al contrario; e nella seconda metà ribalta l'interpretazione storica delle Crociate, dando una nuova chiave di lettura ed aprendoci gli occhi su quello che pochi osavano precedentemente dire.

Pace e tolleranza islamiche

«Uccidete gli idolatri ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati» (Corano 9:5 ed un altro centinaio di versetti che incitano a combattere i miscredenti). Il concetto di pace islamico è da intendersi come pace nella sottomissione ad Allah, e spesso i politici dei Paesi teocratici giocano su questa diversa connotazione del termine per far leva sulla stupidità occidentale. I sincretisti che vogliono un Allah simile al nostro Dio cristiano, facendo una sorta di parallelo tra Maometto e Gesù Cristo, omettono nella comune definizione di profeti (e non entriamo nella disquisizione sulla qualifica divina di Gesù Cristo, per non approfondire argomenti teologici o non rendere troppo soggettiva la nostra analisi) il fatto che il primo fosse, fondamentalmente, un tagliagole.

La predicazione della pace e della tolleranza sono fandonie inventate, in quanto Maometto conquistò con una vita di battaglie e brigantaggio il suo impero, con tanto di condanne a morte (estese anche nei secoli a venire a coloro che rinnegassero la «vera fede»); con tanto di schiavitù molto meno evoluta ed "umana" di quella dell'antica Roma o di uccisioni (a scelta del credente) per i prigionieri; con tanto di fosse comuni e discriminazioni per i tanto tollerati cristiani ed ebrei. Dicano pure gli amici del nemico che sotto l'impero ottomano le altre religioni erano tollerate: non si poteva leggere il Vangelo o la Torah ad alta voce, non si potevano aprire nuovi luoghi di culto, si doveva pagare una pesante tassa chiamata jiza, per nominare solo alcuni aspetti della tolleranza intensa alla maniera maomettana; e per rendere il tutto ancora più pregnante rendiamoci conto che quasi ovunque è ancora così, se non peggio, dove è inconcepibile anche solo una catenina con una crocetta al collo se non per richiamare le persecuzioni della polizia. E molti musulmani vorrebbero che fosse così ovunque.

«Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore» (Corano 4:92) E' il raffinatissimo modo che ha introdotto il Corano, ricordiamo testo sacro rivelato e per questo immodificabile e da interpretare nel modo più fedele possibile, per legittimare l'omicidio verso chi non è musulmano. E' quindi falso anche che ci sia un divieto di uccidere parallelo a quello della Bibbia. Per di più, anche in caso di donne e bambini c'è la gabola che oggi i nostri amici terroristi utilizzano per sentirsi martiri e santi provetti: uccidere donne e bambini di altre religioni è vietato «a meno che essi non stiano combattendo contro i musulmani». Eccoci serviti, noi occidentali: volevamo esportare civiltà e benessere, libero mercato e democrazia? Invece siamo ritenuti imperialisti invasori e possiamo, quindi, lasciarci uccidere anche mamme e piccoli perché... avremmo dichiarato guerra, nonostante il petrolio a 65 Dollari.

Il rispetto islamico per la donna

«L'uomo ha autorità sulle donne perché Dio ha fatto l'uno superiore all'altra» (Corano 4:34) Un altro luogo comune buonista che Spencer attacca è quello secondo cui nella religione musulmana si troverebbe una forma diversa di rispetto per la donna, anzi, un onore nei suoi confronti, nel tenerla velata e quant'altro. Al relativismo che fa capolino, il cinismo dell'autore spezza le ali: la testimonianza di una donna vale metà di quella di un uomo, l'eredità di una figlia è metà di quella di un figlio, la violenza sessuale è inesistente se non è testimoniata direttamente da almeno quattro uomini, altrimenti la colpa è della donna, l'uomo ha diritto alla poligamia e, oltre a questa, può avere tutti i rapporti che vuole con le schiave. Viene da ridere quando si sentono opinionisti moderati islamici, sulle nostre televisioni, che si arrampicano sui vetri cercando di venderci il loro prodotto, sostenendo che le nostre minigonne ed i nostri canoni estetici sono la vera condanna per il sesso femminile... e viene da piangere quando si vedono tante persone crederci, lasciarsi condizionare e difendere ancora un multiculturalismo autolesionista ed autodistruttivo, sembrano i giorni di Danzica.

Le Crociate (ieri ed oggi)

Infine la seconda parte del libro affronta il preconcetto che ormai tutti hanno sulle crociate: così come Paul Berman definiva la nostra filosofia nichilista, al pari anarchica e poi comunista, il seme da cui è germogliato il terrorismo tutto, compreso quello islamico, si sente spesso dire che la guerra santa siamo stati noi ad insegnarla alla Civiltà Islamica. Per cominciare, la grandezza della sopra detta civiltà è tutta da ridimensionare: abbiamo già illustrato come la tolleranza fosse intesa, ora aggiungiamo che i numeri arabi ed il concetto matematico di zero sono indiani (ben precedenti alla nascita di Maometto, e non in uso nei Paesi arabi di oggi); che l'arte e l'architettura delle moschee sono copiate dall'arte bizantina; che l'astrolabio esisteva prima di Avicenna ed Averroè. Cosa rimane? Rimane solo il fatto che gli europei, con le Crociate, non mossero a quella che oggi viene raffigurata come una prima grande prova di imperialismo, ma diedero soltanto «una risposta ritardata a secoli di aggressione musulmana».

Per concludere, abbiamo ragionamenti, abbiamo fatti e citazioni, abbiamo la cronaca e lo scenario internazionale, abbiamo un libro che probabilmente in Italia non arriverà mai se non grazie alla corrispondenza via internet ed un'illuminante articolo di Fausto Carioti (che parla di Libro Nero dell'Islam) su Libero. San Paolo dice «cercate la pace fin quando è possibile», con una concezione per cui «l'uomo non è perfetto», ma deve cercare in ogni modo di avvicinarsi ad esserlo. Noi l'abbiamo cercata fino ad ora. La differenza tra i martiri cristiani e gli attuali terroristi suicidi (smettiamola di chiamarli impropriamente kamikaze: quando i kamikaze rallentavano una resa, precipitando un piccolo aereo, in difesa della propria patria, contro una nave) è che i nostri non sparsero mai sangue altrui, ed anzi trovarono la loro grandezza nel perdono, permettendo di versare il loro stesso sangue; mentre i presunti "martiri" della jihad ammazzano più che possono, pensando solo alle 79 vergini che li intratterranno nel loro paradiso e a quanto odino il fatto che, con la nostra religione, si vive meglio.

! Giovanni Vagnone
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The Politically Incorrect Guide to Islam (and the Crusades)
  • Autore:
    Robert Spencer
  • Editore:
    Regnery Publishing
  • Prezzo: 19,77 €
  • Pagine: 270

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.124 del 25/8/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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