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Madagascar, una travolgente avventura digitale

di Federica Di Bartolo - 9 settembre 2005

Dopo le incredibili animazioni di Shrek e Shark Tale la DreamWorks Animation SKG torna con una nuova, esilarante e avventurosa commedia: Madagascar, che ha già conquistato il pubblico di tutto il mondo e che in Italia è uscita nelle sale il 2 settembre. La sceneggiatura, scritta da Mark Burton, Billy Frolick e Eric Darnel, vede la regia di due grandi animatori: Eric Darnell e Tom McGrath. Il primo ha esordito come regista in Z la formica, il primo progetto d'animazione computerizzata della Dreamworks, e ha realizzato anche molte pubblicità e cortometraggi, come Gas Planet, per cui ha ricevuto un premio come Miglior Film d'animazione al computer del Festival d'animazione di Ottawa. Tom McGrath, oltre che alla regia, ha contribuito anche alla stesura della sceneggiatura e ha prestato la voce a Skipper, uno dei pinguini di Madagascar; lavora nel campo dell'animazione da più di 15 anni ed ha realizzato vari film, tra cui Come cani e gatti.

Per Madagascar, i due registi si sono ispirati ai cartoni animati degli anni Trenta e Quaranta, in cui la comicità nasceva dal movimento dei soggetti. Per questo, qui, abbiamo dei personaggi stilizzati che si ispirano ai 2D, ma sono frutto della moderna grafica tridimensionale computerizzata. Per accentuare l'effetto comico dei loro movimenti, sopratutto le espressioni facciali (occhi che scoppiano, mascelle che si abbassano), è stata quindi applicata la famosa tecnica dello "squash and stretch", schiacciamento e allungamento, usata nei cartoni animati degli anni Quaranta e Cinquanta, che consente di deformare un oggetto o un personaggio per poi riportarlo bruscamente alle dimensioni originali. Un sistema facile da applicare con la matita nei disegni bidimensionali, ma estremamente più complicato nella grafica tridimensionale. La nuova tecnologia, però, ha permesso di applicare questo sistema per la prima volta anche a questi personaggi tridimensionali.

Tutto inizia nello zoo del Central Park di New York, dove gli animali nati e cresciuti in questa "giungla" d'asfalto hanno perso i loro istinti naturali, per cui il simpatico leone Alex (in versione originale, con la voce di Ben Stiller), stella dello zoo, è un grande amico della zebra Marty (Chris Rock), dell'ippopotamo Gloria (Jada Pinkett Smith) e della giraffa ipocondriaca Melman (David Schwimmer). Marty, però, è stufo di vivere in questa maniera così apatica e noiosa secondo lui e, spinto dalla curiosità e da una divertente banda di pinguini (definiti dagli altri animali: psicopatici), decide di allontanarsi per una sera e andare alla Stazione Centrale. I suoi amici non possono far altro che cercare di riportarlo allo zoo e così Alex, Gloria e Melman si avventurano liberi per la città, prendendo la metropolitana per raggiungere la Central Station dove scoppia un putiferio e la polizia non tarda ad arrivare per riacciuffare gli animali scappati dallo zoo. Il gruppo, grazie alle proteste ambientaliste, si ritrova imbarcato per il Kenya, ma la banda di pinguini ha un asso nella manica e riesce ad avere la meglio sugli umani e a far rotta per il Polo Sud.

Le casse in cui sono chiusi Melman, Alex, Gloria e Marty sfortunatamente cadono in mare, approdando su una strana isola con una fantasiosa giungla, un po' naif, ispirata ai quadri di Henri Rousseau, abitata da una tribù di lemuri festaioli guidati dallo strambo ed auto-proclamatosi Re Julian XIII (Sacha Baron Cohen, più noto come Ali G), che con l'aiuto del suo braccio destro Maurice (Cedric The Entertainer), governa l'isola e il suo popolo. Inizia, quindi, la vera avventura in cui i nostri eroi dovranno fare i conti con i propri istinti naturali, come il povero Alex che scoprirà di essere un "predatore"... ma nonostante tutto l'amicizia trionferà, riuscendo a superare qualsiasi barriera ed ostacolo, perfino quello fra le specie e le razze. Come i precedenti, anche Madagascar è stato costruito per poter essere apprezzato sia dai piccoli che dai grandi, per regalare i valori di una volta, per istruire al rispetto della natura, per far ridere di gusto e, perché no?, far ballare al ritmo delle musiche di Hans Zimmer, come I Like To Movie It.

! Federica Di Bartolo
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