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Dalla parte dell'Occidentedi Gianni Baget Bozzo - 9 settembre 2005 Il convegno di Gubbio si apre quest'anno dopo due eventi tragici: la strage di sciiti in Iraq e la grande tempesta che si è abbattuta sulla Louisiana. Ambedue sono carichi di significato drammatico: il primo rende più acuto il conflitto tra sunniti e sciiti, già aperto sul problema del testo costituzionale iracheno, il secondo è forse la maggior sciagura naturale che si sia abbattuta sugli Stati Uniti in tempi recenti. Entrambi gli avvenimenti indicano il dramma che vive la presidenza Bush, chiamata ad affrontare a un tempo una sfida internazionale e una sciagura nazionale. L'immagine di un'America avvilita e prostrata di fronte all'incapacità di limitare il disastro quando si delineava e di assumerne il controllo quando si verificava, ha posto in luce che anche la superpotenza è fragile di fronte agli eventi della natura. Evidentemente, la polemica contro Bush si è innalzata ad alti livelli perché i due eventi sono stati considerati come connessi. In queste circostanze, il ruolo dell'Europa si fa più forte e, non a caso, la solidarietà europea verso gli Stati Uniti non è mancata, come nella decisione di usare scorte europee di riserva di petrolio a sostegno del mercato petrolifero danneggiato profondamente dal venir meno di una parte della produzione americana. Infine l'Europa ha compreso che ciò che nuoce all'America nuoce all'Europa, che la sconfitta degli Stati Uniti è la sconfitta dell'Europa. Ed è significativo che l'America abbia accettato di ricevere aiuti europei come prove della solidarietà occidentale. Il nostro convegno si tiene di fronte al problema della solidarietà con gli Stati Uniti di fronte alle due crisi che essi debbono contestualmente fronteggiare. La politica estera italiana ha raggiunto, con Silvio Berlusconi, il massimo impegno di solidarietà con gli Stati Uniti, al di là degli obblighi giuridici dell'appartenenza alla Nato; ha cioè inteso che il rapporto dell'Europa con l'America nasce da una comune identità, più profonda della divisione segnata dalla barriera dell'Oceano Atlantico. Ora l'Europa si trova di fronte alla necessità di organizzare i suoi rapporti di cooperazione con gli Stati Uniti ad un livello diverso da quello stabilito dalla Guerra Fredda e dalla dissuasione nucleare. In quel caso, era l'America che dava e l'Europa che riceveva. Oggi sappiamo che gli USA non possono abbandonare l'Iraq in mano ai terroristi: non si può trattare con Al Zarqawi come si trattava con Ho Chi Min. I comunisti fanno parte della nostra cultura, gli islamici no. Il terrorismo islamico è al di fuori delle categorie di comprensione della cultura occidentale, ed è mirato contro l'Occidente come civiltà, puntando sull'identità islamica come idea alternativa all'Occidente nato dalla Cristianità. Per questo è grave che Prodi abbia dichiarato l'intenzione di ritirare le nostre truppe dall'Iraq, nel caso di una sua vittoria elettorale, con decisione unilaterale, non concordata con gli alleati della Coalizione dei Volontari. Il nichilismo della sinistra antagonista mantiene il controllo culturale dell'Unione, ed è solo il marginale Mastella ad opporsi a questa linea voluta da Rifondazione e dalle altre componenti della sinistra radicale. Nel convegno di Gubbio riaffermiano la nostra solidarietà agli Stati Uniti, nella convinzione che l'Occidente esiste, che è una cultura e una comunità di storia, legata alle radici cristiane. E' questo concetto che fa la differenza tra la Casa delle Libertà e l'Unione. Se la CdL venisse meno, la politica italiana sarebbe nelle mani non di Bertinotti, ma della sua cultura politica, che è diffusa nella maggior parte delle formazioni culturali e politiche del nostro Paese. L'antagonismo all'Occidente è oggi la forma politica della coalizione guidata da Prodi. Qui a Gubbio Ragionpolitica.it è presente per affermare che crediamo all'Occidente perché ci sentiamo, in esso, figli della Cristianità.
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Ragionpolitica, periodico on line n.126 del 9/9/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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