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6 marzo 2008
 
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Qualcuno gridò al regime anche nella scuola

di David Busato - 16 settembre 2005

E' partito il nuovo anno scolastico. La Riforma Moratti sta dando i suoi primi frutti e la situazione è migliorata. Anni fa i giornali titolavano di cattedre vacanti, di precari da assumere. Oggi l'anno scolastico parte regolarmente con l'assunzione di centoventimila precari (di cui trentacinquemila assunti solo quest'anno). Chi non ricorda i girotondi contro il Governo Berlusconi non solo per la Rai e le pensioni, ma anche per la scuola e l'Università? Intellettuali e non strepitavano, megafoni in mano, nelle piazze, nelle strade, intorno alle sedi Rai. Aiuto è tornato il regime!

Dopo alcuni anni di governo, del comportamento da regime illiberale non si è avuta traccia, anzi. Gridavano al regime, all'allarme democratico, Sartori e tanti altri Professori universitari si opponevano alla Riforma Moratti, la scuola rischiava di essere distrutta, non ci sarebbe stata più libertà né democrazia. Quei luoghi di confronto democratico e pluralista che dovrebbero essere le scuole e le Università rischiavano di diventare centri di lavaggio del cervello. Ne sono state dette di tutti i colori in questi anni e molto spesso ad arte, menzogne atte a diffondere fumo.

Quanto la scuola italiana sia diventata migliore grazie al buon lavoro del Ministro Moratti, è sotto gli occhi di tutti i cittadini accorti. E' chiaro altresì che le riforme hanno bisogno di tempo. Qualcuno ha notato il diffondersi di un regime berlusconiano nella scuola pubblica? Impossibile. Anzi, in ogni scuola c'è sempre stato e sempre rimarrà uno zoccolo duro che parteggia per la sinistra per comodità. Da anni in molti vedono come necessaria una riforma del sistema scolastico, ma non appena arriva una riforma vera e concreta ecco che partono le critiche a priori, rivolte a Berlusconi più che alla Riforma, critiche ideologizzate. Anche Berlinguer, ministro in un precedente governo dell'Ulivo, ha fatto una sorta di riforma scolastica, che venne anch'essa contestata, ma con toni molto soft rispetto alle sassate scagliate contro la Moratti.

Come non ricordarsi della polemica sui libri di storia che, scritti per la maggior parte da storici di sinistra, potevano sembrare lievemente di parte? Ora c'è più equilibrio nella scuola e nei libri di testo scolastici? Un caso clamoroso riguarda l'esistenza, nelle librerie, di uno dei tanti libercoli che spiegano ai maturandi come affrontare lo scritto di italiano, prima prova degli esami di maturità. In questo testo si possono leggere alcuni temi svolti che vertono sull'attualità, in forma di saggio breve e di articolo di giornale. La curiosità sta nel fatto che tutti gli articoli citati e su cui sono svolti i temi sono presi da la Repubblica, quotidiano politicamente neutrale! Non solo. Un titolo di un tema svolto è: Illegalità e giustizia nell'Italia del nuovo millennio. Fin qui niente di male, un titolo come gli altri. Solo che quasi tutto lo svolgimento è la cronaca fedele di quanto detto tempo fa dall'ex procuratore della Repubblica di Milano, quando disse, per intenderci, il triplice «resistere» che destò mille polemiche.

Il suddetto tema, che tema in realtà non è, ma è solo una fedele copiatura di quanto detto da Borrelli, contiene alcune chicche da citare. L'inizio introduce l'argomento: «Un paradiso fiscale, il rifugio di evasori ecc, tutti onesti signori cui lo Stato italiano, bisognoso di rinsanguare le proprie finanze, ha consentito il ritorno in rada [...] A lanciare l'allarme è Francesco Saverio Borrelli [...] L'inchiesta Mani Pulite è stata un tentativo di opporre resistenza ad un sistema [...] Il risultato ora è una giustizia tornata ad essere una giustizia per il potere contro i deboli [...] Sintomatica è in tal senso è la legge che depenalizza il falso in bilancio [...] si inserisce la legge sulle rogatorie, un provvedimento sfrontatamente studiato per frapporre ostacoli [...] un altro argomento riguarda da più vicino la condizione della magistratura: si vogliono separare le carriere dei magistrati, due concorsi diversi [...] la verità è che se vogliono separare le carriere dei magistrati è solo per staccare il corpo della magistratura inquirente dalle garanzia costituzionali, prima fra tutte quella dell'imparzialità. Si è poi parlato di una scuola per la magistratura dimenticando che in tal modo si introdurrebbe il verticismo nella struttura di potere, quello giudiziario, che verticistico non può essere». E poi, alla fine, ci sono il famoso «resistere» ed un commento in cui si dice: «l'auspicio è che la gente, quella comune soprattutto, si risvegli da questa apatia distruttiva e prenda coscienza di sé, reagendo con rinnovato spirito e con rinnovato vigore morale». Ora, cosa deve pensare un ragazzo di diciott'anni? E poi dove sta l'equilibrio e la democraticità? La par condicio è quella che propone un tema, riportando solo l'opinione di una personalità schierata ed inoltre presa da un giornale schierato? Forse il vero regime è questo. La libertà era a rischio? Ma quale libertà? Forse quella di far sentire solo una campana.

! David Busato
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Ragionpolitica, periodico on line n.127 del 16/9/2005
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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