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numero 280
6 marzo 2008
 
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Fondamentalisti: l'insidia è in Occidente

di Gianni Baget Bozzo - tratto da Panorama del 16 settembre 2005

Con l'istituzione della Consulta degli islamici italiani, Pisanu ha aggiunto un altro tassello alla politica del Governo Berlusconi nei confronti dell'immigrazione islamica in Italia. La linea scelta dall'esecutivo tende all'integrazione degli immigrati musulmani che risiedono legalmente nel nostro territorio e per questo chiede loro di accettare la lettera e lo spirito della Costituzione italiana. Non è quindi una politica multiculturale: si riconosce la differenza e si chiede che essa non crei un diritto eccezionale e una società a parte nella società italiana. Il multiculturalismo, nella sua accezione originaria, significava la non ingerenza del Governo nella vita della comunità musulmana e il lasciare quindi che essa crescesse secondo le sue regole, senza proporre il riconoscimento dei criteri di vita propri della comunità che li ospita.

Il multiculturalismo non ha retto la prova del fondamentalismo e del terrorismo islamico in Paesi che l'hanno praticato come un principio fondamentale della loro stessa concezione della politica. Hanno cioè pensato che il mondo islamico si integrasse spontaneamente nella società europea e che le differenze fossero immediatamente regolate secondo i criteri del diritto occidentale. Il multiculturalismo consiste curiosamente nel pensare che il modo di vita occidentale, proprio per il livello di diritti che consente agli immigrati, li conduca ad accettare il modo di vita della comunità ospitante come valore proprio. Ora, nel caso dell'Islam ciò non avviene perché il senso della religione fa parte, in esso, dell'appartenenza ad una società universale, la comunità islamica. Le regole codificate dal Corano e dalla tradizione islamica fondano una concezione così unitaria della vita sociale e danno un senso di identità così forte che essa prevale sugli stessi vantaggi economico-sociali fruiti in Occidente dagli islamici immigrati. E' così divenuto inevitabile, a causa del terrorismo, che gli Stati occidentali adottino la medesima linea di intervento, nella vita del culto musulmano, scelta dagli Stati dei Paesi musulmani, i quali nominano l'imam e controllano la loro predicazione nelle moschee.

E' importante notare che il terrorismo in Occidente da parte dei fondamentalisti islamici sia nato proprio negli immigrati. Ciò fa pensare che il fondamentalismo islamico si sia unito a una tendenza antioccidentale che prevale nell'Occidente stesso. La fine del comunismo ha lasciato un grande vuoto morale ed è accaduto che un pensiero nichilista, rivoluzionario senza rivoluzione, utopista senza utopie, si sia impadronito di tanta parte della cultura occidentale e ne sia divenuto parte dominante. Il terrorismo islamico che colpisce i simboli dell'Occidente è molto diverso dall'Islam tradizionale che non è né liberale né tollerante, impone la propria religione ma non ha quella volontà di distruzione e di male, di puro nichilismo, che compare negli attentati nati da islamici occidentalizzati, in cui il fondamentalismo islamico si è congiunto all'odio occidentale per l'Occidente.

Per questo occorre intervenire perché questo pensiero nichilista, in sé non islamico, non pervada il mondo musulmano europeo creando la passività nei confronti della minoranza terrorista.

! Gianni Baget Bozzo
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Ragionpolitica, periodico on line n.127 del 16/9/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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