|
|||||||
|
|
La scuola autoreferenziatadi Rita Bettaglio - 23 settembre 2005 Da pochi giorni in tutta Italia le scuole hanno riaperto i battenti. In alcuni casi li hanno letteralmente sbattuti in faccia a famiglie e bambini. La mia, purtroppo, non è una battuta, ma l'amara realtà. Da tutto il Paese si moltiplicano le segnalazioni più disparate: disservizi, disinformazione, soprusi belli e buoni. Se volete degli esempi non avete che da scorrere le pagine dei giornali di questi giorni. I poveri genitori, con i loro poveri bambini al seguito, nella maggior parte dei casi non sono stati neppure informati delle nuove possibilità che la scuola offre loro. I pochi che, per una particolare sensibilità o solo per caso, hanno avuto notizia delle nuove chances per sè e per i propri figli, spesso sono rimasti inascoltati dai dirigenti scolastici di buona parte della penisola. Ovviamente non si può fare di ogni erba un fascio, perchè ci sono fior di galantuomini e di gentildonne nella scuola che davvero credono in ciò che fanno e che hanno informato i genitori. Ma molti non lo hanno fatto. Facciamo un esempio: le 27 ore della scuola primaria (ex elementare). Quanti genitori sono stati informati dalla scuola che l'obbligo scolastico è fissato dalla legge di riforma scolastica in 27 ore settimanali cui si possono (e non si devono) aggiungere 3 ore opzionali? Quanti, all'atto di iscrizione dei loro figli, hanno trovato l'opzione "27 ore" sul modulo scolastico? In quante scuole è stato seguito il dettato della Circolare Applicativa 29 del 15/03/04, emanata per impartire «istruzioni e indicazioni, con riferimento alla scuola d'infanzia, alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado, sulla portata e sugli ambiti di alcuni istituti ed attività, al fine di dirimere eventuali incertezze interpretative»? Per farla breve si tratta di una circolare che spiega a chiare lettere come applicare la riforma scolastica per asili, elementari e medie. Ebbene, questa circolare dice espressamente, al paragrafo 2.2: «le famiglie contribuiscono, in maniera attiva e partecipata, alla definizione dei percorsi formativi dei propri figli, nel rispetto delle loro vocazioni, capacità, attitudini ed inclinazioni, anche attraverso la scelta delle attività educative, da svolgere nell'orario facoltativo opzionale». Avete capito? Si parla di vocazioni, capacità, attitudini ed inclinazioni e di contributo da parte delle famiglie alla definizione dei percorsi formativi dei propri figli. Sembra un sogno, quello che i genitori hanno sempre desiderato. Finalmente i propri figli considerati persone con vocazioni, capacità, attitudini e inclinazioni, non solo numeri per giustificare la dotazione di organico delle scuole! Finalmente le scuole, che da sempre richiedono continui atti di fede da parte dei genitori che affidano loro i figli, avrebbero riconosciuto che coloro che hanno messo al mondo i piccoli alunni e li conoscono meglio delle proprie tasche avevano il diritto di dire la loro! Ma il sogno, purtroppo, in troppi casi è rimasto tale, quando non si è trasformato in incubo. Chi è stato fatto partecipe della definizione dei percorsi formativi dei propri figli alzi la mano e, per favore, ce lo faccia sapere. Chi ha potuto scegliere liberamente il tempo scolastico di 27 ore per le elementari e le medie faccia un fischio, perchè io, nel mio circondario, non ne ho incontrato uno. Io avevo chiesto le 27 ore per mio figlio che ha iniziato la seconda elementare in una scuola della provincia di Genova. Ho dovuto fare la domanda su un foglio qualunque, perchè la scuola non aveva neppure approntato i moduli per la scelta del tempo scolastico. Mano male che ho fatto protocollare la richiesta, almeno ne conservo testimonianza. Risultato? Se voglio far fare 27 ore settimanali a mio figlio, lo devo portare a scuola il martedì dalle 8.20 alle 12.20 e dalle 15.20 alle 16.20 ed il giovedì dalle 8.20 alle 10.20 e dalle 11.20 alle 16.20. Non fa una grinza: sono 27 ore. Ma queste acrobazie le dovrebbe fare un bambino di neppure 7 anni! Come posso mettere mio figlio in questa situazione? Dove sta il rispetto per il minore? Eppure tutti proclamano solennemente che i bambini sono titolari di diritti inalienabili, garantiti dalla Carta dei Diritti del Bambino, nonchè dalla Costituzione! Se io dessi uno schiaffo a mio figlio sulla pubblica via, troverei certo qualcuno pronto a rimproverarmi. Ma se lo schiaffo (e che schiaffo!), lo dà un istituto scolastico, va tutto bene. Telefono Azzurro, dove sei? Il problema è, purtroppo, che in molti casi la scuola o, meglio, alcuni nella scuola, sono convinti di essere autoreferenziati, "auto-nomi", nel senso di legislatori di se stessi (e, evidentemente, anche degli altri) e giocano a cercar bizantini cavilli per dettar legge oltre la legge. La normativa non dice che le ore opzionali vanno messe al termine delle lezioni? Bene, allora mettiamole in mezzo alle lezioni, così tutti dovranno rinunciare alle 27 ore! Alcuni, poi, dicono che se tutti scegliessero le 27 ore, si perderebbero posti di lavoro. Non gli è giunta voce che la Moratti ha assunto migliaia di insegnanti ed altri ne assumerà a breve? Lo spauracchio della perdita di posti di lavoro davvero non regge! Agli autocrati della scuola voglio dire solo questo: vi ricordate di essere stati anche voi un giorno seduti in un banco della scuola elementare, col grembiulino ed il fiocco al collo, di fronte ad una maestra che era sempre a scuola (allora le maestre non si ammalavano quasi mai), sei giorni su sei, e che è stata la prima a mettervi in grado di tenere una penna in mano? Cosa scrivete ora voi con quella penna? Voi avete ricevuto dalla scuola,molto: ora cosa date?
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.128 del 23/9/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||