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Il Governo lotta contro i signori del nodi Giovanni Calabresi - 30 settembre 2005 Parlando di obiettivi conseguiti dal Governo Berlusconi, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio è sicuramente in prima fila. Non si tratta solamente di risultati - per così dire - materiali, ma soprattutto di una trasformazione profonda nel sentire e nel percepire le politiche ambientali. Si tratta di una nuova filosofia non più centrata sulla dea natura avversaria dell'uomo e da lui minacciata, ma fondata sul proficuo scambio e sulla virtuosa integrazione tra persona umana e creato. Già all'apertura del semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea, nel luglio 2003, al vertice di Montecatini dei Ministri dell'Ambiente e dell'Energia, l'Italia fece scuola con una formula semplice, recepita da tutti i Paesi partecipanti: «L'ambiente non deve essere percepito come un insieme di vincoli e di divieti da rispettare, ma come un'opportunità di sviluppo e di crescita nel rispetto della natura». Semplice; forse talmente semplice da risultare, nella realtà dei fatti, una enorme e banale verità, ma anche il principio metapolitico ispiratore di tutta una serie di misure e progetti portati avanti dal Governo italiano in questi cinque anni di legislatura. Figlia di questa filosofia, la nuova legge delega in materia ambientale, mirante, appunto, ad assegnare all'esecutivo il compito di riscrivere la normativa relativa alla tutela dell'ambiente e del territorio, nei suoi principali settori. Una legge necessaria a sfoltire e semplificare la vecchia legislazione, ma anche ad introdurre una nuova visione dell'ambiente mirata allo sviluppo sostenibile. Basta pensare al settore della Protezione dell'Ambiente e delle Aree Protette. Questo governo ha creato nuovi Parchi terrestri e marittimi e rivalutato quelli esistenti, "costringendo", dove necessario, gli enti gestori ad un'azione non solamente mirata alla protezione e alla tutela delle specie floreali e faunistiche, ma ad un'attività di promozione e sviluppo basata sulla valorizzazione delle tradizioni culturali ed enogastronomiche locali. Un parco è anche una comunità, una storia, un cuore pulsante. Ma la spinta propulsiva dell'esecutivo si è manifestata anche nella filosofia di approccio al problema dello smaltimento dei rifiuti. Una linea di pensiero e azione osteggiata da una sinistra ambientalista chiusa alla modernizzazione ed alla tecnologia. Parola d'ordine del Ministro Matteoli: puntare sui termovalorizzatori dell'ultima generazione. Non si può continuare a limitarsi alle discariche per poi, nelle emergenze, ricorrere alla vergognosa esportazione dei rifiuti. Senza un approccio moderno lo scenario che si profila all'orizzonte è rappresentato da tante "Crisi Acerra". Insomma, se c'è un limite all'operato del Governo, esso prende il nome di ambientalismo che, anche sul piano delle energie alternative, boccia senza speranze sia l'eolico, perché paesaggisticamente impattante, sia il nucleare perché pericoloso e costoso. Intanto, in Europa, l'Italia è il Paese in cui l'applicazione del Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas serra nell'atmosfera comporta un costo economico maggiore per i cittadini. E dire che fino a qualche tempo fa, per la sinistra, il vento rappresentava la soluzione a tutti i mali. Così, siamo costretti a comprare energia dalla Francia. Lei sì che ce l'ha il nucleare e se lo coccola ben bene perché le consente di fare affari anche con i Paesi che hanno gli ambientalisti in casa. Qui, inoltre, sono pronte centrali dell'ultima generazione che, per noi, purtroppo, rimangono sogni. La sinistra, per difendersi, afferma che anche gli altri Paesi europei stanno facendo marcia indietro sul nucleare, ma - sinceramente - ci piacerebbe sapere dove lo hanno letto. Comunque una certezza c'è. Se domani il Governo incominciasse a puntare sul fotovoltaico, sicuramente qualcuno avrebbe da ridire. Vuoi vedere che anche il sole inquina? Giovanni Calabresi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.129 del 30/9/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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