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L'armata rossadi Gianni Baget Bozzo - 6 ottobre 2005 Combattiamo non contro una sinistra europea, ma contro uno tsunami elettorale. Tutte le culture politiche italiane, dai trotzkisti critici a sinistra di Bertinotti ai radicali filo-americani, dai Comunisti Italiani a Di Pietro, dai cattolici dell'Udeur e della Margherita al laicismo di Rifondazione e dei socialisti, tutta la storia italiana del ‘900 è nell'Unione. Non è una parzialità, è una totalità. Ricorda l'unità contro il fascismo della fondazione della Repubblica o l'arco costituzionale, ma va ben al di là di queste memorie. Un'alleanza di tutti i partiti storici che hanno segnato la politica italiana di tutto il secolo passato è un fatto sorprendente e radicalmente nuovo. Esso indica chiaramente che tutto ciò che non è dentro l'Unione non ha diritto di esistere: è una riduzione all'Unione di tutta la politica italiana. Fuori, ci sarebbe veramente il nulla. Tutto questo solo per abbattere Berlusconi, cioè infine un uomo solo, che ha creato una realtà rappresentativa di un popolo che è diverso dall'insieme dei partiti storici italiani. Ciò mostra una situazione eccezionale, cioè la volontà di annullare il voto e la rappresentanza di metà dell'elettorato italiano e di quel movimento che intendeva creare un'Italia bipolare. L'Unione non è un polo, è un tutto; la violenza delle sue parole indica la violenza della sua realtà. Non è una lotta politica, è di fatto un annuncio di regime, un fatto violento entro cui, non a caso, vive la tradizione rivoluzionaria della sinistra italiana, decisa ad esistere solo come unità totale contro il nemico assoluto. Non esiste, nel mondo delle democrazie, un'altra situazione politica di questo genere, e noi sosteniamo che l'Unione è ancora il frutto di una volontà di imporre una totalità che ha per centro se stessa. Ancora una volta, la scelta è quella tra la libertà e il regime che fa della militanza e dell'ideologia la giustificazione della democrazia. La Casa delle Libertà voleva instaurare una democrazia rappresentativa autentica, il rapporto tra popolo e governo. Se essa fosse sconfitta, il gioco politico italiano diverrebbe una partita tra i vincitori. Avremmo un governo debole per le sue contraddizioni, ma un dominio forte dei vincitori sui vinti, dei militanti sugli elettori. Spiegare che questa non è una lotta per un governo, ma una lotta per la libertà, è lo scopo di questa rubrica. Siamo forse i soli a dire queste cose, ma non siamo soli a pensarle e siamo certi che non saremo soli a votarle.
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Ragionpolitica, periodico on line n.130 del 7/10/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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