|
|||||||
|
|
Libertà di studio e libertà di sinistradi Giovanni Vagnone - 14 ottobre 2005 La libertà della sinistra è qualcosa che spesso viene richiamato come valore fondante e cavallo di battaglia, nel porsi in antagonismo ad una destra che sarebbe sempre prevaricatrice e priva di consenso. Anche se spesso la realtà dei fatti dimostra il contrario. Il caso in questione s'è svolto a Torino, lunedì scorso, e lo scenario è stato quello studentesco dell'Università. Il Rettore, professor Pelizzetti, ha decretato la sospensione delle lezioni, cui ha attribuito la volontà di rendere gli studenti «liberi - appunto - e liberi di scegliere». Nel frattempo, infatti, si stava tenendo l'assemblea plenaria indetta dal coordinamento dei ricercatori dell'Università e del Politecnico e dal Coordinamento studentesco No-Moratti, a cui tutti, bene o male, erano invitati a partecipare. La situazione ingenerata è stata di smarrimento, in quanto alcuni professori si sono comunque presentati nelle loro aule, che a volte erano chiuse, a volte aperte. Molti studenti, quelli pendolari dalla provincia e quelli della città dalle loro case, sono arrivati senza sapere nulla della «serrata». Le risposte da parte del mondo studentesco non si sono fatte attendere, e sono giunte prevalentemente dal centrodestra del mondo accademico: Obiettivo Studenti, movimento di giovani cattolici legato a Comunione e Liberazione e molto rappresentativo all'Università di Torino, si è incaricato della distribuzione di un volantino di protesta, della comunicazione della propria posizione direttamente all'ufficio del Rettorato e, insieme al Fuan, per mezzo della presidentessa Augusta Montaruli, dell'intervenuto-intervista per voce dell'ex presidente del Senato degli Studenti Michel Corrado, in un articolo di Marco Traverso, apparso su Il Giornale del Piemonte il 12 ottobre. Corrado spiega chiaramente la situazione: «la decisione del Rettore è stata presa unilateralmente ed ha sospeso in tutto l'ateneo l'attività didattica. Questo tipo di provvedimento è utilizzato solo per cause di estrema e grave necessità, così come è successo in occasione delle alluvioni degli anni scorsi. Questa decisione ci ha obbligato a non frequentare le lezioni, perché sospese.» Nel volantino di Obiettivo Studenti, dopo l'accusa all'irresponsabilità dimostrata dal Rettore nell'utilizzare un decreto di portata generale per simili fini, si legge la provocatoria proposta di sospendere le lezioni anche alla prima nevicata dell'anno, per permettere una regolare giornata di sci. La pertinenza alla vita formativa universitaria sarebbe più o meno la stessa. Il fatto è che il provvedimento non è stato in alcun modo comunicato agli studenti e gli stessi professori ne hanno ricevuto notizia inadeguata. La libertà che giustificava la sospensione delle lezioni era, come sempre a sinistra, una libertà a senso unico. Libertà di assistere all'assemblea plenaria, ma non libertà di seguire regolarmente le lezioni, per cui tra l'altro si pagano tasse tutt'altro che basse, e giustappunto con termine scaduto la settimana precedente. Per far capire subito come si investono i propri soldi e per avere dalla propria parte anche tutti quegli studenti che potrebbero anche non sentire come propria la battaglia dell'ateneo contro la riforma Moratti, idea molto strana per un pensatore di sinistra eppure non tanto incredibile per tutti quelli che hanno votato per il centrodestra alle ultime elezioni politiche. In merito alla questione, poi, è evidente il carattere ideologico della protesta: non ci stupisce più l'occhio di riguardo del Rettorato per tutte le iniziative di estrema sinistra nell'atrio di Palazzo Nuovo (la sede delle Facoltà Umanistiche), come l'occupazione della scorsa primavera durata un paio di mesi, con vari esponenti di centri sociali ospiti fissi e fornelli accesi all'ora dei pasti, o come le raccolte di firme e fondi per la resistenza irachena o palestinese, o come l'occupazione in pianta stabile di tanti spazi che dovrebbero essere di tutti gli studenti, non soltanto di alcuni, più prepotenti di altri. Il lenzuolo che accoglie lo studente invitandolo a boicottare la Moratti non spiega quali posizioni abbiano i giovani contestatori (e a quanto pare anche i meno giovani che li appoggiano) e l'assemblea si è svolta in difesa del vecchio sistema dei baronati (che tutti criticano unanimemente, ma contro cui nessuno ha intenzione di muovere un dito) e contro l'impianto del 3+2 che, quando era stato approvato durante il governo Prodi, non aveva stupito nessuno. Ma la materia che vogliamo trattare qui trascende il caso concreto, è solo l'evidenza del fatto che la libertà della sinistra non è la libertà che vogliamo noi, perché è una libertà funzionale alle proprie battaglie che prevarica la libertà altrui. Ben vengano persone come Corrado e i movimenti studenteschi che sappiano opporsi a questo sistema, ormai fin troppo diffuso, e che si avvale di tutti gli strumenti più potenti che nell'Università, ma anche nel mondo amministrativo ad ogni livello, sono a disposizione. Tutto questo mentre continuiamo ad augurarci una libertà non più della sinistra, ma dalla sinistra, una libertà in senso concreto, senza prese in giro e senza strumentalizzazioni. E' facile fare scioperi e manifestazioni con tanti intervenuti, se si coinvolgono bambini (com'era successo per le manifestazioni contro la scuola) o studenti anche dissenzienti dall'iniziativa: è facile farsi forti dell'inganno delle cifre. Ma questa non è né politica, né responsabilità, è solo caciara.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.131 del 14/10/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||