RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

I Guardiani della Notte

di Federica Di Bartolo - 28 ottobre 2005

Direttamente dalla Russia un horror fantasy che dà una nuova linea di tendenza e lustro al cinema di questo Paese: I Guardiani della Notte, diretto dal regista-sceneggiatore Timur Bekmambetov, che è stato definito «il nostro Tarantino» dal regista russo Nikita Michalkov - tra i suoi lavori: Sole ingannatore (1994), premio della giuria al festival di Cannes e Oscar come miglior film straniero, quindi Il barbiere di Siberia (1999). Timur Bekmambetov è molto conosciuto per aver diretto più di 600 spot pubblicitari e video musicali per marche famose come Coca-Cola e Apple, fino ad approdare al cinema, dove ha esordito nel 1994 con The Peshavar Waltz sulla guerra in Afghanistan e poi The Arena, co-prodotto con Roger Corman.

Il film è tratto dal romanzo del prolifico autore Sergei Lukyanenko; Night Watch è il primo di una trilogia (Day Watch e Dusk Watch) che è stata definita dai critici come «uno spartiacque nella letteratura russa». La storia racconta delle battaglie sovrannaturali che scoppiano nelle affollate strade della moderna Mosca. La scelta di ambientare i romanzi nel presente, secondo gli studiosi, ne ha favorito la diffusione, trasformandoli in classici di culto e alla moda, tanto che ne sono state vendute circa 500.000 copie; grazie al film se ne sono poi aggiunte altre 2,5 milioni.

I Guardiani della Notte è stato realizzato con soli 4 milioni di dollari e in poco tempo ha superato anche film come Il Signore degli anelli-Il ritorno del Re e Spider Man 2, affermandosi sulla scena internazionale come candidato russo per l'Oscar al miglior film straniero del 2004. E' ricco di effetti speciali, realizzati mettendo insieme ben 42 piccole aziende da Mosca a San Pietroburgo fino a Kiev, ognuna con un campo d'azione specifico, che hanno lavorato insieme per tutto il periodo di post-produzione (1 anno), regalandoci 28 minuti di immagini generate al computer cariche di magia e di spettacolarità, certo non a livello di Matrix e Costantin, ma comunque decisamente molto belle.

Il film è interessante e piacerà certamente non solo agli appassionati del genere fantasy, ma anche ai patiti degli effetti speciali; così come la splendida colonna sonora composta da Yuri Poteyenko, che segue lo sviluppo degli eventi. Nel film è presente un certo realismo grazie alle varie vicende personali di alcuni personaggi, cariche dello spirito degli uomini russi e del loro modo di sentire e vedere le cose, storie contemporanee.

Nel ruolo del protagonista, Anton Gorodetsky, troviamo Kostantin Khabensky, uno dei più popolari attori russi; nei panni del leader della «Guardia Notturna» abbiamo Valdimir Menshov, regista del film vincitore dell'Oscar Mosca non crede alle lacrime. Il leader della «Guardia Diurna» è interpretato da Victor Verzhbitsky, che ha già lavorato con il regista Timur Bekmambetov. Tutti gli interpreti sono di origine russa ed hanno quindi una preparazione basata sul metodo Stanislavkji; ciò ha permesso, secondo quanto dice il regista, l'inserimento all'interno del genere fantasy di personaggi molto profondi e relazioni complicate.

I Guardiani della Notte è un genere completamente nuovo per il cinema russo, un film che oltretutto è ambientato nella Russia contemporanea, in più di 200 location autentiche di Mosca, tra cui la famosa Piazza Rossa, anche se la maggior parte delle riprese si sono incentrate vicino e dentro la Torre Ostankino (in russo significa «resti»), l'altissima torre delle comunicazioni nel settore nord-occidentale della città. L'idea di questa ambientazione è nata al regista, Timur Bekmambetov, dal fatto che «i russi hanno la tendenza a vergognarsi delle loro proprietà, delle loro semplici e vecchissime sedie o delle loro auto rumorose e scassate, così come degli sporchi palazzi di cemento in cui vivono. Noi pensavamo che fosse triste, perché nessuno può permettersi di stabilire cosa sia bello o brutto. Così abbiamo creato delle storie che spiegano perché una vecchia sedia può essere quella migliore o perché quella vecchia macchina è così solida ed affascinante. E questo sembra aver avuto un impatto sulla gente».

! Federica Di Bartolo
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.133 del 28/10/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata