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Quale verde per i Verdi?di Gianluca Boari - 21 ottobre 2005 Meglio un albero oggi o un parco domani? Meglio un albero oggi e anche un parco domani, verrebbe facilmente da dire. Un po' come la storia della gallina e dell'uovo. Quando nelle nostre città assistiamo, purtroppo raramente, alla volontà dei politici locali di tentare di voler risolvere i problemi della viabilità e della scarsità di verde, dovremmo tutti rallegrarci e stappare bottiglie di spumante. In realtà quando tutto questo viene portato avanti da una giunta di centrodestra ecco fiorire prati di distinguo e comitati fotocopia da parte del campo politico opposto. I partito dei Verdi, organismo politicamente modificato, in parte per convinzione e in parte (grossa) per speculazione politica, porta, anche nell'ambito della discussione sui provvedimenti delle amministrazioni locali, il solito carico di catastrofismo e di disinformazione. Contestualizziamo il ragionamento e parliamo ad esempio di Milano, una città in forte trasformazione economica, sociale e territoriale. Il cambiamento della più grande città del Nord è guidato da un'amministrazione di centrodestra che governa da quasi nove anni ed ha coraggiosamente avviato una serie di grandi interventi dopo anni di stasi pressoché totale a causa della crisi dei partiti della Prima Repubblica e di Tangentopoli. Ovunque, in città, ma soprattutto nelle periferie delle grandi aree dismesse, stanno crescendo nuovi quartieri immersi nel verde che contribuiscono allo sviluppo di un tessuto urbano policentrico. I nuovi parchi e i nuovi giardini nascono dove prima c'era solo cemento e degrado. Si possono, ad esempio, ricordare il Parco Maserati che si sta sviluppando al centro di un nuovo quartiere residenziale ove un tempo vi erano gli stabilimenti dell'Innocenti-Maserati; la Collina dei Ciliegi nel quartiere Bicocca, importante polo universitario; il Parco delle Cave che sorge al posto di una radura e ospita un ambiente acquatico fondamentale dal punto di vista naturalistico; il Parco San Rocco realizzato attorno ad uno dei tre nuovi depuratori delle acque cittadine. Tanti altri esempi potrebbero essere ancora portati e tante altre aree verdi stanno sorgendo e sorgeranno nei prossimi anni. Nonostante quanto detto dovrebbe rappresentare qualcosa di positivo per tutti, non è tale per chi fa dell'ambientalismo militante uno strumento di lotta politica anticapitalista e contro la proprietà privata. Credete che i Verdi si lascino andare ad apprezzamenti nei confronti dell'amministrazione per questo? Ma neanche per idea. Il verde «di destra» non è degno di considerazione per loro. Il Comune di Milano, ben conscio del problema della viabilità e della mancanza di posti auto non solo per i pendolari, ma anche per i residenti, ha avviato da tempo, accanto alle grandi realizzazioni ambientali menzionate, una serie di iniziative per il recupero e la valorizzazione di piazze alberate invase dalle automobili, anche attraverso la realizzazione di parcheggi sotterranei. I parcheggi vengono realizzati da società private e cooperative di residenti senza oneri a carico del Comune (ottenendo inoltre denari per nuovi interventi pubblici) consentendo ai cittadini di acquistare l'uso di tali spazi per un periodo di novanta anni a prezzi molto ridotti rispetto a quelli di mercato. Questi interventi, che permetteranno di liberare la superficie dalle auto in sosta abusiva, migliorando la viabilità e l'estetica complessiva della città, causano inevitabilmente dei disagi per l'apertura dei cantieri. Tali disagi diventano per Verdi e verdastri ghiotte occasioni per diffondere tra i cittadini disinformazione ed allarmismo. I rari abbattimenti di alberature per consentire il recupero delle piazze e la cantierizzazione delle stesse vengono spesso definiti come «crimini compiuti allo scopo di favorire il profitto di chi costruisce i posti auto» o, ancora, «si utilizza suolo pubblico per l'interesse di pochi proprietari privati». Dietro ad affermazioni di questo tenore si cela, e nemmeno tanto bene, la solita cultura vetero-comunista che vede nell'intervento e nelle iniziative private il male assoluto. Nei confronti di chi è abile a speculare persino sugli alberi la risposta migliore sono la continua denuncia di questi comportamenti e la pubblicizzazione di quanto viene realmente fatto per una città più misura d'uomo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.132 del 21/10/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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