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6 marzo 2008
 
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Filmpolitik

di Paolo Della Sala - 11 novembre 2005

Ogni settimana che passa affida agli inconsapevoli lettori delle recensioni dei film settimanali, presenti all'interno del Venerdi di Repubblica, perle di rara saggezza, ma anche scelte politiche discutibili, perché intervengono in forma apparentemente neutrale. In un commento il critico Renato Venturelli così presenta il film Men of Honor, con De Niro e Charlize Theron: «Un ragazzo nero si mette in testa di diventare primo palombaro della Marina americana ma...deve superare una serie di ostacoli: prima il razzismo imperante tra i militari Usa e un durissimo corso di addestramento... [poi] finisce come tutti i marinai neri a fare il lavapiatti per i colleghi bianchi e viene quindi tartassato dall'istruttore De Niro». Definizioni del «razzismo» americano così generalizzate e icastiche non sono «razziste» esse stesse?

Ma siamo partiti dal giudizio su questo film per arrivare a ben altro: infatti Men of honor è siglato come arancione («da vedere con i genitori», così recita il minculpop redazionale). Fin lì niente di grave. Diventa però preoccupante scoprire che sabato 5 novembre i film Z la formica (un cartoon!), Mowgli-Il libro della giungla (rifacimento del libro) e Robin Hood, principe dei ladri - con Kevin Kostner - sono ugualmente bollati come arancioni. La questione è: per ignoranza o altro? Ma il sospetto di una esplicita volontà censoria diventa una certezza se consideriamo questi due dati: l'8 novembre il film Il Mostro del «compagno» Benigni, di argomento certamente più scabroso dei precedenti, nonostante i frizzi e i lazzi del fine contrabbandiere di un Dante zapaterista, viene contrassegnato come verde (in tutta la settimana sono solo sette le pellicole «verdi», secondo i severi tribuni della plebe bocca-scalfariani). La deformazione del gusto degli spettatori raggiunge il vertice lunedi 7 novembre, quando il film I Dieci Comandamenti di Cecil B. De Mille, con Yul Brinner e Charlton Heston, viene censurato col bollino arancione!

Se non credete ancora che la Cinecittà veltroniana e scalfariana sia sottilmente peggiore di quella di Mussolini, convincetevi con quest'ultimo confronto: venerdi 11 novembre il film Lolita, con Jeremy Irons e la Griffith, più greve e «hard» dell'ironico film di Kubrik, riceve lo stesso bollino arancione de I Dieci Comandamenti: Lolita può essere visto con i genitori, I Dieci Comandamenti idem, Il Mostro invece è consigliato anche pure ai lattanti. Siamo giunti al grado zero del giustizialismo, esteso alla cultura e allo spettacolo. La questione non è limitata soltanto all'impartire insegnamenti incongruenti o errati. Il punto è che si tratta di suggerimenti occulti. Infatti fino a oggi chi poteva credere che persino nei consigli sulla scelta serale televisiva potesse intervenire la volontà di formare le opinioni delle famiglie?

! Paolo Della Sala
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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