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La Cgil tenga giù le mani dagli studenti, senza se e senza ma

I dati Unla sull'analfabetismo sono una vera bufala

di Francesco Pasquali - 19 novembre 2005

Quella del 17 novembre è solo l'ennesima manifestazione politica contro la riforma Moratti, realizzata, ancora una volta, grazie all'essenziale aiuto della dispendiosa macchina organizzativa del sindacato, che, in evidente delirio di rappresentatività, avrebbe addirittura voluto dare alla mobilitazione una connotazione mondiale. È stato davvero ridicolo, infatti, il tentativo di far passare la mobilitazione per una specie di «primo maggio studentesco», sfruttando la commemorazione del massacro degli studenti cecoslovacchi a Praga nel 1939 a opera dei nazisti. È in corso un palese ed irresponsabile tentativo, da parte del sindacato, di utilizzare la riforma Moratti come pretesto per dar luogo ad un vero e proprio scontro sociale da svolgere all'interno delle scuole e delle università, strumentalizzando gli studenti, attraverso appendici quali l'Udu e l'Uds per la Cgil, e i poco pacifici Collettivi per i Cobas.

Il sindacato, con la sua sinistra intenzione di strumentalizzare le diverse istanze degli studenti e dei lavoratori, cercando di convogliarle in un unico filone di protesta, ci riporta con la memoria a quei maledetti anni '70, anni in cui l'innaturale sodalizio tra l'ormai sepolto movimento operaio e il movimento studentesco partorì anche dei mostri. Gli anni '70, è bene ricordarlo ai sindacati, non torneranno per questioni storiche-sociali, ma soprattutto nessuno ne sente la nostalgia. Un simile atteggiamento non può essere giustificato, ne tanto meno, come accaduto in alcuni atenei durante le occupazioni, può essere assecondato. In perfetto sindacalese, quindi, alla Cgil va rivolto l'invito a tenere «giù le mani dagli studenti senza se e senza ma».

Ormai, intorno al mondo dell'istruzione e nello specifico alla riforma Moratti, sono state abilmente costruite delle vere e proprie leggende metropolitane. La più recente è quella circolata intorno al numero degli analfabeti in Italia. Una fantomatica ricerca, illustrata alla presenza di Sergio Zavoli e di Tullio De Mauro, dall'altisonante nome La Croce del Sud - Arretratezza e squilibri educativi nell'Italia di oggi, condotta dal signor Saverio Avveduto e pubblicata dalla sedicente Universita' di Castel Sant'Angelo dell'Unla, ha diffuso dei numeri a dir poco inesatti.

Dalla ricerca risultava che «sei milioni di italiani sono da considerarsi analfabeti. Si tratta dell'11,11% della popolazione dai 6 anni in poi». Ebbene, nonostante l'evidente astrazione del dato, esponenti dell'opposizione (come Bianchi della Margherita «questo governo purtroppo ha solo promesso posti di lavoro, senza far nulla di concreto e sono le regioni del Sud d'Italia a pagare il prezzo piu' alto») e del sindacato (come il segretario nazionale Spi Cgil Lucio Saltini «un fenomeno preoccupante che aumenta le differenze tra i cittadini e incrina la coesione sociale») non hanno esitato a fare della spicciola speculazione con relativa figuraccia. La «notizia» ha conquistato diverse prime pagine di autorevoli e solitamente attenti quotidiani come La Repubblica e Il Sole 24 ore.

La smentita dell'Istat - in base ai dati del censimento della popolazione riferiti al 2001 il numero di analfabeti e' pari a 782.342 -, invece, non ha ricevuto la stessa attenzione. Alla diffusa leggerezza nel trattare argomenti non facili come quello dell'istruzione, inoltre, va aggiunta la sovietica campagna d disinformazione che la sinistra e la Cgil stanno realizzando da anni. Il progetto è evidentemente quello di oscurare il contenuto rivoluzionario - con il quale la sinistra italiana non ha ancora confidenza - presente nella riforma, cioè la sua evidente ispirazione ad un valore fondante come la libertà. La riforma Moratti infatti garantisce maggiore libertà di insegnamento, maggiore libertà di scelta alle famiglie, una maggiore libertà di educazione in un quadro di maggiore flessibilità e completa autonomia per le scuole.

! Francesco Pasquali
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Ragionpolitica, periodico on line n.136 del 18/11/2005
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