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numero 280
6 marzo 2008
 
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Che si discuta di educazione serve, ma non basta

di Giorgio Anelli - 25 novembre 2005

Nel quotidiano, lo ha sottolineato recentemente Davide Rondoni su Avvenire, c'è bisogno di discutere di educazione. Ma non solo, aggiungiamo. Oltre a discuterne, cioè, occorrerebbe educare concretamente. Bisognerebbe assaporarne il rischio. Per fare un tentativo del genere, è ovvio che non sia sufficiente demistificare i mezzi di comunicazione di massa e il nozionismo. Troppo comodo. Un cuore d'uomo realizzato e felice trasmette a tutti quello che ha incontrato. Ma lo può trasmettere solo se, a sua volta, ha incontrato temperamenti dal passo sicuro e dalla mano salda. Un plauso, quindi, al poeta Rondoni per aver evidenziato chiaramente come la sete d'infinito dei nostri giovani, dei nostri ragazzi, passi innanzitutto dallo sguardo che i più grandi hanno nei loro confronti. Uno sguardo che li accompagni, fatto di esperienze da trasmettere, espresso da gesti pieni di significato, affidandosi allo stupore del conoscere la realtà fino in fondo. E questo può passare soltanto attraverso un metodo vero per giudicare.

Per far sì che alla voce dei poeti, nella società, segua anche la voce della politica, nella società la Chiesa insegna a giudicare tutto per trattenerne il valore. Partire da un'educazione così concepita, radicata nelle tante realtà che danno al singolo un significato, è un segnale evidente di una ripresa dell'umano che giunge fino dall'origine dell'essere persona. Ciò che si fa, ciò che si dà, innanzitutto serve alla persona stessa che lo fa. La fatica di superare il pregiudizio che è insito in ogni uomo, giovane o adulto che sia, è il metodo più evidente per ricominciare ogni giorno a costruire, cercando la verità.

Se infatti non si cerca la verità, un'educazione fatta di giudizio critico non potrà attecchire nella mentalità relativista odierna, una mentalità che sta abituando lo sguardo e la mente al dramma delle nuove dipendenze: gare d'auto, incendi d'auto, reality show che non odorano nemmeno lontanamente di realtà, mondi spalancati ma virtuali su internet, il raggiungimento della fama a tutti i costi. Se non ci si domanda più «io sono fatto da chi?», non sarà possibile aiutare i nostri ragazzi a vivere la sfida della quotidianità.

Giorgio Anelli

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Ragionpolitica, periodico on line n.137 del 25/11/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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