RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Scuola e Libertà

di Rita Bettaglio - 2 dicembre 2005

Sabato sera nell'estrema propaggine occidentale della provincia di Genova. Fuori fa freddo: è il primo freddo della stagione e forse per questo il pubblico non è molto numeroso. Il Coordinamento Genitori Democratici con la collaborazione del comune di Cogoleto ha organizzato un convegno sulla scuola. «Riforme e controriforme. Quale scuola a Cogoleto?», si intitola, ed è stato mobilitato il gotha della sinistra locale e regionale: c'è anche l'onorevole signora Pinotti. Ovviamente la riforma Moratti è per loro assimilabile alla bieca Controriforma tridentina e la compagine unionista che sfiderà l'odiato tiranno di Arcore incarna la purezza delle tesi riformate luterane. Pur trovando stravagante ed antistorico il concetto di una Controriforma precedente la Riforma, ci apprestiamo a seguire con la massima attenzione le tesi dei relatori. Il mondo della sinistra cattolica non è presente, e ce ne dispiace perchè saremmo stati curiosi di sentire la sua opinione. Pazienza, tutto non si può avere.

Le tesi, poche, non 99 come quelle di Lutero, sono sempre le stesse. La Moratti vuole creare una diseguaglianza tra i cittadini, una diseguaglianza in base al censo, una scuola per ricchi ed una, ghettizzata, per poveri. La perfida Letizia vorrebbe studenti di serie A e di serie B, questi ultimi da incanalare verso l'istruzione tecnico-professionale. In più ha sostituito l'obbligo scolastico con il diritto-dovere all'istruzione, non perseguibile per legge. In ciò ha violato il dettato costituzionale e favorito l'abbandono scolastico, altissimo nelle scuole tecnico-professionali e quasi assente nei licei. La scelta dell'indirizzo di studio a 14 anni,inoltre, sarebbe prematura e discriminatoria: molto meglio un biennio, non unico, ma unitario, obbligatorio. L'obbligo scolastico, poi, dovrebbe essere portato a 18 anni. Questo, in sintesi, il pensiero (davvero unico) del qualificato parterre presente, condito da esortazioni accorate a resistere alla riforma Moratti.

Da tale piccolo saggio di campagna elettorale ricaviamo quello che già sapevamo e che contrasteremo sempre: un'antropologia negativa che vede l'uomo come un individuo da imbrigliare, dirigere, obbligare. Vediamo un prodotto scadente, la scuola che, per essere venduto ha bisogno di una costrizione, un obbligo. I buoni prodotti si scelgono, quelli scadenti si acquistano solo se non se ne può fare a meno, non per una scelta libera. La scuola obbligatoria fino alla maggiore età, l'impossibilità di scegliere tempi, modi dell'educazione non solo è antidemocratico, ma sottende una visione impersonale e massificata dell'uomo. Non vi suona il campanellino di allarme a pensare che i vostri figli, che sono prima di tutto vostri e di chi ve li ha dati, non dello Stato, non potranno scegliere secondo le proprie attitudini, ma dovranno per forza aspettare il permesso statale, dopo il biennio superiore unitario, per dedicarsi a ciò che loro interessa? Non parlo solo di greco e di latino, ma anche di elettronica, idraulica, scienze della navigazione, ragioneria o disegno tecnico.

Vi piacerebbe uno Stato che pensasse che voi, come famiglia, come genitori, non siete in grado di guidare i vostri figli verso una scelta consapevole del proprio percorso formativo? Uno Stato che non crede nè in voi, nè nei vostri figli? Che non riconosce libertà di scelta, ma chiede un atto di fede unico e totale? Voi fate i figli, li amate, li educate fino all'età dell'inizio dell'obbligo scolastico: questo vi è concesso, anche perchè è il periodo più dispendioso, sia a livello di impegno che a livello economico. Poi li parcheggiate in una bella scuola, rigorosamente pubblica e laicista, e non li riprendete più, perchè a 18 anni sono maggiorenni e non potete più fiatare. Scordatevi di decidere se mandarli a scuola a 5 anni e mezzo, a 6 o 6 e mezzo, perchè l'età sarà stabilita per legge e sarà obbligatoria.

Non cercate di passare troppo tempo coi vostri figli: vi offriranno il tempo scuola massimo e lo dovrete accettare pieni di gratitudine e riconoscenza. E, poi, perchè mai volete che i vostri figli stiano a scuola solo 27 ore? Perchè li volete a casa? Cosa volete fargli? Insegnargli a pensare? Troppo pericoloso, non deve succedere. Questo l'ho vissuto personalmente, ve lo assicuro. Mi hanno chiesto perchè mai voglio solo 27 ore scolastiche. Ed è stato vano rispondere che voglio passare più tempo con mio figlio: sembra una cosa inconcepibile. A me sembra naturale, perchè sto bene con lui e mi piace essere al suo fianco nella crescita umana, intellettuale e spirituale che si dipana un giorno dopo l'altro. Loro non lo capiscono, convinti come sono che sia necessario e sufficiente sfornare cittadini ligi alle urne, non uomini liberi.

! Rita Bettaglio
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.138 del 2/12/2005
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata