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Tutti contro l'OccidenteUniversità, personaggi dello spettacolo, missionari, premi Nobel per la pacedi Anna Bono - 2 dicembre 2005 Si sono svolti in Italia, nello spazio di pochi giorni, tre eventi che, pretendendo di portare alla ribalta terribili drammi umani, sono invece stati ennesimi pretesti di attacco alla civiltà occidentale e al nostro governo. Emergenza Africa. Dall'attenzione all'azione è il titolo dato al sesto vertice dei premi Nobel per la pace svoltosi a Roma dal 24 al 26 novembre. A parte le bizzarre osservazioni, a dir poco infantili e ingenue, contenute nel documento finale - del genere: «è assurdo che i paesi che possiedono armi nucleari non acconsentano neanche a promettere di non utilizzarle nei confronti degli stati che non ne possiedono» - gli augusti convenuti sono stati concordi nel dichiarare che l'estrema povertà dell'Africa, di cui è responsabile il «terrorismo economico» con cui l'Occidente «saccheggia e violenta» i paesi poveri, è «moralmente inaccettabile». Il Sud del mondo «chiede il diritto di vivere con dignità, dividere il pane e la libertà con tutti i popoli», ha spiegato l'argentino Adolfo Perez Esquivel, apparentemente inconsapevole del fatto che il pane e la libertà da spartire sono prodotti e patrimonio dell'Occidente. Il Nobel argentino sostiene infatti che l'umanità è incamminata «verso l'abisso, in sostanza l'inferno», a causa «dell'imposizione di un pensiero unico che implica la sottomissione al liberalismo e al capitalismo». (MISNA, 27-11-2005, 9.13) Per contrastare il «pensiero unico» dell'Occidente e il suo «terrorismo economico», evocati da Esquivel, il Nobel russo Mikhail Gorbaciov ha proposto come al solito una «carta mondiale» che indichi i limiti di sviluppo non superabili da nessun paese e una sorta di trattato globale sull'organizzazione del pianeta, che tenga conto della diversità culturale. Le altre ricette per salvare la Terra formulate dal vertice sono elencate nel documento finale già citato. Quest'anno il summit ha assegnato il tradizionale premio Man for Peace al cantante Bob Geldof, organizzatore dei concerti Live 8, il quale ha colto l'occasione per rimproverare all'Italia di destinare soltanto lo 0,17 per cento del suo Pil alla cooperazione allo sviluppo, dimostrandosi perciò «il paese meno generoso verso l'Africa». Si intitola Pandemia Aids: Africa chiama Italia il convegno tenuto il 1 dicembre presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Torino per celebrare la giornata mondiale di lotta contro l'Aids, su iniziativa del Comitato Salute Africa istituito dall'Istituto Missioni della Consolata, dall'Ospedale Koelliker, da Amici Missioni Consolata e da Impegnarsi Serve Onlus. Stando a un lancio di agenzia MISNA (1-12-2005, 2.37), l'accusa rivolta dagli organizzatori del Convegno a Noi europei è terribile: l'Aids è «una pandemia che sta distruggendo nel suo profondo intere popolazioni. A meno che, ci viene da dubitare, a noi europei faccia più comodo che le cose vadano così, almeno per quanto riguarda l'Africa sub-sahariana. Il prossimo futuro ci riserverebbe tante miniere a cielo aperto delle materie prime più utili e interessanti di cui il nostro progresso ha fame». In altre parole, la frase contorta vuol dire che se muoiono tutti gli africani noi europei mettiamo le mani sulle risorse minerarie di quel continente senza sborsare un euro (per inciso, va detto che in realtà «noi europei» come minimo troveremmo Cina, India e Stati Uniti a contenderci l'accesso alle ricchezze di un'Africa spopolata). Si annunciano tra i relatori «voci dirette dall'Africa»: mancheranno di sicuro quelle che da anni chiedono di non cancellare il debito estero dei dittatori e di smettere di spendere tanti soldi in convegni, vertici e conferenze costosi e inutili. Il terzo evento si intitola Alziamo la voce! Per l'informazione. Per 'i' Sud del mondo. Si tratta di una tavola rotonda internazionale organizzata dalla MISNA, Missionary International Service News Agency, che si è svolta il 2 dicembre a Roma, presso la sala del Carroccio in Campidoglio. Le sue finalità sono state illustrate riprendendo i contenuti del Vertice dei premi Nobel per la pace: «richiamare l'attenzione di ogni uomo di buona volontà sulle ingiustizie e le sofferenze del mondo» per contrastare i comportamenti «globali», «sempre meno solidali e rispettosi della dignità di gran parte del genere umano». Se qualcuno spera che almeno in quella sede sia stato finalmente puntato l'indice contro, ad esempio, i governi di Cina, Corea del Nord, Iran, Zimbabwe, Cuba sarà deluso. I bersagli di Pietro Mariano Benni, l'audace direttore dell'agenzia stampa missionaria, che non teme di sfidare i potenti del pianeta (!), sono sempre e soltanto gli Stati Uniti, Israele e chi ne condivide ideali e interessi, insomma l'Occidente.
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Ragionpolitica, periodico on line n.138 del 2/12/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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