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Kamikaze con HIVdi Giovanni Vagnone - 13 gennaio 2006 Terroristi che siano al tempo stesso armi esplosive e batteriologiche? E' una novità inquietante ventilata dai servizi segreti britannici e riportata su La Stampa da Maria Chiara Bonazzi. Pare infatti che il nichilismo di coloro che credono nel clash of civilization combattendo per realizzarlo (e non parliamo di timidi occidentali) non si fermi dinnanzi a nulla: abbiamo appena visto il tremendo video di Fabrizio Quattrocchi, sentendoci al contempo un po' più umani e meno bestie grazie al nostro eroe martirizzato dall'ignoranza e dalla grettezza religiosa di popolazioni prive di ogni forma di evoluzione sociale, con un briciolo di orgoglio nazionalistico che avevamo dimenticato di avere. Abbiamo appena fatto in tempo a disabituarci un po' alle esplosioni nelle nostre città, visto che da un po' di tempo tutto tace (toccando ferro) e possiamo far finta di niente per i soliti attentati in Israele, in Africa, in Merio Oriente in genere, perché lì ci sono abituati e comunque sono lontani. Lo Yemen poco c'entra, e poi comunque è finita bene anche lì. Insomma, si stava abbassando un po' la guardia ed ecco che prima esce un video del numero due di Al Qaeda, sull'emittente televisiva preferita dai terroristi, Al Jazeera, con tanto di discorsetto a Bush del tipo: "Tu hai perso da tutte le parti, ritirati". Sembrerebbe un segno di disperazione da parte loro, abituati alle sferzate ideologiche e fondamentaliste, doversi rifugiare in una così bassa e infantile retorica... eppure non hanno smesso di lavorare, cercando di minare le già un po' marcescenti radici della nostra civiltà. Il Regno Unito ha diffuso una circolare, tra le sue truppe europee e stanziate in giro per il mondo, per avvertire i soldati britannici del fatto che Al Qaeda sta attivamente cercando "personale" malato di AIDS, al fine di potenziare gli effetti drammatici delle esplosioni: così facendo un kamikaze diverrebbe una doppia arma, letale anche per coloro che dall'esplosione diretta fossero solo stati feriti, con l'infezione successiva dovuta alla trasmissione del virus con il contatto dei fluidi corporei dell'esploso (in un raggio fino a cinquanta metri) con quelli del ferito. Il Sunday Mirror riporta il fatto che «Ci sono segnali secondo cui i terroristi stanno di proposito reclutando volontari portatori di malattie che si diffondono per trasferimento di sangue». E con malattie si intende tanto l'AIDS, quanto l'epatite C, la febbre Dengue e altre "bombe a tempo", che i frammenti delle ossa ed i resti di un attentatore suicida possano innescare. Il risultato primo è che l'esercito inglese si sta attrezzando: per limitare le possibilità di contagio ci sono ordini per l'utilizzo di nuovi speciali indumenti protettivi durante i turni di guardia o per i soccorsi di vittime di attentato; ci sono nuove regole per lo stanziamento di cecchini nelle basi a rischio con barriere protettive anti-bomba; il personale medico viene preparato per prestare aiuto ai feriti da esplosione di qualsiasi tipo, ma tutelandosi dal possibile contagio del sangue... Ed il secondo risultato è molto più ampio: ovvero riuscire a capire abbastanza facilmente, sempre di più, con chi abbiamo a che fare, senza le generalizzazioni di un'Oriana Fallaci, per quanto emotivamente nel giusto, paragonando l'impegno di una potenza anche morale come l'Inghilterra, con la sua cautela costruttiva, e la primitiva barbarie della civiltà che dal tempo delle Crociate vorrebbe proporsi come alternativa al nostro sistema di cose; un'alternativa che è sempre stata perdente e che da quando è stata investita dalla crisi interna delle proprie certezze e dei propri valori (con la globalizzazione e la democratizzazione egualitaristica della mentalità umana) ha assunto una piega particolarmente dannosa. Chi ancora non accetta la libertà di religione, chi ha ancora l'arroganza di volerci conquistare, usando per altro le malattie che noi ci impegnamo a curare per uccidere, dovrebbe smetterla di giocare con qualsiasi strumento, prima di farsi troppo male.
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Ragionpolitica, periodico on line n.143 del 5/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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