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Il potere è l'unico simbolo del partito democraticodi Ragionpolitica - 13 gennaio 2006 Perché il simbolo della prima, grande unificazione del centrosinistra fa così ribrezzo da provocare la vergogna dei partiti che dovrebbero invece esporlo ben visibile a tutti? E' quanto sta accadendo al simbolo del partito democratico, che i partiti proprio non vogliono vedere affiancato al loro sulla scheda elettorale. Ma al peggio non c'è limite. La ferma volontà dei ds di non appiccicare il simbolo del partito democratico sulla scheda elettorale è fondata su motivazioni solide, così solide da far squagliare ogni dotto ragionamento sugli ideali del socialismo europeo o del democratismo clintoniano. Voti, signori, si tratta di voti - e per giunta persi. Qualora infatti ds e margherita si presentassero alla camera con lo stesso simbolo, l'oracolo dei sondaggi parla chiaro: ol simbolo unico i due partiti raccoglierebbero meno voti di quanto non accadrebbe presentandosi ognuno col suo simbolo. Basta questo misero calcolo elettoralistico perché Fassino e Rutelli prendano la gomma e con cura cancellino ogni simbolo estraneo a quello dei loro partiti. E' vero: la sinistra si è assuefatta così tanto al vizio dell'opposizione nichilista che, oltre a fare opposizione contro il governo, fa opposizione anche contro se stessa. Chi è causa del proprio male... Ma se fosse l'ennesimo litigio di condominio, la situazione non apparirebbe così grave. Il fatto è che il boicottaggio del simbolo è pura fantasia, per un semplicissimo motivo. Il simbolo del partito democratico non esiste. E' ovvio: non esiste ancora il partito democratico, e quindi è naturale che non ci sia neppure il suo simbolo. In ogni parte del mondo funzionerebbe così, cioè prima si tirano su le fondamenta di cemento, e poi si sceglie il colore delle tendine per le finestre. In Italia il mondo gira a rovescio o, meglio, gira a rovescio per la sinistra italiana (fortunatamente non tutti gli italiani sono di sinistra). Prima si pensa il simbolo, poi si fa il partito. Ma almeno ci fosse un simbolo! Invece lo stato di sbandamento nichilista della sinistra è talmente profondo che, allo stato attuale, il simbolo del partito democratico è solo una parola. Solo una sequenza di lettere che, per giunta, non vogliono dire assolutamente nulla. Ovvio: è il prodotto del nichilismo. Niente programma, perché 247 pagine non sono bastate alla fabbrica prodiana per stilare un briciolo di progetto politico condiviso da tutti i partiti del centrosinistra. Non c'è l'identità perché non ci sono i simboli - quindi la domanda "chi siamo"? resta senza risposta. Ma se non c'è neppure un programma, allora anche la domanda "cosa facciamo"? incontra soltanto silenzio. E' un po' poco per convincere gli elettori a votare centrosinistra alle prossime elezioni. E la spartizione dei collegi? E' un'altra dimostrazione dell'incompatibilità dei partiti di centrosinistra. Ma è naturale che Fassino e Rutelli non trovino un accordo per spartirsi i seggi della lista unica alla camera: i ds pretendono il 60%, mentre la Margherita non si accontenta del rimanente 40% - anche perché bisogna detrarre i nomi illustri, i rappresentanti della società civile e soprattutto i fedelissimi che Prodi chiede come suoi uomini di fiducia. Basta così? No (anche questo intercalare così negativo è sintomo della contaminazione del nichilismo!) perché neppure i quattro milioni e rotti di voti sono stati sufficienti ad innalzare Prodi al rango di vero leader della coalizione, neppure sulla carta, in senso letterale. Infatti Prodi non sarà candidato capolista in tutte le circoscrizioni elettorali, ma dovrà condividere la vetta delle liste con altri nomi eccellenti. Solo in dodici circoscrizioni Prodi sarà il cima alla lista. E' l'effetto di una ricerca spasmodica del potere fine a se stesso, da cui la sinistra si è lasciata catturare. La sete di comando è come un pugnale che lacera ogni bandiera e uccide ogni valore. Non è il caso di Forza Italia, la cui bandiera è niente meno che la bandiera italiana, che indica con forza l'adesione ai valori degli italiani e la loro precedenza rispetto alle lotte di partito. Forza Italia si identifica nei suoi simboli e agisce per essi, lasciando gli avversari accecati dal nichilismo. Il partito democratico deve ancora nascere, e nascerà sicuramente menomato nella sua identità e nella sua capacità d'agire. Quando il chirurgo che opera sta usando il bisturi del nichilismo, i simboli sono solo un intralcio e l'intervento produce solo mostri. Come il partito democratico.
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Ragionpolitica, periodico on line n.143 del 5/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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