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La sinistra laicista contro Benedetto XVI

di Vincenzo Merlo - 16 gennaio 2006

«E' un grave errore oscurare il valore della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici. Per quanto riguarda la tutela della vita, bisogna evitare di introdurre farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell'aborto». Sono bastati questi due semplici richiami di Papa Benedetto XVI alle tematiche della priorità della famiglia tradizionale e della difesa della vita fin dagli inizi a far scattare come un sol uomo le piccate prese di posizione della sinistra italiana.

Di seguito le affermazioni di esponenti dell'Unione, riportate dalle agenzie di stampa il 12 gennaio: Franco Grillini (Ds): «Il Papa è mosso da un'etica dei principi che a volte è sorda e crudele»; Daniele Capezzone (Rosa nel pugno): «Il Papa è colpevole di un'ingerenza particolarmente odiosa, il ticket Ratzinger-Ruini tenta di creare una specie di coalizione contro i diritti civili»; Zanella (Verdi): «Bombardamento massmediatico che ha come obiettivo inculcare un dogma»; Titti De Simone (Rifondazione Comunista): «La campagna elettorale si è aperta anche per il Vaticano»; Locatelli (Sdi): «Opporsi ai Pacs significa opporsi ai diritti delle persone»; Villetti (Sdi): «La Chiesa non può dettare leggi allo Stato»; Giacomo Mancini (Rosa nel pugno): «L'intervento del Papa conferma la necessità, non più rinviabile, di rivedere il Concordato».

A ridosso delle due manifestazioni del 14 gennaio di Roma e Milano, rispettivamente incentrate sui Pacs e sulla difesa della Legge 194 sull'aborto (illuminanti i manifesti con le scritte: «Stop alle molestie clericali», «Vogliamo la Papessa» e «No God»), si registrano altre dichiarazioni di esponenti del centro-sinistra: Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi): «Mi dispiace tanto che Romano Prodi sia amareggiato, ma a me basta che, quando sarà il momento, firmi questo provvedimento (pro unioni civili - nda), visto che si è impegnato a farlo; se a Mastella non piacerà la legge sulle unioni civili che approveremo, da buon cattolico avrà tutto il diritto di non applicarla. Si sposerà in Chiesa e non userà il preservativo»; Nicola Zingaretti (Ds): «Spero che tra pochi mesi venga approvata la legge sulle unioni civili». Enrico Boselli (Sdi): «Qui c'è una offensiva fondamentalista delle gerarchie ecclesiastiche»; Cesare Salvi (Ds): «I diritti civili sono sotto attacco, c'è una campagna che vuole mettere in discussione, più o meno apertamente, l'interruzione di gravidanza»; Daniele Capezzone (Rosa nel pugno): «Ratzinger e Ruini hanno lanciato un'OPA sulla politica italiana». Le agenzie riferiscono che Titti De Simone (Rifondazione Comunista) abbia urlato dal palco di Roma, rivolta in direzione della vicina Basilica di S. Pietro: «Giù le mani dalla Stato italiano, dai nostri corpi, dai nostri sentimenti».

Ai cattolici del centrosinistra l'augurio di un grande avvenire a fianco di questi illuminati compagni di viaggio.

Vincenzo Merlo

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Ragionpolitica, periodico on line n.144 del 16/1/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero
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