RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Germania: la strategia della Merkel nello scacchiere internazionale

di Aurora Franceschelli - 17 gennaio 2006

Ad Angela Merkel spetterà un importante compito: tessere la tela diplomatica in modo tale da assegnare alla Germania un ruolo che la ricollochi nello scacchiere globale con una veste nuova, rinnovata, una veste che consenta al suo Paese, bisognoso di una ventata di rinnovamento, di godere di un maggior potere contrattuale nella politica internazionale. La Cancelliera tedesca si è fatta così promotrice, per il bene del suo Paese, di una strategia che la vede determinata nello sforzo di creare un nuovo equilibrio.

Il suo intento si preannuncia delicato: da una parte vuole ricucire i rapporti con Washington, dall'altra mantenere buone relazioni con Mosca, sganciandosi gradualmente dall'appeasemet che l'ingombrante figura di Schroeder ha lasciato in eredità, creando con essa un rapporto privilegiato. E' sulla base di questi intenti che la Merkel ha intrapreso i suoi viaggi, che l'hanno vista prima ospite di Bush a Washington e poi di Putin a Mosca.

Nel quadro di un forte rilancio delle relazioni bilaterali Usa-Germania la Cancelliera ha sottolineato l'apertura di un «nuovo capitolo» tra i due paesi, una nuova fase di collaborazione entro la quale potrebbe svilupparsi una partnership a tutto campo - dall'Afghanistan ai Balcani, dalla lotta alla povertà alla ricostruzione democratica dell'Iraq, tema, quest'ultimo, sul quale Schroeder ha sempre fatto ostruzionismo.

Quello della Merkel non è un piano volto a rivoluzionare in toto la politica estera della Germania, ma è quello ben più delicato di una sua ridefinizione: rafforzare l'asse atlantico e al contempo non urtare la sensibilità dell'opinione pubblica del suo Paese, non ancora pronto emotivamente a digerire cambiamenti repentini: per questo motivo la sua azione politica nel quadro internazionale è volta a ricalibrare gradualmente la posizione tedesca; da una parte il Primo Ministro vorrebbe rafforzare l'asse atlantico con Bush, dall'altra superare, attraverso un raffreddamento controllato, l'eredità pesante della stretta amicizia tra Putin e Schroeder, coronata anche dal recente accordo economico sul gasdotto che passerà sotto il Mar Baltico.

Con Putin la Merkel ha dovuto affrontare anche temi scomodi e sensibili come il rispetto dei diritti umani in Russia, la guerra in Cecenia e le restrizioni apportate da Mosca al lavoro delle Organizzazioni internazionali che operano in Russia. La Merkel aveva precedentemente criticato, in un intervista a Der Spiegel, la situazione deficitaria della la democrazia in Russia: Putin ha replicato, con abilità diplomatica, che «la Russia auspica un dialogo aperto e sincero con l'Occidente sui problemi della democrazia», invocando un atteggiamento più tollerante, da parte dell'Occidente stesso, nei confronti del suo Paese, un Paese, ha sottolineato Putin, che si trova a dover affrontare una difficile fase di transizione sia sul piano politico che economico.

Un'altra questione sul tappeto è quella legata all'Iran: Putin auspica che Teheran acconsenta alla sua proposta di arricchire l'uranio per usi civili in Russia, una proposta che ha come obiettivo quello di scongiurare il pericolo bomba atomica, una soluzione a cui il Presidente russo crede ancora. La Merkel, dal canto suo, è riuscita nell'intento di avvicinare il suo interlocutore al campo occidentale; Putin ha infatti dichiarato che «in questo momento le posizioni della Russia, degli Stati Uniti e dell'Unione europea sul problema iraniano sono molto vicine».

Un fattore sicuramente incisivo nell'andameto delle relazioni tra Germania e Russia è quello legato agli ingenti scambi economici che intercorrono tra di essi, fattore quest'ultimo, che pesa indubbiamente sui reciproci orientamenti diplomatici: sono 32 i miliardi di dollari che si originano dalle relazioni commerciali che corrono tra i due paesi. Alla conferenza stampa di ieri al Cremino, la Cancelliera ha voluto porre l'accento su questo aspetto: «Penso che sia possibile approfondire la nostra partnership strategica e darle una base più ampia». E' proprio su queste basi che ha presentato a Putin alcune concrete proposte economiche, che vanno dall' accelerazione nella costruzione del gasdotto che passa sotto i mari del Mar Baltico, all'intensificazione della cooperazione tra le rispettive industrie aerospaziali.

La Merkel, da abile stratega, si è poi impegnata a contribuire a dare una spinta alla politica di integrazione della Russia nelle istituzioni dell'impalcatura occidentale, come Wto e Nato: il graduale «raffreddamento» della Germania nei confronti della Russia pare avvenire in un quadro di relazioni internazionale che la vede tessere la tela diplomatica con astuzia, una tela che ora necessita dell'apporto degli Stati Uniti per riconsegnarla ad un ruolo internazionale più incisivo e ad un economia più frizzante e competitiva.

! Aurora Franceschelli
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.144 del 16/1/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata