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Metalmeccanici: fermare la deriva dei blocchi

di Francesco Pasquali - 17 gennaio 2006

In tutta Italia continua la protesta delle tute blu. Un nuovo pacchetto di scioperi è stato presentato dalle segreterie di Fiom, Fim e Uilm, che infatti hanno proclamato altre 8 ore di sospensione del lavoro dal 16 al 20 gennaio. I tre segretari generali, Giorgio Caprioli, Gianni Rinaldini e Tonino Regazzi hanno inoltre unitariamente deciso di associare per oggi agli scioperi una giornata di mobilitazione in concomitanza della riunione del direttivo e della Giunta di Federmeccanica che dovrà decidere se e come riprendere il negoziato al momento sospeso.

Il fatto che due associazioni come i sindacati e la Federmeccanica non siano in grado di trovare un accordo per il contratto dei metalmeccanici dopo un anno di trattative è un chiaro segnale che, come ricorda l´ex direttore generale della Confindustria, oggi presidente del Sole 24 Ore, Innocenzo Cipolletta, «il contratto è inutile o che non funziona il sistema di contrattazione». Il tempismo con il quale i sindacalisti si sono affrettati a proclamare lo sciopero, alla luce del no governativo a quella mobilità lunga targata Fiat, provvedimento che oltre a comportare la deroga alla legge di riforma delle pensioni darebbe luogo ad una disparità di trattamento tra lavoratori, non può non insospettire: l'intensità e le tecniche della protesta vanno oltre la vertenza contrattuale. La situazione in cui si trova la Fiat, privata del suo monopolio politico e culturale, essenziale per svolgere il ruolo di guida nelle trattative, contribuisce negativamente - come sostiene Giuseppe Berta, storico dell´industria - «imbrigliando il negoziato». Il rinnovo contrattuale, come testimoniano le minacciose dichiarazioni di Epifani, secondo il quale «se il contratto si chiude in fretta vi sarà una chiarificazione nei rapporti tra mondo sindacale e confindustriale, ma se non si conclude il problema è più complesso e significa che Confindustria sceglie di rompere con il sindacato e, per quanto ci riguarda, con la Cgil», è stato caricato di significati più ampi e per certi aspetti estranei ai metalmeccanici, che contribuiranno solo ad esasperare i lavoratori.

Si verifica così che una vertenza contrattuale rischi di paralizzare l'intero Paese con blocchi stradali e ferroviari. La tecnica del blocco stradale non può essere giustificata in quanto rappresenta una vera e propria azione illegale nei confronti di tutti i cittadini che si vedono privati della loro libertà di movimento. Le scuse «per il disagio» che arrivano da alcuni dirigenti sindacali, inoltre, sembrano l'ennesima presa in giro a cui la collettività è sottoposta. E' auspicabile che nei prossimi giorni si chiuda la vertenza, ma nello stesso tempo è auspicabile un fermo intervento delle forze dell'ordine per provvedere a rimuovere tutti quei blocchi, perchè è dovere delle istituzioni garantire alla collettività la libertà di lavoro e di mobilità. Continuare ad alimentare un clima di tensione generalizzata, attribuendo colpe e responsabilità ad una singola parte o peggio ancora ad un singolo individuo, oltre ad essere scellarato è seriamente pericoloso, in quanto si rischia involontariamente di creare dei bersagli.

! Francesco Pasquali
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