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Tele-Silvio rompe la dittatura dei media

di Gabriele Cazzulini - 19 gennaio 2006

Non ce ne siamo accorti! Eppure in questi ultimi giorni l'Italia è stata vittima di un colpo di stato alla luce del sole, letteralmente sotto agli occhi di tutti, che, senza sparare un colpo, ha silenziosamente sostituito il regime democratico con uno dittatoriale. Sparita la libertà di espressione, arrestata la libertà d'informazione, già eseguita la condanna a morte del pluralismo. La prova di questo tele-colpo di stato compare sui grandi mezzi di comunicazione. Stampa e televisione sono fuori uso che, come nei più celebri e tristi casi, continuano a propinare un unico messaggio fisso - quello della vittima più eccellente di questa dittatura mediatica: Berlusconi. Ad ogni affermazione viene mandata in sovraimpressione il messaggio subliminale: «Berlusconi parla troppo».

Ecco perché viviamo in una dittatura mediatica: ogni presenza di Berlusconi viene neutralizzata dal fuoco concentrico dei media dittatoriali, che tagliano le frasi e sostituiscono le parole, cancellando quelle vietate. Cosa resta alla fine? Il silenzio di un'immagine sospesa in video sulla quale si abbatte un diluvio di velenose critiche. L'unica chance concessa alla politica per apparire in video senza subirne il vilipendio è umiliante: sottoporsi alla logica dello spettacolo. Ecco fioccare le partecipazioni ai reality show e alle chiacchierate sul gossip - e quanti politici che sono in coda per sedere sulle poltrone a fianco di veline e attori di soap-opera! Berlusconi non ha accettato questi ruoli così denigranti, limitandosi a parlare di politica. Ma così facendo, anzi, così parlando, ha mandato in corto circuito la dittatura mediatica, che prontamente ha riattivato i suoi generatori censurando Berlusconi e scatenando una pioggia di fuoco contro di lui, mandando in video addirittura una puntata straordinaria del serial televisivo «Ciampi e la par condicio».

La cartina di tornasole per avere la riprova di questa dittatura comunicativa è immediata. Domanda: qual è la notizia del giorno? Opzioni: le parole di Berlusconi, oppure le parole dei media contro Berlusconi? Suggerimento: sfogliate le prime pagine per capire al volo quanto invadente sia il dominio dei media.

La vera dittatura in Italia è quella dei media, il cui potere è così forte da essere in grado di realizzare una duplice mistificazione. Primo: sabotare e manipolare le dichiarazioni del premier, vanificando il suo sforzo di rivolgersi al pubblico. Secondo: far ricadere sul premier stesso l'accusa di essere lui un tiranno mediatico. Niente male! E tutto questo con la pretesa dei media di spacciarsi per vittime. A Berlusconi sono state aperte le porte dei media, ma solo per farlo cadere in un ginepraio di accuse velenose che bloccano i suoi messaggi coprendoli con la distorsione, il biasimo e la condanna.

Ormai l'accusa all'arretratezza della (in)cultura politica italiana, barricata sulla comunicazione politica dominata dalle burocrazie di partito e dalle centrali di potere, non è più una freccia appuntita. I media non sono più docili strumenti nelle mani dei loro padroni. Sono diventati i media i nuovi padroni. Spezzate le catene dell'antico asservimento al potere, sono i media il nuovo potere che domina la politica. Sono giornali e televisioni che creano le notizie, dirigendo il consenso come fossero semafori da strada che, di fronte ad ogni politico, ora accendono il verde, ora il rosso. A loro piacimento.

Ogni manovra mediatica è perfettamente sincronizzata, secondo un perfetto e micidiale accorpamento in un'unica centrale, che setaccia ogni frase, ogni parola, per rimescolarla, riutilizzarla e ritorcerla contro il suo autore. Siamo ormai all'eu-genetica della comunicazione, alla bio-comunicazione il cui principio è la proliferazione del leviatano mediatico, e il suo trionfo contro chiunque non ne accetti la dittatura.

E' così: viviamo in un regime dittatoriale - lo dimostra quanto sta accadendo a Berlusconi - che colpisce la libertà nel suo organo vitale: la comunicazione. Dove c'è silenzio, non c'è libertà. Intanto continuano ad andare in onda gli spot per la nuova edizione del Grande Fratello. Combinazione?

! Gabriele Cazzulini
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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