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Senza il gas della Russiadi Riccardo Meynardi - 19 gennaio 2006 Circa il 25 per cento dei consumi europei di gas proviene dalla Russia, tramite la compagnia monopolistica di esportazione Gazprom. E di questo venticinque, l'80 per cento passa attraverso i gasdotti dell'Ucraina. Ma le riduzioni delle forniture che si sono verificate in questi giorni, ed ancora si verificheranno nei giorni a venire, non sono dovute, questa volta, ai bisticci fra i due Paesi ex-sovietici, bensì alle temperature rigidissime registrate negli ultimi tempi a Mosca e nello sconfinato bassopiano russo. Si parla di meno 26, meno 30 gradi centigradi nei centri abitati e di meno 50 nella gelida Siberia. Questa sarebbe la causa delle difficoltà nelle estrazioni e dell'aumento vertiginoso della domanda per soddisfare le richieste delle fabbriche e dei riscaldamenti. Il risultato è un taglio di 40 milioni di metri cubi che, in percentuali, si traduce per l'Italia nel 5,3 per cento in meno. In altri casi le limitazioni sono ancora maggiori. D'esempio è l'Ungheria, che ha registrato un bruschissimo calo del 20 per cento. Più fortunate Francia e Germania, in cui non si sono registrati tagli, neppure minimi. Nonostante l'impegno preso dalla Gazprom di fare tutto il possibile affinché «le limitazioni all'esportazione di gas siano minime ed il volume di combustibile destinato all'Europa ritorni presto alla normalità», il ministro Scajola ha già provveduto a convocare oggi, a Roma, gli amministratori delegati delle principali aziende italiane. E' probabile che dall'incontro scaturisca un progetto destinato a sopperire alle carenze della fornitura russa, utilizzando fonti energetiche diverse dal metano ed evitando così il blackout. Le industrie ritenute «interrompibili» potrebbero addirittura vedersi chiudere in buona parte (o del tutto) i rubinetti del gas. Le centrali elettriche con impianti capaci di lavorare sia a metano sia ad olio combustibile, invece, torneranno a bruciare Stz e Btz. E qui sorge un altro problema. Le riserve di olio combustibile Stz, senza zolfo e non inquinante, stanno per terminare. Per cui bisognerebbe far funzionare le centrali con olio Btz, a basso tenore di zolfo. Questo, naturalmente, previa deroga del Ministero dell'Ambiente. Il Ministro Matteoli preferirebbe, è ovvio, evitare emissioni inquinanti dovute alla combustione di Btz e sostituire questo con biocarburanti decisamente più puliti. E' annunciata per questi giorni la formulazione di un decreto in proposito. In ogni caso, qualunque sia la linea che uscirà dall'incontro di oggi, le aziende interessate sono già state informate della evidente possibilità di una sospensione delle forniture di gas a partire da Lunedì prossimo. Dura è l'accusa di Claudio Scajola nei confronti dell'Eni: «Si è investito molto poco nelle infrastrutture. Forse qualcuno è stato più attento agli utili che al percorso del futuro». In effetti, è dal 2001 che l'Antitrust avverte l'Eni della necessità e dell'opportunità di un potenziamento dei gasdotti provenienti dall'Est, ricevendo in cambio solo promesse non mantenute. Il tira è molla è stato continuativo in questi cinque anni, l'Antitrust è stata costretta addirittura a ricorrere ad una sanzione economica nei confronti dell'Eni che, finalmente, una settimana fa, ha parlato chiaro, assicurando che anticiperà al 2009 il potenziamento del gasdotto previsto per il 2011. Si spera sia la volta buona. Si spera, in un futuro non troppo remoto, di poter ricorrere ad un'energia pulita ed autoprodotta: l'energia nucleare. Per smetterla di stentare ogni qual volta vengano interrotte le forniture di energia elettrica dalla Francia (che la produce proprio grazie proprio al nucleare) o di gas dalla Russia. Per smetterla di spendere troppo per l'energia. Per abbassare le bollette di tutti.
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Ragionpolitica, periodico on line n.144 del 16/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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