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6 marzo 2008
 
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Un'ideologia che può far solo male al Paese

di Giorgio Anelli - 19 gennaio 2006

Ci è capitato di dover scrivere un articolo di cronaca, qualche giorno fa, per un quotidiano di provincia, riguardante la commemorazione di un partigiano intercettato e ucciso dai fascisti. Ovviamente l'etica professionale ci imponeva di riportare scrupolosamente la cronaca dell'evento. Ora che invece siamo fuori dal contesto nel quale l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), assieme alle varie fazioni di sinistra - e solo di sinistra - ha ricordato la barbara esecuzione di quel giovane partigiano, l'impegno a cercare e trovare la verità, a diffonderla e soprattutto a non volerla dettare, ci spinge a denunciare come sono andate veramente le cose.

Tutto ciò accadeva all'indomani delle manifestazioni di Roma e Milano sui pacs e sull'aborto. E non a caso, chi ha preso la parola davanti al cippo di quel povero uomo che ha dato la propria vita per la libertà, ha attualizzato la vicenda di sessantun anni fa ai fatti di oggi. Politicizzando la storia. Stravolgendola. La beffa è che questa persona, segretario del Prc locale, ha affermato che chi sta modificando la Costituzione, ha gli stessi modi, gli stessi comportamenti, le stesse sembianze e gli stessi metodi di chi, ottant'anni fa, ha permesso l'ascesa del fascismo. Ma soprattutto, costui, assieme ad un'insegnante - e questo è ancor più grave - ha subitamente collegato la morte di un partigiano alle suddette manifestazioni di sabato scorso. «Guardiamo ai fatti positivi», è stato detto. «Le proteste dei metalmeccanici, come le manifestazioni di Roma e Milano, sono il segno tangibile di una rivincita democratica contro il neo liberismo capitalista. Mobilitiamoci per far sì che questi diritti siano sentiti da tutti e possano vincere».

È vergognoso che sia stata letteralmente usata la morte di un partigiano che combatteva per la libertà, attualizzandola alle azioni politiche odierne. Si tratta di strumentalizzazione pura e di pura ideologia. Se quell'uomo, se quel partigiano che oggi avrebbe ottantun anni, fosse ancora vivo e avesse potuto assistere a una scena del genere, sarebbe stato il primo a ribellarsi a gran voce contro le menzogne dette e le storture fatte. Perché se questi comunisti, approfittando di particolari importanti se non importantissimi della storia d'Italia, propinano alla gente fandonie, affermando che è in atto uno stravolgimento della storia, quando in realtà sono unicamente loro stessi che la travisano a proprio favore, noi non possiamo far altro che denunciare le loro bugie. È in atto un'ideologia tanto attuale, quanto inutile e meschina.

Giorgio Anelli

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Ragionpolitica, periodico on line n.144 del 16/1/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero
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