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Domeniche ecologiche: solo ideologia e bassa cucina politica

di Giorgio Bianco - 24 gennaio 2006

Ci risiamo con i blocchi della circolazione per le auto. Domenica 22 gennaio, infatti, è stata giornata di traffico bloccato a Roma, Torino, Alessandria, Vercelli, Varese, Cremona, Trento, Verona e Frosinone. Quattro giorni prima era toccato alle principali città dell'Emilia Romagna. Sotto accusa l'aumento della percentuale di PM10 (materiale particolato con un diametro aerodinamico inferiore a 1 millesimo di millimetro) e di PM25 (la cosiddetta «polvere sottile», il particolato in assoluto più dannoso per la salute e l'ambiente).

Così, in alcune delle più importanti città e in molti capoluoghi di provincia si sono visti vie e corsi senza auto, telecamere puntate in ogni angolo, scampanellanti biciclette che evocano un'idea di Cina ancora attuale ma avviata ad esserlo sempre meno, qualche saltimbanco e alcune file di bancarelle del «commercio equo e solidale», e a vegliare su cotanto ordine una schiera di «ausiliari» pronti a sanzionare in modo draconiano i trasgressori, esecrandi e antisociali danneggiatori del «bene comune». Un'immagine che, come è stato osservato, sembra essere il paradigma della «società ideale» della sinistra, e che le giunte rosso-verdi, giustappunto, perseguono ogni anno senza esitazione e con implacabile puntualità. Peccato che i cittadini protestino con sempre maggiore frequenza di fronte a questi provvedimenti assunti in nome di un'asserita sollecitudine verso il «bene pubblico», e in cui vedono con sempre maggiore chiarezza una inaccettabile limitazione della loro libertà, priva di alcuna reale efficacia nella salvaguardia della loro salute.

Esperti e cittadini comuni, evidenza scientifica ed esperienza hanno, infatti, dimostrato la completa inutilità delle cosiddette «domeniche ecologiche». Si consideri, a titolo di esempio, che nel 2004, anno libero da provvedimenti limitativi del traffico come le targhe alterne, i valori del PM10 sono diminuiti del 10-15% rispetto al 2003 e di circa il 20% rispetto al 2002. In due centraline cittadine su quattro i valori annuali sono rimasti nei limiti della direttiva europea. Nella centralissima via della Consolata, nel 2002 e nel 2003, anni in cui sono state imposte le targhe alterne, la media annuale del PM10 è stata rispettivamente pari a 67 e 63, contro un valore, nel 2004, di 55. Nel 2002, 22 giorni di targhe alterne non hanno prodotto neanche una riduzione del numero di superamenti annuali del limite europeo, che furono 194 e 246 (il limite europeo è di 35) nelle due centraline di via della Consolata e di via Grassi. Nel 2004, senza alcun giorno di targhe alterne, i superamenti sono stati circa 170 e 200 per le due centraline.

Se questi sono i risultati delle targhe alterne, non sono certo più confortanti quelli dei blocchi totali del traffico. Come informava giorni fa Nicholas Farrell riguardo alla provincia di Forlì, riferendosi ai blocchi imposti due giovedì prima e a quello precedente, «anche in quell'occasione l'inquinamento è aumentato. Secondo i dati ufficiali il cosiddetto PM10 era 79 microgrammi per metro cubo d'aria, ma il giorno prima, quando il blocco non c'era, era 65. L'altro giovedì, invece, il PM senza macchine era un vergognoso 90».

Dice bene Farrell quando osserva che «vogliono solo bene alla salute del popolo, insistono, ma in realtà i compagni vogliono solo rompergli le scatole». Ma, a parte il fatto che un autentico atto di benevolenza verso chicchessia presuppone una sorta di patto anticipato tra chi lo propone e chi lo accetta, e in questo caso chi dovrebbe accettarlo, i cittadini, mostra invece di sopportarlo sempre meno e moltiplica le proteste, è fin troppo evidente che le giunte guidate dal maggior partito della sinistra insistono su questa strada inutile e controproducente allo scopo precipuo di non scontentare i loro alleati: sempre loro, i Verdi che tanto spesso di verde hanno solo la scorza, e la polpa che più rossa non si può. Appare allora particolarmente azzeccata l'osservazione di un esponente torinese del centrodestra: più che «ecologiche», queste giornate forzatamente a piedi dovremmo chiamarle «domeniche ideologiche».

! Giorgio Bianco
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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