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Ma che sinistra è?di Benedetta Pini - 25 gennaio 2006 Vengono dalla storia comunista, si gloriano di fare la parte dei moderni Robin Hood che corrono in soccorso dei più deboli (calunniando Berlusconi e la destra come dei profittatori capitalisti da mettere alla gogna), sventolano il vessillo della solidarietà, ma poi agiscono come finanzieri senza scrupoli. La realtà delle Coop rosse, infatti, non è proprio come la dipingono Fassino e compagni. Proprio in Toscana le prove non mancano. Ma conviene spendere due parole sulla natura delle Cooperative di consumo, giusto perché tutti sappiano bene di cosa parliamo. Intanto bisogna dire che si diventa soci coop acquistando la tessera in uno qualsiasi dei punti vendita sparsi per il Paese. Così facendo si acquisiscono diritti a sconti sui prodotti e a varie iniziative promozionali o specifiche offerte commerciali; ma in particolare i soci possono aprire una sorta di libretto di risparmio, sul modello di quello bancario o postale, con la differenza che l'interesse annuo corrisposto è superiore a questi ultimi. Il sistema delle Coop si trova così a disporre di un capitale ragguardevole da utilizzare per le proprie attività. Ma quali attività? Le Coop dovrebbero avere, per loro natura, una mission precisa: quella di acquistare prodotti di buona qualità per rivenderli a prezzi particolarmente vantaggiosi a soci e clienti. Ovviamente quelle cospicue somme di capitale provenienti dai risparmi dei soci dovrebbero servire a negoziare con i fornitori acquisti di grossi quantitativi di merce all'ingrosso, a prezzi vantaggiosi. Questa azione specifica dovrebbe assicurare un maggior potere di acquisto ai soci, dato che ci si rivolge ai produttori, evitando la filiera degli intermediari che, sfociando nel punto vendita finale del singolo negoziante, farebbe gravare il peso del suo costo sul prezzo al dettaglio del singolo articolo. In sostanza un sistema di approvvigionamento e fornitura come quello delle Cooperative di consumo dovrebbe rappresentare anche una sorta di strumento di difesa contro eventuali speculazioni commerciali. I capitali ingenti di cui le Coop dispongno potrebbero essere stati utilizzati nel tentativo della scalata a Bnl da parte della compagnia assicurativa Unipol, controllata dal maggior partito della sinistra. Non ci interessa qui discutere delle telefonate galeotte di Fassino, della difesa di D'Alema e cose simili; e nemmeno del fatto che i vertici dei Ds siano «persone per bene»; ci sono i giudici, perché rubargli il lavoro? Ci interessa invece sottolineare che, quando a loro fa comodo, anche i signori di sinistra si comportano da investitori senza scrupoli e si lanciano senza ritegno particolare in operazioni piuttosto rischiose, che ben poco hanno a che fare con la solidarietà verso i deboli e con lo stato sociale che tanto gli piace ricordare quando parlano e straparlano nei loro comizi. Proprio una Coop di Piombino, per esempio, cuore della rossissima provincia livornese, ha partecipato all'aumento di capitale di Unipol nella scalata a Bnl. E proprio fra i soci Coop toscani comincia a serpeggiare il malumore. Mica hanno torto. Mettiamoci nei panni di un risparmiatore, considerando che la maggior parte dei soci Coop, cittadini qualunque, non sono certo dei novelli Creso. Depositare i propri soldi nei libretti Coop dava loro sicurezza e tranquillità; ma se i risparmi della gente, quella stessa gente che D'Alema e compagni dicono essere stata ingannata dal governo Berlusconi, vengono utilizzati in operazioni finanziarie a rischio elevato, da cui potrebbero anche derivare ingenti perdite, come la mettiamo con la fedeltà allo spirito delle Cooperative? In poche parole: dove va a finire la correttezza morale? I risparmi depositati in banca sono garantiti, anche a fronte di un crac dell'Istituto di Credito (quale esso sia), dalla Banca d'Italia; ma chi presta i suoi soldi a una cooperativa rimane con le mosche in mano, nel caso in cui il capitale si volatilizzi. Ecco perché è il caso di insistere a ricordare ai caporioni dei partiti della sinistra, che si esibiscono scandalizzati in anatemi farisaici contro la CdL e il suo leader, che non basta dichiararsi onesti: bisogna dire le cose come stanno alla gente, soprattutto a quella che si fida di certe istituzioni nate proprio per proteggerla. Ma che sinistra è quella che sottrae alla gente ciò che la gente le affida? Vuoi vedere che Berlusconi, abbassando le tasse, cercando di rendere più flessibile il mondo del lavoro, aumentando per quanto era possibile le pensioni, è più a sinistra di Fassino? No, non scherziamo: solo una destra moderata, moderna, liberale e democratica riesce a fare veramente qualcosa per i cittadini. Perché agisce per il loro bene come individui, con la logica del «padre di famiglia» che se ne infischia degli schemi ideologici e pensa seriamente a far vivere meglio la sua casa, giorno dopo giorno. Ma a sinistra questo lo sanno: perciò sono terrorizzati all'idea che la CdL possa governare per cinque anni ancora. Perché se ciò accadesse, nel 2011 di Fassino, Prodi, D'Alema e compagnia bella non si ricorderebbe più nessuno.
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Ragionpolitica, periodico on line n.145 del 23/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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