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Cambia la legittima difesa: una riforma a favore dei più deboli

di Danilo Giurdanella - 25 gennaio 2006

La legittima difesa è un istituto conosciuto da tempi immemorabili ed espressamente presente, in diverse formulazioni, nelle legislazioni di tutto il mondo. E' antichissimo, infatti, il brocardo vim vi repellere licet. Anche in Italia dunque esiste la legittima difesa: essa è disciplinata dall'art. 52 del nostro codice penale, emanato nel 1930. L'art. 52 sancisce il principio secondo il quale nessuno può essere condannato per aver difeso un suo diritto od un diritto altrui, «dal pericolo attuale di un offesa ingiusta». Tale principio rispecchia in buona parte una concezione della giustizia che potremmo definire naturale, cioè il sentire comune del popolo di fronte ad un fatto di amministrazione della giustizia; ed è il sentire comune che, se qualcuno si intrufola nella mia abitazione di notte e tenta di aggredirmi, lo Stato debba proteggere l'onesto cittadino e non il criminale! Purtroppo la nostra legge, risalente a tempi lontani, non prendeva in considerazioni parecchie situazioni, che oggi sono molto più suscettibili di accadere. Infatti la legittima difesa del diritto italiano è fondamentalmente basata sul principio di proporzionalità. Per cui l'aggressore e l'aggredito vengono messi sullo stesso piano giuridico: la difesa è ammissibile solo se è proporzionata all'offesa. Per fare un esempio concreto se un ladro entra nel negozio di un piccolo commerciante, armi in pugno, ed il proprietario spara ferendolo, sarà quest'ultimo a finire in galera. Conseguenza di tutto ciò sono stati quei tristi fatti di cronaca, in cui molti onesti cittadini finivano arrestati, ed i criminali in libertà.

Per farla breve il diritto italiano ha protetto eccessivamente i diritti dell'aggressore, ma non quelli dell'aggredito. Questa situazione ha contribuito ad un senso, ormai diffuso nel nostro Paese, di sfiducia nei confronti dei poteri pubblici, ormai lontani dalla realtà del sentire comune dei cittadini e dalle vere esigenze di una società post-moderna. Ma ieri l'art. 52 ha subito una modifica storica. La Camera ha infatti approvato nuove norme che consentono di potersi difendere in casa propria, o nel proprio luogo lavorativo, per proteggere la propria vita o i propri beni, «quando non ci è desistenza e vi è pericolo di aggressione», anche senza tenere conto del criterio di proporzionalità. Dichiarazioni favorevoli alla legge sono arrivate da numerosi ed autorevoli esponenti di tutti i partiti del Governo. Particolarmente positivo è stato il commento di Isabella Bertolini, che parla di «legge sacrosanta», che difende il pieno diritto dei cittadini di difendersi, a casa propria, nei confronti dei delinquenti che vogliono aggredire, picchiare, rapinare o violentare.

L'opposizione si è rifiutata di votare la legge e ha espresso i suoi dubbi in maniera alquanto fantasiosa. Giuliano Pisapia di Rifondazione Comunista accusa la legge di incostituzionalità, non ci dice però perché e come. In ogni caso mi pare di ricordare che la incostituzionalità viene sancita dalla Corte Costituzionale, non dall'opposizione. Marcella Lucidi dei Ds afferma che «lo Stato tenta di armare i cittadini». Non si vede in quale modo. Questa legge non renderà più facile il reperimento di armi da fuoco da parte del comune cittadino. Si tratta solo di evitare che chi si difende in casa propria o nel luogo in cui lavora vada a finire in galera. Paolo Cento, coordinatore politico dei Verdi, parla di legge da Far West. Lo stesso Far West che c'era con D'Alema al Governo? In ogni caso non si capisce come una legge a tutela delle vittime possa aumentare la criminalità. Insomma l'opposizione perde ancora terreno, e dimostra la sfasatura fra le sue teorie e la realtà italiana. I sondaggi effettuati sul territorio nazionale dimostrano la popolarità di questo provvedimento, anche fra gli stessi elettori della sinistra. Ad opporsi a questa riforma sono stati anche alcuni membri della magistratura. Mi chiedo se fra di loro ci sia chi abbia condannato l'onesto cittadino per essersi difeso a casa propria e messo in libertà, come purtroppo in Italia è successo, il criminale, libero di rubare, ammazzare, violentare di nuovo, in spregio al diritto delle genti.

! Danilo Giurdanella
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