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6 marzo 2008
 
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Il Manifesto dell'odio

di Stefano Doroni - 26 gennaio 2006

E' incredibile come l'arte della menzogna venga esibita senza alcun ritegno sui giornali comunisti. C'è un fondo di Gabriele Polo sul Manifesto di oggi che la dice lunga. Non è che il solito mucchio di calunnie all'indirizzo del premier Berlusconi, ma ci sono alcuni riferimenti che vale la pena di sottolineare. Il disastro che il Cavaliere avrebbe provocato all'Italia è sintetizzato in alcuni passi che riguardano il mercato, l'istruzione, la guerra in Iraq, la Costituzione. Tutto sbagliato, tutto da buttar via, una tragedia. Quando invece il governo della CdL ha consegnato il lavoro al ritmo normale del mercato liberandolo dalle consorterie pubbliche, ha tentato di liberare il mondo della cultura e dell'istruzione dalla cappa politicamente corretta dell'idottrinamento di sinistra, ha emendato alcune parti di una Costituzione cattocomunista. Ha infine impegnato l'Italia in una battaglia di libertà e democrazia, con la missione in Iraq, che la sinistra, e in particolare quella comunista, non avrebbe mai approvato perché la cultura comunista non è cultura di pace, né tanto meno cultura democratica. E' cultura di guerra e di odio.

Questa cultura di odio dovrebbe vincere le prossime elezioni? Dovremmo consegnare l'Italia a questi - cosiddetti - valori? Berlusconi eresse una diga contro il pericolo comunista (ancora vivo, nonostante la caduta del muro di Berlino) già nel 1994. E' da allora che quelli come Gabriele Polo si augurano non tanto di vederlo politicamente sconfitto ma proprio di vederlo sparire dalla faccia della terra; perché l'uomo di Arcore rappresenta un incubo, il simbolo di una cultura liberale e democratica che ha sconfitto i lugubri sogni di una sinistra fossile. A questa gente dovremmo consegnare l'Italia? Agli amici di Gabriele Polo?

Ma che saprebbero fare questi amici (pardon! «compagni») se fossero al governo dell'Italia? Saprebbero ingessare il Paese ad un ruolo da Stato del sud del mondo, ingabbiare la scuola e la ricerca in una parte da ancelle dell'ideologia (l'hanno già fatto per lunghi anni), risuscitare una Costituzione frutto di un compromesso fra la sinistra cattolica e il comunismo. Saprebbero dirci che statale è bene e che privato è male. Darebbero via libera all'immigrazione clandestina per farne il nuovo serbatoio di voti proletari. Il vero pericolo per il Paese non è Berlusconi, ma questa terribile prospettiva, inacarnata dai sodali di Gabriele Polo e del Manifesto.

! Stefano Doroni
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